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Ucciso un casco blu della missione Unifil, altri due soldati feriti. Intesa sul cessate il fuoco tra Israele e Libano

ROMA (ITALPRESS) – Un soldato della missione di pace Unifil è deceduto questa mattina a causa delle gravi ferite riportate in seguito all’impatto di colpi di mortaio contro la sua postazione vicino a Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo riferisce una nota stampa di Unifil, aggiungendo che altri due soldati della missione, anch’essi feriti, sono attualmente ricoverati presso una struttura medica della base Unifil. Poco dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, il soldato gravemente ferito è stato trasportato in aereo in un ospedale di Beirut, dove è deceduto a causa delle ferite riportate. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. Il nostro pensiero va anche alla pronta e completa guarigione dei soldati feriti”, prosegue la nota. Unifil ha avviato un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente. Unifil ha rilevato un numero sempre maggiore di traiettorie e impatti di proiettili nel sud del Libano e ribadisce che “la violenza deve cessare”. “Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la loro incriminazione. Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra”. La Farnesina nel frattempo ha informato che l’incidente è avvenuto nel settore est, dove non ci sono italiani.

ISRAELE E IL LIBANO RAGGIUNGONO L’ACCORDO PER IL CESSATE IL FUOCO

Israele e Libano hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per rinnovare il fragile cessate il fuoco, interrotto durante la guerra con l’Iran, e per creare zone di sicurezza libanesi dalle quali Hezbollah sarà bandito. La dichiarazione congiunta, firmata da Israele, Libano e Stati Uniti, afferma che il cessate il fuoco è subordinato al ritiro di tutti i combattenti di Hezbollah dall’area a sud del fiume Litani e alla “cessazione completa” degli attacchi. Secondo l’annuncio, Israele e Libano hanno concordato di creare “zone pilota in cui le Forze armate libanesi assumeranno il controllo esclusivo del territorio”.

La nota congiunta cita anche la dichiarazione rilasciata martedì dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, il quale ha definito Hezbollah “un nemico del Libano”. L’accordo prevede inoltre che Beirut e Gerusalemme continuino i colloqui diplomatici e militari a fine giugno, nella speranza di raggiungere infine “un accordo globale”. La dichiarazione congiunta è stata diffusa dopo il quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato. La dichiarazione non specifica né le aree né le tempistiche – né per il ritiro israeliano né per l’”evacuazione di Hezbollah” a nord del fiume Litani. A differenza di Gaza, dove il piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump forniva una mappa generale che mostrava il controllo israeliano e i futuri obiettivi di ritiro, il piano per il Libano non prevede né l’uno né l’altro.

“Questi passi consentiranno di progredire verso un accordo globale di pace e sicurezza”, si legge nella dichiarazione. “Tutti i Paesi hanno ribadito che il futuro delle relazioni tra Israele e Libano deve essere deciso dai due governi sovrani. Hanno respinto qualsiasi tentativo, da parte di qualsiasi attore statale o non statale, di tenere in ostaggio il futuro del Libano”. Quest’ultima affermazione si riferisce all’Iran, che sostiene Hezbollah e ha insistito affinché gli attacchi israeliani contro il Libano cessassero nell’ambito di un accordo preliminare con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto con l’Iran. Hezbollah non fa parte dei colloqui tra Israele e Libano. L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha affermato che l’accordo dimostra che “Israele e Libano vogliono che l’Iran si allontani dalla nostra regione”. Parlando con i giornalisti, il diplomatico ha affermato: “Ci impegneremo affinché l’Iran e i suoi gruppi terroristici non continuino a seminare il caos nelle nostre vite in nome del terrore e della distruzione”.c

KATZ “INTESA SU CESSATE IL FUOCO PUÒ PORTARE AD ACCORDO DI PACE”

L’intesa raggiunta fra Israele e Libano a Washington è “l’espressione della realtà che abbiamo creato in Libano fino ad ora. Una realtà che può portare a un accordo di pace con lo Stato libanese”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, accogliendo con favore l’intesa mediata dagli Usa per il riavvio del cessate il fuoco. “La dichiarazione include una dichiarazione inequivocabile sul disarmo di Hezbollah, l’allontanamento dei terroristi di Hezbollah dall’area a sud del fiume Litani, la continua presenza delle Forze di difesa israeliane (Idf) nella zona di sicurezza e la libertà d’azione per Israele”, ha aggiunto. Katz ha rivendicato il tema della sicurezza per gli abitanti nel nord di Israele, zone colpite da razzi e droni lanciati dal gruppo armato libanese Hezbollah. “Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e l’abbiamo mantenuta“, ha continuato, secondo quanto riportato dai media israeliani. Infine, rivolgendosi all’opposizione ha dichiarato: “I membri dell’opposizione dovrebbero scusarsi e riconoscere questo grande risultato in Libano, sia sul campo che a livello diplomatico”.

CROSETTO “CORDOGLIO PER LI CASCO BLU SERBO”

La Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto hanno espresso cordoglio alle Forze Armate serbe e al Ministro della Difesa Bratislav Gašic per il peacekeeper serbo che ha perso la vita a seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano”. Così in un post su X del ministero della Difesa. “In questo momento di dolore, il nostro pensiero va alla famiglia della vittima e la nostra sentita vicinanza agli altri due militari della missione rimasti feriti, a cui auguriamo una pronta e completa guarigione”

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).