ROMA (ITALPRESS) – Tra un’ingegneria domestica sofisticata ed una gestione contabile old school è maturato l’arresto di un cinquantaduenne romano al Quarticciolo, intercettato dalla...
TARANTO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa...
TORINO (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Torino ha svolto, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, un’attività investigativa a tutela del made in...
ROMA (ITALPRESS) – Agenti della Polizia Nazionale spagnola, in un’operazione congiunta con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e con la Squadra...
Incidente sul Passante di Mestre verso Trieste, all’altezza di Casale sul Sile. Almeno 10 le persone rimaste ferite nel ribaltamento di un furgone. Il mezzo, un Renault Master, stava trasportando 15 persone, tutte di nazionalità Romena. Improvvisamente un pneumatico è scoppiato e il conducente ha perso il controllo. Tra i 10 feriti, ci sono due bambini in condizioni, definite, serie. Sul posto vi è stato una gran dispiegamento di ambulanze e soccorsi. Sono intervenuti anche la stradale e i vigili del fuoco. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Treviso, Mestre e Mirano.
Per anni ha diretto una famosa agenzia pubblicitaria di Treviso, prima ancora si era occupato sempre di pubblicità per il quotidiano “Il Gazzettino” di lui da più di una settimana non si hanno più notizie. Stefano D’Ignazio, 53 anni sembra essere sparito nel nulla. Una scomparsa con poche spiegazioni che ha gettato i familiari dell’uomo nello sconforto e nell’agitazione, preoccupati di ciò che potrebbe essergli accaduto. Per questo i congiunti dell’uomo, prima fra tutti l’ex compagna, hanno deciso di rivolgersi prima alle forze dell’ordine e poi anche ad una nota trasmissione televisiva dedicata alla ricerca delle persone scomparse.
I Carabinieri di Este nel Padovano , in collaborazione con i colleghi di Rovigo, hanno arrestato ieri un albanese 33 enne. L’uomo per gli investigatori sarebbe il basista di un gruppo dedito alle rapine che nei mesi scorsi ha messo a segno numerosi colpi fra Veneto ed Emilia Romagna.
Un incendio è scoppiato intorno alla mezzanotte all’ex Ospedale al mare al Lido di Venezia. A dare l’allarme sono stati gli artisti - circa una trentina - del collettivo che in questi giorni occupano la struttura. Le fiamme, sono state definitivamente domate solo intorno alle 3 dai vigili del fuoco hanno poi rilevato ben quattro focolai di un incendio che è sicuramente doloso.
Le strutture murarie si sono salvate mentre sono andati bruciati alberi e sterpaglie. Già un mese fa c’era stato un incendio all’interno di un’altra area della zona.
Si chiamava Mvumbi Ndombe, aveva 38 anni e nel suo grembo custodiva la vita di un bimbo. La donna, originaria del Congo e conosciuta da tutti in Paese con il nome di Mirella era al sesto mese di gravidanza. Ieri pomeriggio verso le 17 era nel giardino della villetta di via Fogolana a Conche di Codevigo nella quale abitava con il marito Antonio Dorigo e le due figliolette, stava sistemando qualcosa quando improvvisamente è stata travolta dai telai di un impalcatura utilizzata dal marito.
Tragedia in provincia di Padova, a Codevigo. Una donna, al sesto mese di gravidanza, è rimasta uccisa dopo essere stata travolta da un pezzo di impalcatura. Il dramma, si è consumato nel giardino dell'abitazione della donna. La vittima, era in cortile quando è stata improvvisamente colpita alla testa. La donna di nazionalità del Congo, abitava in paese con il marito e altri due figli piccoli. Sul posto sono giunti i soccorsi ma ogni tentativo di salvarla è stato vano. Sul posto anche i Carabinieri.
Le violenze continuavano dal 2006. Otto anni di umiliazioni e botte riservate alle moglie, ma non solo. A subire le violenze anche il figlio maggiorenne della coppia che spesso interveniva in soccorso della madre frapponendosi fra i genitori e facendo da scudo alla donna. Il tutto accadeva sotto agli occhi di una seconda figlia ancora minorenne. Il padre, nella sua logica di follia, l’ha sempre risparmiata convogliando le proprie ire sugli altri due componenti della famiglia.
Più volte la donna, 44 enne aveva richiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, più volte era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino
Ha insospettito i poliziotti. Il sacco che portava sulle spalle era troppo voluminoso per una passeggiata in bicicletta. Così la pattuglia impegnata nel controllo del territorio che ieri sera stava attraversando via Longhin ha deciso di fermarlo. Inutile per l’uomo un 31enne di origine moldava opporre resistenza il grande sacco di plastica andava aperto.
Denaro per insabbiare una pratica di Equitalia. È l’accusa che ha portato una dipendente dell’Agenzia delle Entrate agli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle che hanno condotto le indagini l’impiegata 61 enne in servizio presso la segreteria generale Area Riscossioni si è offerta di rallentare ed eventualmente addirittura insabbiare la cartella arrivata ad un imprenditore dell’alta padovana. In cambio l’uomo avrebbe però dovuto ricompensare con il denaro tale servizio.
Il caso sarebbe venuto alla luce a seguito di un controllo nell’azienda dell’imprenditore della provincia padovana.
Avrebbe lasciato alcune lettere. Pezzi di carta che contengono forse una spiegazione ad un gesto così estremo da risultare incomprensibile. Perché lo studente 22enne, originario di Vicenza, che sta mane intorno alle 7.30 ha scelto la facoltà che frequentava per porre fine alla sua vita secondo i suoi compagni di corso non aveva mai dato segnali da ritenere preoccupanti.
Ha 22 anni ed è un cittadino di origine romena. È lui secondo i poliziotti della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Marco Calì, il responsabile di una serie di furti avvenuti negli ultimi mesi in alcune bar-pizzerie nel quartiere padovano di Chiesanuova. “Il Predone dei Bar” così è stato soprannominato dagli investigatori che ne seguivano i passi, fino all’arresto, si era specializzato proprio nei locali pubblici preferendo bar,tabaccherie e slot. Fatale per la sua attività criminosa sono risultate essere alcune tracce lasciate negli sui luoghi colpiti e rilevate successivamente dalla polizia scientifica.
L’ha raggiunta nel locale da ballo di Vicenza dove la giovane stava trascorrendo la serata in compagnia di alcuni amici. Un’incontro chiarificatore con cui Enrico Sganzerla, commercialista 43 enne originario di Cerea nel veronese, forse voleva recuperare il rapporto con la 26enne. Una storia che dopo due anni di amore stava ora volgendo al capolinea.