ROMA (ITALPRESS) – Non più soltanto reagire alla minaccia, ma anticiparla, disarticolarne le reti e sottrarle risorse prima che possa produrre effetti. È la direttrice indicata dal segretario generale del Gcc Jasem Mohamed Albudaiwi al Security and History Dialogue Forum di Riyadh, dove oltre 160 rappresentanti istituzionali, esperti e accademici discutono l’evoluzione del rapporto tra sicurezza e sviluppo.
Per Albudaiwi, l’integrazione raggiunta dai Paesi del Golfo impone ora un salto qualitativo: “La forza dell’ecosistema del Golfo deriva da quella dei suoi Stati e dalla loro capacità collettiva di agire all’unisono di fronte alle sfide comuni“.
Il Gcc ha completato la bozza di una strategia comune contro cybercrime e reati connessi all’intelligenza artificiale, affiancandola ai programmi contro narcotraffico e riciclaggio. “L’intelligenza artificiale e le tecnologie moderne offrono grandi opportunità per le operazioni di sicurezza, ma generano anche nuove sfide quando vengono sfruttate in forme criminali sofisticate”, ha avvertito il segretario generale.
Sul piano operativo, il modello resta quello delle esercitazioni congiunte Arabian Gulf Security, concepite per affinare coordinamento, rapidità di risposta e adattamento agli scenari emergenti. La sintesi politica è netta: “La sicurezza non è ai margini dello sviluppo, ma ne protegge il percorso e ne salvaguarda i risultati”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
