Secondo gli investigatori chiamarli predoni significa sminuirne il valore criminale visto che la banda disarticolata nelle scorse ore a Padova era ad alto tasso di organizzazione. A termine di 6 impegnativi mesi di indagine i poliziotti della squadra mobile padovana, coordinati dalla locale procura, sta mane hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare che hanno portato all’incarcerazione di altrettanti romeni di etnia rom residenti al campo nomadi di via San Dionigi a Milano. Altri 4 componenti dell’organizzazione risultano tutt’ora latitanti.
E' gravissimo un imprenditore padovano che stamane si è sparato. L'uomo è andato al Cimitero Maggiore di Padova, si è portato davanti alla tomba del padre e ha tentato di togliersi la vita. Il colpo di pistola però non lo ha ucciso . L'imprenditore ferito, è stato trasportato all'ospedale in gravi condizioni. Sconosciuti al momento i motivi del drammatico gesto. L'uomo conosciuto in città, lavora nel settore dell'auto.
Patrizia Badii, la 'pasionaria' dei secessionisti finita in carcere il 2 aprile nell'inchiesta della Procura di Brescia, ha lasciato nel primo pomeriggio il carcere di Montorio (Verona) insieme al marito Luca Vangelista. Il Tribunale del riesame di Brescia ha concesso alla donna la scarcerazione, mentre Vangelista, indagato anche per la costruzione del cosiddetto 'tanko', è stato posto ai domiciliari a casa della sorella. "Già ieri nell'udienza del riesame la signora Badii mi era apparsa più tranquilla - spiega il suo legale, Stefano Marchesini - perché sentiva nell'aria la notizia della scarcerazione".
Operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Padova che in provincia di Milano hanno concluso un operazione antidroga. Sequestrata cocaina purissima per un quantitativo elevato: 1 chilo e 3, sostanza allo stato puro. Sequestrati anche 40 mila euro in contanti. I militari sono intervenuti a Rozzano. Arrestati 3 italiani e un tunisino. Lo stupefacente una volta immesso sul mercato avrebbe fruttato mezzo milione di euro.
Era scesa dall’autobus in via Sorio. Mancava poco per arrivare a casa. Una donna di 73 anni, stava camminando, quando, improvvisamente è stata aggredita e buttata a terra da uno sconosciuto che le ha rubato la borsa. La donna è rotolata sul cemento ferendosi alle ginocchia. L’episodio è avvenuto all’ora di pranzo. Da via Sorio la signora stava percorrendo via Cernaia. Alla scena hanno assistito alcune persone tra le quali due ragazze che l’hanno immediatamente soccorsa. Tempestivo l’arrivo delle volanti della polizia
Incidente sul Passante di Mestre verso Trieste, all’altezza di Casale sul Sile. Almeno 10 le persone rimaste ferite nel ribaltamento di un furgone. Il mezzo, un Renault Master, stava trasportando 15 persone, tutte di nazionalità Romena. Improvvisamente un pneumatico è scoppiato e il conducente ha perso il controllo. Tra i 10 feriti, ci sono due bambini in condizioni, definite, serie. Sul posto vi è stato una gran dispiegamento di ambulanze e soccorsi. Sono intervenuti anche la stradale e i vigili del fuoco. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Treviso, Mestre e Mirano.
Per anni ha diretto una famosa agenzia pubblicitaria di Treviso, prima ancora si era occupato sempre di pubblicità per il quotidiano “Il Gazzettino” di lui da più di una settimana non si hanno più notizie. Stefano D’Ignazio, 53 anni sembra essere sparito nel nulla. Una scomparsa con poche spiegazioni che ha gettato i familiari dell’uomo nello sconforto e nell’agitazione, preoccupati di ciò che potrebbe essergli accaduto. Per questo i congiunti dell’uomo, prima fra tutti l’ex compagna, hanno deciso di rivolgersi prima alle forze dell’ordine e poi anche ad una nota trasmissione televisiva dedicata alla ricerca delle persone scomparse.
I Carabinieri di Este nel Padovano , in collaborazione con i colleghi di Rovigo, hanno arrestato ieri un albanese 33 enne. L’uomo per gli investigatori sarebbe il basista di un gruppo dedito alle rapine che nei mesi scorsi ha messo a segno numerosi colpi fra Veneto ed Emilia Romagna.
Un incendio è scoppiato intorno alla mezzanotte all’ex Ospedale al mare al Lido di Venezia. A dare l’allarme sono stati gli artisti - circa una trentina - del collettivo che in questi giorni occupano la struttura. Le fiamme, sono state definitivamente domate solo intorno alle 3 dai vigili del fuoco hanno poi rilevato ben quattro focolai di un incendio che è sicuramente doloso.
Le strutture murarie si sono salvate mentre sono andati bruciati alberi e sterpaglie. Già un mese fa c’era stato un incendio all’interno di un’altra area della zona.
Si chiamava Mvumbi Ndombe, aveva 38 anni e nel suo grembo custodiva la vita di un bimbo. La donna, originaria del Congo e conosciuta da tutti in Paese con il nome di Mirella era al sesto mese di gravidanza. Ieri pomeriggio verso le 17 era nel giardino della villetta di via Fogolana a Conche di Codevigo nella quale abitava con il marito Antonio Dorigo e le due figliolette, stava sistemando qualcosa quando improvvisamente è stata travolta dai telai di un impalcatura utilizzata dal marito.
Tragedia in provincia di Padova, a Codevigo. Una donna, al sesto mese di gravidanza, è rimasta uccisa dopo essere stata travolta da un pezzo di impalcatura. Il dramma, si è consumato nel giardino dell'abitazione della donna. La vittima, era in cortile quando è stata improvvisamente colpita alla testa. La donna di nazionalità del Congo, abitava in paese con il marito e altri due figli piccoli. Sul posto sono giunti i soccorsi ma ogni tentativo di salvarla è stato vano. Sul posto anche i Carabinieri.
Le violenze continuavano dal 2006. Otto anni di umiliazioni e botte riservate alle moglie, ma non solo. A subire le violenze anche il figlio maggiorenne della coppia che spesso interveniva in soccorso della madre frapponendosi fra i genitori e facendo da scudo alla donna. Il tutto accadeva sotto agli occhi di una seconda figlia ancora minorenne. Il padre, nella sua logica di follia, l’ha sempre risparmiata convogliando le proprie ire sugli altri due componenti della famiglia.
Più volte la donna, 44 enne aveva richiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, più volte era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino