ROMA (ITALPRESS) – Un accordo intermedio tra Stati Uniti e Iran, strutturato in quattro fasi progressive, è al centro delle trattative tra Washington e Teheran, nonostante le dichiarazioni contrastanti delle ultime ore. Secondo fonti vicine ai negoziati citate dall’emittente al-Arabiya, il piano prevede un percorso graduale che parte dalla stabilizzazione della tregua e arriva fino alla questione nucleare, il dossier più complesso. La prima fase prevede il consolidamento del cessate-il-fuoco in vigore, la sospensione delle operazioni militari dirette e il divieto di aprire nuovi fronti nella regione. Teheran insiste affinché il Libano sia esplicitamente incluso in qualsiasi intesa. Nella seconda fase si affronterebbe la sicurezza della navigazione internazionale, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz: riapertura completa del passaggio, rimozione delle restrizioni alle navi e accordi di sicurezza per le rotte marittime e le linee energetiche. La terza fase è dedicata alle misure di fiducia economica: alleggerimento mirato di alcune sanzioni, sblocco parziale di fondi iraniani congelati e facilitazioni per le esportazioni di petrolio e gli scambi commerciali. Per gli iraniani questa fase rappresenta un banco di prova decisivo sulla serietà dell’accordo.
La quarta e più delicata fase riguarderà i grandi dossier strategici, a cominciare dal programma nucleare iraniano: livelli di arricchimento dell’uranio, meccanismi di verifica e garanzie internazionali, oltre agli assetti di sicurezza regionale di lungo periodo. Fonti indicano che questa fase potrebbe richiedere diversi mesi di negoziati. Ieri il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere che le trattative potrebbero portare a un risultato già entro la fine di questa settimana, pur senza escludere un fallimento. Il segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato che il destino dello stock di uranio altamente arricchito iraniano resta uno dei nodi centrali del confronto, mediato anche dal Pakistan. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece dichiarato che i colloqui sono attualmente sospesi.
KHAMENEI ACCUSA L’OCCIDENTE DI GUERRA IBRIDA PER CREARE DIVISIONI INTERNE
Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha accusato il “sistema di egemonia” (in riferimento a Stati Uniti e alleati) di tentare di provocare divisioni interne in Iran dopo aver subito una sconfitta militare. In un discorso riportato oggi dai media ufficiali iraniani, Khamenei ha affermato che “dopo il fallimento sul campo di battaglia, il nemico si concentra ora su una guerra ibrida per indebolire la resistenza del popolo iraniano e creare fratture all’interno del Paese”. “Il nemico – ha proseguito il leader – cerca di danneggiare la capacità di resistenza del nostro popolo e di alterare le valutazioni dei nostri responsabili. Qualsiasi atto o comportamento che porti allo scoraggiamento dei cittadini è una forma di aiuto al nemico”. Khamenei ha sottolineato che “il sistema di egemonia non risparmierà alcuno sforzo per impedire all’Iran di progredire”, invitando implicitamente la popolazione e le istituzioni a mantenere unità e fermezza di fronte a quella che definisce una “guerra composita” (guerra ibrida) che si svolge sul piano psicologico, mediatico ed economico. Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato, mentre proseguono – tra alti e bassi – i contatti tra Washington e Teheran per un possibile accordo quadro in quattro fasi, mediati anche dal Pakistan.
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