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RIMINI (ITALPRESS) – La Corte d’assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. Il verdetto è arrivato nella notte,...
Tragedia in provincia di Padova, a Codevigo. Una donna, al sesto mese di gravidanza, è rimasta uccisa dopo essere stata travolta da un pezzo di impalcatura. Il dramma, si è consumato nel giardino dell'abitazione della donna. La vittima, era in cortile quando è stata improvvisamente colpita alla testa. La donna di nazionalità del Congo, abitava in paese con il marito e altri due figli piccoli. Sul posto sono giunti i soccorsi ma ogni tentativo di salvarla è stato vano. Sul posto anche i Carabinieri.
Le violenze continuavano dal 2006. Otto anni di umiliazioni e botte riservate alle moglie, ma non solo. A subire le violenze anche il figlio maggiorenne della coppia che spesso interveniva in soccorso della madre frapponendosi fra i genitori e facendo da scudo alla donna. Il tutto accadeva sotto agli occhi di una seconda figlia ancora minorenne. Il padre, nella sua logica di follia, l’ha sempre risparmiata convogliando le proprie ire sugli altri due componenti della famiglia.
Più volte la donna, 44 enne aveva richiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, più volte era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino
Ha insospettito i poliziotti. Il sacco che portava sulle spalle era troppo voluminoso per una passeggiata in bicicletta. Così la pattuglia impegnata nel controllo del territorio che ieri sera stava attraversando via Longhin ha deciso di fermarlo. Inutile per l’uomo un 31enne di origine moldava opporre resistenza il grande sacco di plastica andava aperto.
Denaro per insabbiare una pratica di Equitalia. È l’accusa che ha portato una dipendente dell’Agenzia delle Entrate agli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle che hanno condotto le indagini l’impiegata 61 enne in servizio presso la segreteria generale Area Riscossioni si è offerta di rallentare ed eventualmente addirittura insabbiare la cartella arrivata ad un imprenditore dell’alta padovana. In cambio l’uomo avrebbe però dovuto ricompensare con il denaro tale servizio.
Il caso sarebbe venuto alla luce a seguito di un controllo nell’azienda dell’imprenditore della provincia padovana.
Avrebbe lasciato alcune lettere. Pezzi di carta che contengono forse una spiegazione ad un gesto così estremo da risultare incomprensibile. Perché lo studente 22enne, originario di Vicenza, che sta mane intorno alle 7.30 ha scelto la facoltà che frequentava per porre fine alla sua vita secondo i suoi compagni di corso non aveva mai dato segnali da ritenere preoccupanti.
Ha 22 anni ed è un cittadino di origine romena. È lui secondo i poliziotti della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Marco Calì, il responsabile di una serie di furti avvenuti negli ultimi mesi in alcune bar-pizzerie nel quartiere padovano di Chiesanuova. “Il Predone dei Bar” così è stato soprannominato dagli investigatori che ne seguivano i passi, fino all’arresto, si era specializzato proprio nei locali pubblici preferendo bar,tabaccherie e slot. Fatale per la sua attività criminosa sono risultate essere alcune tracce lasciate negli sui luoghi colpiti e rilevate successivamente dalla polizia scientifica.
L’ha raggiunta nel locale da ballo di Vicenza dove la giovane stava trascorrendo la serata in compagnia di alcuni amici. Un’incontro chiarificatore con cui Enrico Sganzerla, commercialista 43 enne originario di Cerea nel veronese, forse voleva recuperare il rapporto con la 26enne. Una storia che dopo due anni di amore stava ora volgendo al capolinea.
Una serata andata davvero storta. È quella trascorsa da un 19enne di Spinea nel veneziano che deciso a tentare la fortuna al casinò di Cà Noghera ha visto volatilizzarsi sui tavoli da gioco in poco tempo ben diecimila euro. Una serata già abbastanza difficile così se non fosse che il bottino dissipato era stato preso in prestito alla fidanzata alla quale, a dirla tutta, non era nemmeno stato chiesto.
Sono in via di miglioramento le condizioni dell’algerino ricoverato all’ospedale dell’angelo di Mestre a seguito di una caduta durante un controllo dei Carabinieri. Il 42enne infatti sarebbe stato addirittura dimesso dalla terapia intensiva e spostato nel reparto di neurochirurgia. Intanto continuano le indagini del Ris di Parma chiamato a chiarire cosa sia accaduto mercoledì sera in via Cairoli a pochi metri dalla Stazione ferroviaria di Padova.
Spintona un’agente fino a farla cadere a terra. È successo domenica sera verso le 23.30 in piazza San Marco, durante una serie di controlli contro il fenomeno dell’abusivismo commerciale organizzato dal commissariato di San Marco. Una pattuglia di agenti di polizia ha intercettato un giovane soggetto del sud est asiatico, il quale si è difeso spingendo una agente di polizia, gettandola a terra, e poi si è dato alla fuga. La poliziotta guarirà in quattro giorni, così recita il referto del pronto soccorso.
Problemi di salute. Per questo un parroco della provincia Bellunese sarebbe stato messo a riposo, ovvero allontanato dalla parrocchia che amministrava ormai da qualche anno. Ma secondo il quotidiano “Il Gazzettino” la repentina scomparsa del pastore nulla avrebbe a che fare con la salute. Il giornale racconta infatti una versione completamente diversa: il ministro del culto sarebbe astato allontanato dal Vescovo di Belluno e Feltre perché invischiato in un indagine per estorsione.
Due rapine in meno di 60 minuti e il dubbio che dietro ad entrambi i colpi possa esserci un unico responsabile. Le descrizioni fornite dalle due vittime infatti sembrerebbero avere alcuni tratti comuni, a cominciare dall’età dell’aggressore un uomo straniero di circa 30 anni. Poi il modus operandi e i luoghi delle aggressioni. A denunciare il primo episodio un padovano di 62 anni. In tarda mattinata stava attraversando il ponte dei Graissi quando è stato avvicinato da uno sconosciuto. L’uomo, con la pelle di colore scuro, gli ha strappato dal collo una catenina poi lo ha colpito al volto con un pugno e gli ha rubato occhiali e bicicletta.