SANA’A (YEMEN) (ITALPRESS) – Le forze governative yemenite hanno consolidato il controllo sullo Stretto di Bab el-Mandeb nell’ambito dell’operazione “Fajr al-Yemen” (Alba dello Yemen). Lo riporta la Tv al Arabiya. Il portavoce della Coalizione a sostegno della legittimità, generale Turki al Malki, ha confermato che cento aerei da combattimento hanno partecipato all’azione all’alba di oggi, distruggendo 324 obiettivi di alto valore.
La Coalizione garantisce la protezione aerea dello stretto, prosegue le operazioni contro gli obiettivi in movimento e fornisce supporto aereo continuo, 24 ore su 24, alle forze armate yemenite sul terreno.
Secondo il portavoce delle forze governative yemenite, elementi delle milizie houthi stanno fuggendo da Bab el-Mandeb abbandonando dietro di sé rifornimenti alimentari e grandi quantità di qat. Le truppe governative hanno chiesto agli elementi Houthi circondati a Dhubab di consegnarsi; alcuni miliziani sono riusciti a scappare via mare a bordo di imbarcazioni dopo essere stati accerchiati.
FORZE GOVERNATIVE AVANZANO VERSO MOCHA
Le forze armate yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el Mandeb e del distretto di Dhobab, sulla costa occidentale, proseguendo l’avanzata verso la città di Mocha sotto copertura aerea. Fonti ben informate riferiscono alla Tv al Arabiya che elementi Houthi sono stati accerchiati nel settore di Bab el Mandeb e sull’isola di Mayun. Le truppe governative avrebbero catturato decine di miliziani e si starebbero dirigendo verso il campo di Al-Omari. Secondo fonti militari, le forze yemenite stanno conducendo attacchi contemporanei su tre fronti: nord, ovest e sud del Paese.
Un inviato di Al Arabiya ha riferito la conquista di Faliha e Qurun al-Bur a sud di Marib, sempre con supporto aereo, e l’avvio di un’offensiva su vasta scala sul fronte di Haradh, nella provincia settentrionale di Hajjah. Fonti da Sanaa confermano che l’aviazione ha effettuato diverse incursioni su obiettivi nella capitale. Le forze armate yemenite hanno annunciato l’inizio di un’”operazione strategica” contro Sanaa, impiegando “capacità moderne”. In precedenza le unità dello Scudo della Patria e delle Brigate dei Giganti, sempre con copertura aerea, avevano liberato il distretto di Dhobab e proseguito l’avanzata secondo i piani della “battaglia per porre fine al colpo di Stato”.
Il portavoce delle forze yemenite, colonnello Magid Abdullah al-Nazili, ha spiegato che è stata realizzata una manovra di aggiramento per prendere Bab el Mandeb, tagliando la strada tra Dhobab e Mocha e assicurandone il controllo di fuoco. Il presidente del Consiglio di leadership presidenziale, Rashad al-Alimi, ha proclamato l’avvio dell’operazione “Fajr Yemen” (Alba dello Yemen) per recuperare le istituzioni dello Stato, liberare Sanaa e porre fine al colpo di Stato. “Lo Yemen avanzerà verso una nuova alba con la volontà del popolo, il coraggio delle forze armate e il sostegno dei fratelli”, ha scritto oggi su X. Fonti militari governative avevano già riferito al mattino che le truppe yemenite avevano recuperato zone circostanti Bab el Mandeb, avvicinandosi a interrompere completamente la linea di rifornimento huthi verso Dhobab. Unità delle Brigate dei Giganti e dello Scudo della Patria, con il sostegno di tribù locali, sono entrate nell’aeroporto di Dhobab e sulla nuova strada della Vittoria dopo un aggiramento alle spalle del villaggio di Al-Saqiya. Un’imboscata avrebbe isolato le forze huthi di Bab el Mandeb da quelle di Dhobab, mentre il taglio della strada tra Al-Saqiya e il campo di Al-Omari avrebbe completato l’accerchiamento, inclusa l’isola di Mayun. Si registrano morti tra i miliziani, numerose diserzioni e la cattura di prigionieri. Le operazioni proseguono sulla costa occidentale con “progressi significativi e numerose rese”.
