WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato un discorso alla nazione interamente dedicato alla sicurezza elettorale, sostenendo che il sistema di voto americano presenta gravi vulnerabilità e annunciando la prossima desecretazione di documenti d’intelligence che, secondo la Casa Bianca, dimostrerebbero interferenze straniere e falle nei sistemi utilizzati durante le elezioni del 2020. L’intervento, anticipato nei giorni scorsi come un annuncio di grande rilevanza, arriva a pochi mesi dalle elezioni di medio termine e rilancia uno dei temi centrali dell’agenda politica del presidente statunitense.
Nel corso del discorso, Trump ha rivolto il suo attacco più duro alla Cina, accusando Pechino di aver realizzato “quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia”, sostenendo che nel 2020 sarebbero stati acquisiti illegalmente i dati personali di circa 220 milioni di elettori americani. Secondo il presidente, la leadership cinese “non voleva che Trump vincesse le elezioni”, motivo per cui avrebbe cercato di compromettere la sicurezza del processo elettorale statunitense. Si tratta di accuse che segnano un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra Washington e Pechino e che la Casa Bianca sostiene saranno accompagnate dalla pubblicazione di materiale finora classificato.
Trump ha quindi definito il sistema elettorale americano “debole” e “ben lontano dal soddisfare gli standard di sicurezza”, annunciando che l’amministrazione renderà pubblici documenti riservati per dimostrare quelle che ha descritto come vulnerabilità strutturali del sistema di voto. Nel mirino del presidente sono finite in particolare le macchine utilizzate per il conteggio delle schede, i database impiegati per la registrazione degli elettori e le procedure di verifica dell’identità degli aventi diritto al voto. Il presidente ha inoltre sostenuto che circa 278.000 cittadini non americani risultano registrati per votare nelle elezioni federali, indicando questo dato come un’ulteriore dimostrazione della necessità di introdurre controlli più severi e nuove misure di sicurezza. Trump ha ribadito il proprio sostegno all’introduzione di requisiti più stringenti per l’identificazione degli elettori e a una profonda riforma del sistema elettorale federale. Il discorso si inserisce in una strategia politica che punta a fare della sicurezza del voto uno dei principali temi della campagna per le elezioni di midterm del novembre 2026.
Nelle ore precedenti all’intervento, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva anticipato che le dichiarazioni del presidente sarebbero state supportate da “fatti ed evidenze”, mentre diversi media statunitensi avevano riferito della possibile pubblicazione di informazioni di intelligence precedentemente classificate. Le affermazioni del presidente hanno tuttavia suscitato immediate reazioni nel dibattito politico americano. Numerosi esponenti democratici hanno contestato il contenuto del discorso, mentre diversi osservatori hanno ricordato che le accuse relative alle elezioni del 2020 erano già state oggetto di verifiche da parte delle autorità competenti. La Casa Bianca, invece, sostiene che i documenti che saranno desecretati offriranno nuovi elementi a sostegno delle tesi illustrate dal presidente.
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