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Nel 2025 in Italia emissioni e consumi energetici fermi ai valori del 2024

ROMA (ITALPRESS) – Situazione stazionaria per emissioni e consumi energetici in Italia nel 2025, fermi ai valori dell’anno precedente, in linea con quanto registrato nell’intera Ue. Prezzi ancora elevati rispetto al periodo precrisi 2022 (gas +70%, elettricità +100%). È quanto emerge dall’analisi Enea del sistema energetico italiano per l’intero 2025, che evidenzia anche una lieve crescita delle rinnovabili (+1%), seppur ancora molto indietro rispetto agli obiettivi Pniec (-20%).

I dati preliminari del I trimestre 2026 vedono emissioni di CO2 e consumi di energia in calo entrambi dell’1%. “I consumi finali di energia dell’Unione europea sono fermi ai livelli del 2023, mentre in Italia risultano leggermente superiori. Ora, per raggiungere il target dell’Energy Efficiency Directive (EED) nell’Europa a 27, occorrerebbe un calo dei consumi del 3% medio annuo, mentre il Pniec in Italia fissa un obiettivo meno ‘ambizioso’ dell’EED, che per essere centrato necessiterebbe di una diminuzione inferiore al 2% all’anno”, spiega Francesco Gracceva che cura l’analisi Enea. 

Per fonti primarie, i consumi 2025 vedono in aumento quelli di gas (+2%), per le temperature più rigide e per una maggiore domanda da parte delle centrali elettriche, pur restando inferiori del 14% rispetto alla media 2017-2022 e in linea con i regolamenti Ue. Invariati i consumi di petrolio nei trasporti, ma calano nella petrolchimica. Crolla il carbone (-16%), tornato ai minimi termini nella generazione elettrica.

Pur in aumento di 1 punto percentuale, la quota di rinnovabili sui consumi finali si ferma a poco più del 20%, a fronte del 25% previsto dal Pniec. A crescere è stato soprattutto il fotovoltaico (+25%), che genera più di 1/6 della produzione elettrica totale. I consumi per settori vedono un lieve aumento nei trasporti (+0,5%), mentre rimangono stazionari nel civile. La domanda di energia elettrica resta sui livelli del 2024, a conferma della stazionarietà del grado di elettrificazione dei consumi.

Sul fronte prezzi, appare consolidato sui massimi storici lo spread tra valore dell’elettricità sulla Borsa italiana (116 euro/MWh la media annua) e quello dei principali mercati europei (90 euro/MWh in Germania, 65 euro/MWh in Spagna, 61 euro/MWh in Francia), mentre è tornata ad allargarsi la differenza tra il prezzo del gas sul mercato italiano e il principale hub europeo (TTF).

L’estrema difficoltà della transizione energetica italiana è confermata dal nuovo minimo storico dell’indice Enea ISPREP1, in calo del 30% rispetto al 2024, che presenta forti criticità sul lato decarbonizzazione. “Per raggiungere il target 2030 fissato dal Pniec, sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% per ciascuno dei prossimi cinque anni. La transizione italiana risulta fuori traiettoria sia per il petrolio (+2% rispetto -5% degli obiettivi Pniec), che per le rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti, dove sono arrivate a coprire solo il 10% dei consumi contro il 15% atteso”, conclude Gracceva.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).