1122 OPERAZIONI CONTRO HOUTHI, 1747 MORTI
Le forze yemenite hanno compiuto 1122 operazioni di precisione contro le milizie Houthi nelle ultime ore, nell’ambito dell’offensiva annunciata per ripristinare la sovranità dello Stato nelle aree controllate dai ribelli. Lo ha reso noto oggi il portavoce delle forze yemenite, Majed al-Nazili, ai media locali spiegando che gli attacchi hanno colpito posizioni di artiglieria e lanciarazzi, fortificazioni difensive, vie di approccio e di avanzata, linee e mezzi di rifornimento, rinforzi e concentrazioni di combattenti, nonché organi di governo e centri di comando e controllo degli houthi.
Le operazioni hanno riguardato i fronti di Saada, al-Jawf, Taiz e la costa, e sono state condotte con aerei da guerra, droni, artiglieria, missili, lanciarazzi e cecchini. Secondo il bilancio fornito dal portavoce, gli attacchi hanno causato la morte di 1747 miliziani e la distruzione di 364 mezzi e attrezzature militari. Al-Nazili ha sottolineato che le forze armate proseguiranno con determinazione nella battaglia di liberazione e nel recupero dei territori e delle istituzioni dello Stato.
Ieri il presidente yemenita Rashad al-Alimi aveva annunciato l’avvio di un’operazione militare per riconquistare le aree sotto controllo houthi. L’offensiva segue l’intensificarsi degli attacchi dei ribelli lo scorso mese contro le forze governative e la loro avanzata verso la costa del Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb, snodo strategico per il traffico marittimo e le petroliere. Gli scontri sono ripresi in Yemen dallo scorso luglio, dopo il collasso della tregua del 2022, sullo sfondo dell’allargamento del conflitto mediorientale.
COALIZIONE CONFERMA SOSTEGNO A FORZE ARMATE CONTRO HOUTHI
La coalizione a sostegno della legittimità in Yemen continuerà a fornire pieno supporto operativo alle forze armate yemenite per porre fine al colpo di Stato e ripristinare lo Stato e le sue istituzioni nazionali. Lo ha dichiarato il portavoce ufficiale delle forze della coalizione, il generale di divisione Turki al-Malki, all’agenzia di stampa saudita “Spa”, ribadendo l’impegno del comando delle forze congiunte a fianco del governo yemenita legittimo e del popolo yemenita. Al-Malki ha denunciato gli attacchi terroristici continui della milizia Houthi e le pratiche ripetute contro la popolazione yemenita, tra cui l’assedio interno, lo sfollamento forzato di cittadini dalle loro città e villaggi, la fame, il saccheggio e la spartizione delle risorse destinate allo sforzo bellico, gli insulti a sceicchi e membri delle tribù, lo smembramento del tessuto sociale, il terrore contro le donne e il reclutamento di bambini per il loro progetto criminale. Si tratta, ha detto, di violazioni flagranti che hanno procurato calamità e sofferenze agli yemeniti per lunghi anni.
Il generale ha aggiunto che gli attacchi della milizia Houthi contro il Regno e i tentativi di colpire la capitale santa (La Mecca) e la città del Profeta (Medina), così come il targeting deliberato e sistematico di civili e obiettivi civili in diverse città del Regno (Riyadh, Abha, Khamis Mushait, Jazan, Najran, Taif e Yanbu), e i tentativi di attaccare navi del Regno nel sud del Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb, richiedono il proseguimento delle misure necessarie per deterrere le azioni ostili della milizia, a tutela della sicurezza e della sovranità del Regno nonché della sicurezza regionale e internazionale. Al-Malki ha riaffermato il diritto originario del Regno di difendere la propria sovranità e di adottare tutte le misure operative per fermare le gravi violazioni della milizia, in ragione della responsabilità nazionale verso le Due Sacre Moschee, i propri cittadini, le risorse nazionali e i residenti sul territorio. Ha inoltre confermato il continuo sostegno allo Yemen e al suo popolo fino al ripristino dello Stato e delle sue istituzioni, all’eliminazione della milizia houthi e alla fine della minaccia alla libertà di navigazione nel sud del Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb, minaccia considerata un attentato alla sicurezza regionale e internazionale, alla libertà di navigazione e al commercio mondiale.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
