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Libano, media “Intesa Usa-Iran prevede lo stop alle operazioni di Israele”. Due caschi blu malesi feriti in un attacco aereo

ROMA (ITALPRESS) – I termini dell’accordo, ormai quasi definitivo, tra Stati Uniti e Iran per porre fine ai combattimenti nella regione, prevederebbero che Israele debba interrompere completamente la sua offensiva contro Hezbollah in Libano. Lo riferisce il quotidiano libanese vicino al gruppo armato Hezbollah Al-Akhbar. Oltre a interrompere tutti gli attacchi in Libano, l’accordo richiederebbe a Israele di cedere qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e include un piano per il “rapido ritiro” delle truppe israeliane, si legge nell’articolo.

CASCHI BLU FERITI NEL LIBANO MERIDIONALE

Due caschi blu malesi in servizio nel Libano meridionale sono rimasti feriti a seguito di un attacco aereo avvenuto a circa 1 km a ovest della postazione delle Nazioni Unite a Tibnin. “L’attacco aereo è avvenuto vicino a un convoglio logistico che stava effettuando una missione di rifornimento di routine a Tiro, i due soldati sono stati colpiti da schegge di vetro”, ha fatto saper il ministero della Difesa malese. Anche due veicoli delle Nazioni Unite hanno riportato danni. “A seguito dell’attacco aereo, una squadra di intervento ha prestato assistenza al personale coinvolto e ha coordinato il recupero dei veicoli danneggiati, prima di scortare il convoglio in sicurezza fino alla base”.

IDF “IN ULTIMA SETTIMANA COLPITI 310 OBIETTIVI HEZBOLLAH IN LIBANO”

Nel corso dell’ultima settimana, l’Aeronautica militare israeliana ha colpito circa 310 obiettivi del gruppo armato libanese Hezbollah ed eliminato circa 80 miliziani nel Libano meridionale. Lo riporta un comunicato delle Forze di difesa israeliane (Idf). “A ciò si è affiancata l’attività delle forze di terra in prima linea per distruggere le infrastrutture terroristiche ed eliminare le minacce ai cittadini dello Stato di Israele e alle forze operanti nella zona”, afferma l’esercito. Nella Striscia di Gaza, “è proseguita l’operazione di perforazione sistematica per individuare e distruggere i bunker sotterranei, concentrandosi sull’area di Khan Yunis” e “sono stati eliminati oltre 20 terroristi, tra cui tre alti esponenti della Jihad Islamica Palestinese e il capo dell’infrastruttura di trasferimento di denaro di Hamas e il suo vice”. In Cisgiordania, “nell’ambito di decine di operazioni sono stati arrestati oltre 50 individui ricercati, tra cui persone ricercate per incitamento al terrorismo, per promozione di attività terroristiche e per possesso e traffico di materiale bellico”. Inoltre, “sono stati sequestrati circa 250.000 shekel destinati al terrorismo, un tornio per la fabbricazione di armi, un drone, equipaggiamento bellico, munizioni e oltre 10 pistole e armi improvvisate di tipo Carlo”.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).