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È morto il piccolo Domenico, il bimbo trapiantato a Napoli. La mamma: “Una fondazione a suo nome”. Meloni: “Fare luce sulla vicenda”

NAPOLI (ITALPRESS) – Non ce l’ha fatta il bimbo trapiantato a Napoli. Domenico aveva due anni e mezzo e due mesi fa era stato...

Roma, tentato omicidio di un minore per un debito di droga: 6 custodie cautelari / Video

ROMA (ITALPRESS) – Con l’esecuzione di 6 custodie cautelari, si è chiusa questa mattina la prima fase di una meticolosa attività di indagine condotta...

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Donna decapitata a Scandicci, svolta nelle indagini: c’è un fermo

FIRENZE (ITALPRESS) – Un uomo, già noto alle forze dell’ordine e attualmente ricoverato in una struttura ospedaliera sotto sorveglianza e piantonamento, è in stato...

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Cure palliative per il bimbo di Napoli, il legale della famiglia “Evitiamo l’accanimento terapeutico”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo presentato con la famiglia istanza per la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC), il Monaldi ha accettato, e domani ci sarà...

Strage di Crans-Montana, da Berna l’ok alla partecipazione dell’Italia alle operazioni di assistenza giudiziaria

BERNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – “Svizzera e Italia, entrambe tenute per legge a indagare sull’incendio di Crans-Montana, perseguono lo stesso obiettivo e intendono prestarsi reciproca...

Il tribunale di Catania sospende il fermo della Sea Watch 5

CATANIA (ITALPRESS) – Il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa nei confronti...
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PADOVA: RAPINA FARMACIA E TORNA COME CLIENTE.ARRESTATO

Incastrato da una ricetta dopo essere ritornato come cliente nella farmacia rapinata nemmeno un mese prima. È quanto ricostruito dai Carabinieri del nucleo investigativo di Padova che hanno arrestato nelle prime ore di ieri pomeriggio Maurizio Gatto, 37enne originario di Lecce, ma residente a Rubano. Era lo scorso 16 gennaio quando Gatto incappucciato e con una sciarpa per coprirsi il volto, poco prima dell’orario di chiusura entrò nella farmacia comunale Palestro, al civico 28 dell’omonima via. Urlando “Mi prendo i soldi” mise in fuga una delle farmaciste afferrando dal registratore di cassa 200 euro. Meno di un mese dopo il 37 leccese ritornò nella farmacia, questa volta, per acquistare un farmaco. Aspetto, gesti e movenze del cliente non fuggirono però all’attenzione della farmacista sono ancora scossa per la rapina subita. Risolutive per la riuscita del caso le telecamere di videosorveglianza attive durante entrambe le visite del 37enne leccese. Proprio le immagini sono servite agli investigatori per confermare che acquirente e rapinatore erano effettivamente la stessa persona.

SCRITTE SUI TRENI: DENUNCIATI

Hanno preso il treno, senza fare i biglietto. Così il controllore dell’interregionale Bologna-Venezia oltre alla multa ha segnalato la loro presenza anche al personale della Polfer. Il gruppo di 5 giovanissimi, fra cui due minorenni, una volta sceso nella Stazione di Padova è stato invitato negli uffici della polizia ferroviaria dove dai jeans di uno di loro sono saltati fuori 3 grammi di ecstasy. 11 pasticche azzurro acqua infilate nei pantaloni, ben nascoste nella piega del tessuto che hanno messo nei guai un romeno 22 enne, già noto alle forze dell’ordine, finito in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. E la stazione padovana è stata protagonista ieri anche di 4 denuncie. Nei guai sono finiti un 31 enne, e 3 ventenni, vicentini in trasferta a Padova per dipingere le carrozze di un treno. II tre l’altra notte avevano scelto la rimessa per il lavaggio dei treni dove si trovavano alcune carrozze in sosta. Un luogo che il quartetto riteneva abbastanza protetto. Così bombolette alla mano i writers hanno iniziato la loro opera siglando con i loro graffiti varie carrozze. Ad accorgersi della presenza di estranei in un area riservata agli addetti ai lavori, un addetto alla pulizia dei treni, che ha allertato immediatamente la polizia ferroviaria. Due componenti del gruppo sono stati presi mentre cercavano di scappare nei campi che circondano l’area. Altri due invece sono stati acciuffati in autostrada dopo che i poliziotti avevano atteso che riprendessero il mezzo parcheggiato poco lontano dalla rimessa. I quattro giovani sono stati denunciati per danneggiamento aggravato.

