ROMA (ITALPRESS) – Con il pretesto che l’auto della vittima fosse stata utilizzata per consumare una rapina, aveva inscenato un copione a spirale riuscendo a raggirare un’anziana di 90 anni, conquistando un bottino del valore complessivo di oltre 100mila euro. Il finto poliziotto, un giovane dell’hinterland partenopeo, già ristretto in carcere per reati analoghi, è stato arrestato dalla Polizia di Stato e dovrà rispondere del reato di truffa aggravata in concorso. Nei suoi confronti, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, al termine di una articolata indagine coordinata dai magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave, ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Napoli, aggravata dalla prescrizione della permanenza domiciliare nelle ore serali e notturne. Il giovane è accusato di aver inscenato in prima persona la classica “truffa del finto appartenente alle Forze dell’ordine” ai danni di un’anziana nel cuore di Trastevere. Il copione ricalca uno schema ormai noto: dalla telefonata ingannevole alla pressione psicologica sulla vittima, fino al ritiro del denaro e dei preziosi ed all’accesso a più riprese nell’appartamento della donna. I fatti risalgono al 18 marzo 2025. Dall’altro capo del telefono, un uomo, qualificatosi come appartenente alla Polizia di Stato, era partito “addebitando” alla donna una rapina consumata nelle Marche con un veicolo a lei intestato.
Una volta guadagnatosi la sua fiducia, l’avrebbe indotta ad allontanare la badante, esortandola a mantenere il massimo riserbo con il pretesto di imminenti verifiche da parte di un presunto collega, incaricato di controllare il numero di serie del denaro ed i preziosi custoditi nella cassaforte, al fine di escludere responsabilità penali a suo carico e dei familiari. Così, mentre il sedicente poliziotto la tratteneva telefonicamente, impedendole ogni contatto esterno, si presentava all’abitazione un complice, che, qualificandosi come “collega” del primo, si faceva consegnare l’intero contenuto della cassaforte, per una somma complessiva di 13mila euro in contanti ed un orologio del valore di oltre 7mila euro. Come una spirale senza fine, quando le insistenti richieste dell’interlocutore hanno incontrato l’ammissione da parte dell’anziana circa la presenza di un’altra cassetta di sicurezza nella abitazione, il complice avrebbe fatto nuovamente “capolino” alla porta per il ritiro del secondo carico di gioielli, pari ad un valore complessivo di oltre 100mila euro. Solo in serata, la vittima, esasperata, era riuscita a contattare il figlio e, una volta presa coscienza di quanto fosse accaduto, aveva chiamato la Polizia di Stato. Le successive indagini condotte dagli investigatori del Commissariato di P.S. Trastevere hanno presso avvio dalle dichiarazioni rese dall’anziana in sede di denuncia e dai frame delle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza in dotazione al palazzo.
La sua fisionomia, tracciata nella banca dati delle Forze di polizia, aveva restituito un primo indizio, poi completatosi con gli ulteriori sviluppi investigativi, che hanno permesso di individuare nel finto “poliziotto” un giovane residente nell’hinterland partenopeo, che, appena qualche giorno prima, si era reso protagonista dell’ennesimo copione ai danni di una anziana, poi degenerato in violenza fisica. Il quadro indiziario raccolto a suo carico insieme ai PM del Dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura di Roma è confluito nell’ordinanza di misura cautelare notificatagli dagli stessi agenti del Commissariato di P.S. Trastevere nel carcere di Regina Coeli, dove il giovane è attualmente detenuto.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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