BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L’Unione europea rafforza la pressione sul sistema repressivo iraniano con un nuovo pacchetto di misure contro sei persone ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. La decisione, adottata dal Consiglio dell’Ue, inserisce nell’elenco delle sanzioni cinque giudici dei tribunali rivoluzionari regionali, accusati di aver emesso condanne a morte, pene detentive, fustigazioni e altre sanzioni nei confronti di dissidenti politici, attivisti e minoranze religiose, anche in relazione alle proteste “Donna, vita, libertà” seguite alla morte di Mahsa Amini.
Colpito anche Nima Salehi, fondatore del gruppo informatico Ashiyane, che secondo Bruxelles collabora con la polizia cyber Fata e con il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica nelle attività di repressione digitale e negli attacchi informatici contro oppositori e istituzioni straniere.
“Mentre l’attenzione del mondo è rivolta alla guerra in Medio Oriente, non possiamo perdere di vista la repressione dell’Iran contro il proprio popolo”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas in un post sul proprio profilo X.
“L’Unione europea continuerà a chiamare a risponderne i responsabili”. Con le nuove designazioni, il regime sanzionatorio europeo per le violazioni dei diritti umani in Iran comprende complessivamente 269 persone e 53 entità, sottoposte a congelamento dei beni, divieto di ingresso nell’Ue e restrizioni economiche.
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