STAZIONE: VIGILI AGGREDITI, ARRESTATO MAROCCHINO

6 giorni di prognosi per i traumi e le contusioni riportate. È il bilancio dell’aggressione subita ieri da una pattuglia dei vigili urbani aggrediti in Piazzale Stazione da un uomo a cui stavano controllando le generalità. Provvidenziale per la risoluzione di una situazione ad alta tensione il passaggio di una gazzella dei Carabinieri. Accortisi del parapiglia in cui erano coinvolti anche due agenti della polizia locale gli uomini dell’arma sono intervenuti prima allontanando e poi arrestando il responsabile della rissa. Nei guai con l’accusa di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale è finito un cittadino marocchino 54enne A lui gli uomini in divisa si erano avvicinati dopo che un uomo di origini nigeriane aveva riconosciuto nel marocchino l’uomo che la sera prima lo aveva aggredito. Un semplice controllo da parte dei vigili che al magrebino hanno chiesto i documenti. Invece delle proprie generalità però l’uomo ha risposto con calci e pugni. Una violenza che ha finito con lo spedire all’ospedale i due colleghi curati al pronto soccorso per lividi ed escoriazioni. Dimessi nella medesima giornata i due agenti della polizia locale potranno tornare in servizio dopo la convalescenza.

Colto da raptus, aggredisce assistenti sociali

In un comune dell’alta padovana due assistenti sociali che seguivano un paziente con problemi psichici sono state aggredite, questa mattina, nella abitazione dell’uomo. Il padrone di casa è stato colto da un raptus sessuale e voleva approfittare di una delle due donne. Ha preso una pistola scacciacani e l’ha puntata contro le assistenti sanitarie. Quella oggetto delle sue mire è stata chiusa in bagno mentre in preda al terrore l’altra è riuscita a chiamare aiuto. Sul posto sono giunti i carabinieri e il 118 . Per l’uomo è stato necessario un Tso, trattamento sanitari obbligatorio.

Limena: incidente sul lavoro

Incidente sul lavoro nelle prime ore della mattinata nella ditta F.I.A. di Limena nel padovano. Un operaio di nazionalità albanese è precipitato dal tetto...

Rapina tabaccheria S.Pietro Viminario: un arresto

Tre elementi in mano ai Carabinieri sono stati fondamentali per rintracciare l’autore di una rapina messa in atto qualche giorno fa in un bar tabaccheria di San Pietro Viminario, in provincia di Padova. La rapina era avvenuta alle 8 del mattino, lo sconosciuto aveva minacciato la titolare con un coltellino ma lei con prontezza di riflessi era riuscita a metterlo in fuga, utilizzando anche una mazza. In poche ore i Carabinieri della Compagnia di Abano hanno identificato l’uomo, un ventenne di nazionalità Serba. Fondamentali sono state le descrizioni della donna, ricche di particolari quasi fotografici, e, le riprese fatte da una telecamera di videosorveglianza di un negozio vicino al bar. Le immagini avevano ripreso il ragazzo che fuggiva a bordo di un motorino, vecchio stile. Questi elementi uniti ai dettagli del casco che il rapinatore aveva in testa hanno portato i militari ha eseguire ricerche nei luoghi frequentati abitualmente da tossicodipendenti. I Carabinieri hanno concentrato le ricerche nell’ambito della stazione di Padova e nel parcheggio è stato trovato il motorino del 20 enne. Dopo qualche tempo d’attesa e perlustrazione il giovane è andato a riprendersi il mezzo e a quel punto è scattato l’arresto convalidato stamane dal Gip Paola Cameran. Sotto al sellino era custodito il coltellino usato durante la rapina. L’arrestato è un giovane regolare sul territorio, abita in provincia di Padova con la famiglia, gente regolare che vive onestamente. Sul 20 enne verranno eseguiti ulteriori accertamenti per verificare se in passato si sia reso responsabile di altri agguati. Considerando che si tratta di un incensurato non è escluso che prossimamente venga scarcerato e sottoposto a obbligo di firma.

