CEUTA (ITALPRESS) – Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha elogiato la “cooperazione essenziale” del Marocco nella gestione degli eventi migratori verificatisi il 30 luglio a Ceuta, sottolineando la piena disponibilità di Rabat a facilitare il rientro delle persone entrate irregolarmente nella città.
Durante una visita a Ceuta, dove ha incontrato il presidente della città autonoma Juan Jesús Vivas, Albares ha assicurato che la Spagna provvederà affinché “tutte le persone, fino all’ultima” entrate irregolarmente vengano ricondotte in Marocco. Secondo il capo della diplomazia spagnola, Rabat ha manifestato fin dall’inizio una disponibilità totale a procedere ai rientri immediati, senza porre alcuna condizione.
“Fin dal primo momento il Marocco si è mostrato favorevole ai rientri immediati. Non ha chiesto nulla in cambio”, ha sottolineato Albares, mettendo in evidenza come l’atteggiamento marocchino rappresenti una situazione opposta rispetto alle difficoltà incontrate frequentemente dai Paesi europei quando gli Stati di origine non collaborano alle procedure di rimpatrio.
Il ministro spagnolo ha inoltre escluso qualsiasi responsabilità del Marocco negli arrivi registrati a Ceuta, insistendo invece sul ruolo decisivo svolto dal Regno nella gestione della situazione e nel ritorno delle persone che erano riuscite a raggiungere la città.
Albares ha attribuito una parte importante degli eventi alla disinformazione circolata sui social network, in particolare a un’interpretazione errata di una recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo relativa alle persone che raggiungono il territorio spagnolo via mare. False informazioni avrebbero alimentato l’idea che chi fosse riuscito a entrare a Ceuta a nuoto non potesse essere immediatamente rimpatriato.
“Coloro che entrano illegalmente a Ceuta o Melilla devono sapere che saranno ricondotti indietro. Nessuna sentenza, deformata sui social network, ha modificato la nostra posizione”, ha ribadito Albares, invitando i potenziali migranti a non mettere a rischio “la propria vita, il proprio denaro e il proprio futuro in un’avventura destinata al fallimento”.
Madrid intende così lanciare un messaggio di dissuasione anche in vista di una possibile nuova mobilitazione annunciata sui social network per sabato 15 agosto. Il ministro ha precisato che il governo spagnolo e la Commissione europea stanno lavorando con le piattaforme digitali per contrastare la diffusione di contenuti falsi suscettibili di favorire nuovi tentativi di ingresso.
Le autorità marocchine hanno indicato, dal canto loro, che circa 40 mila persone sono state coinvolte nei tentativi di passaggio verso Ceuta, mentre 1.135 hanno tentato di raggiungere Melilla. Rabat ha inoltre riferito che tutte le persone riuscite a raggiungere Melilla sono state immediatamente ricondotte indietro. Secondo le autorità marocchine, gli eventi sono riconducibili a una combinazione di fattori: disinformazione sui social network, attività delle reti di traffico di esseri umani e interpretazione errata delle recenti decisioni della giustizia spagnola. Il Marocco ha infine ribadito la volontà di proseguire la stretta cooperazione con la Spagna sia per facilitare i rientri sia per impedire il ripetersi di episodi analoghi.
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