ROMA (ITALPRESS) – Secondo la stima dei conti economici trimestrali, nei primi tre mesi del 2026, il Pil italiano è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali. Lo rileva l’Istat nella Nota di andamento dell’economia italiana su maggio-giugno. “A questa dinamica hanno contribuito positivamente sia la domanda nazionale al netto delle scorte sia, in misura più marcata, la domanda estera, mentre la variazione delle scorte ha fornito un contributo negativo”. La crescita acquisita per il 2026 si attesta allo 0,6%.
EXPORT A +3,2% NEI PRIMI 4 MESI DEL 2026
Nei primi quattro mesi del 2026 i flussi in valore di beni e servizi italiani hanno registrato incrementi su base tendenziale (+3,2% le esportazioni e +1,4% le importazioni“. Lo rileva l’Istat nella Nota sull’andamento dell’economia maggio-giugno 2026. Nello stesso periodo, l’incremento delle importazioni per i comparti della manifattura (+2,9%) è stato invece sostenuto dagli acquisti di computer e apparecchi elettronici (+16,7%), metalli di base (+11,9%), coke e raffinati (+10,6%); in riduzione, invece, le importazioni di prodotti chimici e farmaceutici (-9,5%) e prodotti alimentari e bevande (-4,6%). La dinamica degli scambi di acquisti e vendite con i paesi Ue è stata simile (+2,5% su base tendenziale per entrambi i flussi nel periodo gennaio-aprile).
Per le esportazioni della manifattura (+3,2%) all’aumento delle vendite, concentrato nei comparti dei prodotti in metallo (+30,3%), del coke e raffinati (+8,8%), computer e apparecchi elettrici (+3,7%) e della farmaceutica (+3,5%), si è contrapposta una contrazione in tutti gli altri settori, più marcata nel caso dei mezzi di trasporto (-4,7%; gli autoveicoli, tuttavia, hanno evidenziato una crescita del +4,9%). Le esportazioni in valore tra gennaio e aprile sono aumentate del 4,4% su base tendenziale, le importazioni del 2,9%.
Nonostante le tensioni commerciali e geopolitiche registrate negli ultimi 12 mesi, spiega l’Istat, “i flussi commerciali italiani verso questi mercati sembrano quindi aver trovato direttrici alternative”: l’avanzo commerciale, nello stesso periodo, è aumentato di 2,4 miliardi di euro (da 19 a 21,4 miliardi di euro). L’export verso gli USA resta positivo (+2,3% rispetto ai primi cinque mesi del 2025), anche se il saldo si è ridotto (15,2 miliardi nei primi cinque mesi del 2026, contro i 17,4 miliardi del corrispondente periodo del 2025), mentre continuano a risultare fortemente in crescita le vendite verso la Cina (+18,9%) e Svizzera (+46%).
Gli effetti della guerra tra Stati Uniti e Iran sono invece ancora visibili nei dati delle vendite verso il Medio Oriente, che a maggio si sono ridotte del 12,3% su base tendenziale (-14,6% nei primi cinque mesi), a causa dello stop alle spedizioni di merci dirette nell’area del Golfo Persico. Dal lato delle importazioni, spiccano gli incrementi tendenziali degli acquisti dagli Stati Uniti (+23,5% nei primi 5 mesi), dai paesi OPEC (+12,1%) e dal Mercosur (+18,7%) e la contrazione di quelli dall’area ASEAN (-3,2%) e Giappone.
LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA MONDIALE RESTANO INCERTE
“Le prospettive dell’economia mondiale restano incerte, sebbene lo scenario geopolitico abbia mostrato un miglioramento rispetto alle forti tensioni di inizio anno. Nonostante l’ampia riduzione dei costi energetici nel periodo più recente, gli effetti sistemici della guerra tra Stati Uniti e Iran continuano a pesare”. Lo rileva l’Istat nella Nota sull’andamento dell’economia maggio-giugno 2026. “L’inflazione globale rimane elevata, spingendo la Federal Reserve a mantenere i tassi elevati e la BCE a optare per un aumento dei tassi dello 0,25% a giugno. L’impatto sull’economia reale rimane di difficile valutazione, e i mercati internazionali si trovano a dover ancora scontare gli effetti di una politica monetaria che si preannuncia restrittiva più a lungo di quanto atteso”.
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