ROMA (ITALPRESS) – Dopo colloqui a sorpresa a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato una proposta di Teheran di un piano in sette giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati finalizzati a un accordo definitivo per porre fine al conflitto in corso da sette mesi con gli Stati Uniti.
Fonti vicine alle trattative riferiscono alla tv al Arabiya che i negoziatori dei due Paesi hanno esplorato un percorso graduale: Teheran riapre lo stretto e Washington allenta il blocco economico imposto all’Iran, con la possibile restituzione di asset congelati. Un alto funzionario iraniano ha sottolineato che la soluzione più realistica è un approccio a tappe, a partire dalla fine del blocco e dalla riapertura di Hormuz. L’ostacolo principale resta la volontà di nessuno dei due di muovere il primo passo.
“Le dita sono sul grilletto. Gli americani sanno cosa devono fare, ma le possibilità di una soluzione diplomatica sono molto basse a causa delle loro richieste eccessive”, ha dichiarato lo stesso funzionario, accusando gli Usa di usare il blocco economico e la minaccia della forza come strumenti di coercizione.
L’ex negoziatore americano Dennis Ross stima al 30% le probabilità di un accordo prima delle elezioni di midterm del 3 novembre. Dopo quel voto, secondo Ross, Trump potrebbe avere meno vincoli e valutare un inasprimento delle pressioni o opzioni militari. Un alto responsabile europeo ha invece osservato che “gli iraniani hanno una lista di richieste molto lunga”.
Teheran sarebbe pronta a spostare in un allegato laterale la richiesta di pedaggi per il transito nello stretto, per dare priorità alla fine del blocco. Gli Stati Uniti continuano intanto a stringere la morsa sull’economia iraniana con nuove sanzioni, colpendo anche compagnie aeree commerciali e reti di supporto del governo e dei Pasdaran.
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