ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre del 2026 l’Istat stima che il prodotto interno lordo (Pil) sia cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Il secondo trimestre del 2026 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025.
La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale al lordo delle scorte e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025.
“Dal lato dell’offerta la crescita congiunturale risulta trainata dal comparto terziario, mentre si registrano flessioni per il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, si rileva un contributo negativo della componente estera netta al quale si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte”, spiega l’Istat.
MELONI “ANCORA MEGLIO PREVISIONE, ITALIA CONTINUERÀ A SORPRENDERE”
“Ancora una volta l’Italia fa meglio delle previsioni. Gli analisti stimavano una crescita tendenziale del Pil dello 0,7%. I dati diffusi oggi dall’Istat certificano invece una crescita dell’1%, con una crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,8%. E mentre a sinistra c’era chi tifava per il rallentamento dell’Italia, i fatti raccontano un’altra storia. Continuate pure a sottovalutarci. Noi continueremo a lavorare e l’Italia continuerà a sorprendervi”. Così sui social la premier Giorgia Meloni.
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