Marghera: trovato cadavere in acqua

Nel veneziano,dalla acque del canale Brentelle che si trova dietro il Vega di Marghera è affiorato un corpo senza vita. Sul posto sono giunti gli uomini della questura veneziana. Si tratta di una persona di sesso maschile, con un età apparente di circa 30 anni. Non ci sono ancora dettagli utili a dare un identità all’uomo. La salma è già stata trasportata all’obitorio. Le indagini continuano.

A4: manifestanti bloccano tratto Bs-Mi

Circolazione difficile in mattinata lungo l’autostrada A4 a causa di una manifestazione che ha bloccato il traffico nel tratto Brescia-Milano. A protestare un corteo della Cgil, contro la riforma del lavoro. E’ stata necessaria la chiusura di alcune entrate dell’ A4 che sono state riparte dopo le 12.00. Le ripercussioni sono state pesanti, con lunghissimi incolonnamenti. Il corteo sarebbe stato composto da almeno 2500 lavoratori.

Guardia di Finanza Ve: bloccati milioni società assicuratrice

Si indaga sulla società romena City Insurance. La società assicurativa, unica concorrente e vincitrice della gara d'appalto per l'affidamento di servizi di copertura assicurativa per le Aziende del Servizio Sanitario di tutta la regione Veneto è ora oggetto di indagini. La Guardia di Finanza di Venezia ha bloccato il premio di 76 milioni di euro e ha sequestro della documentazione della gara d'appalto. Il Gico di Venezia nella sede fiscale della società ha trovato della documentazione inerente a diverse gare d'appalto con vari enti pubblici italiani, gare che hanno consentito alla società assicurativa di raggiungere un volume d'affari di oltre 50 milioni di Euro nel solo 2011. Quello che si sospetta però è che la società romena possa essere legata ad elementi della criminalità organizzata. Alcuni italiani,sempre legati ai traffici della società poi secondo quanto emerso dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, potrebbero sarebbero riconducibili a clan camorristici.

Rogo a Venezia: una vittima

Dramma a Venezia. Un uomo è morto nel rogo di un magazzino che si trova al piano terra di un edificio di Dorsoduro. Le fiamme sono divampate improvvisamente, sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco che hanno trovato il corpo carbonizzato. Sono stati attimi di tensione, per precauzione sono state allontanate le persone che abitano nello stabile ma non nessuno ha riportato conseguenze. La vittima è un uomo, di nazionalità Ucraina. Forse era un collaboratore del proprietario del magazzino. Sono in corso indagini per stabilire la dinamica dell’incendio. La vittima potrebbe essere rimasta intrappolata nel rogo senza riuscire a trovare via di fuga. Sul suo corpo è stata disposta l’autopsia.

Blackout informatico:poste in tilt

Ancora un blocco informatico, di nuovo in tilt le poste, un blackout che ha paralizzato nella mattinata di oggi i 14mila sportelli di Poste Italiane. Numerose le code createsi negli uffici postali dello stivale e i disagi denunciati dagli utenti. Secondo le testimonianze raccolte all’uscita delle poste centrali padovane di via Garibaldi sta mattina non era possibile inviare corrispondenza, pagare bollettini postali e nemmeno ritirare le pensioni. E agli utenti veniva chiesto di ritornare il giorno successivo. A denunciare per primo il blocco del sistema operativo informatico Mario Petitto, Segretario Generale Cisl-Poste, che in una nota ha commentato la situazione di disagio creatasi sta mane "Oggi gli uffici postali – ha ascritto Petitto - sono pieni di pensionati Inpdap che non riescono a riscuotere la pensione e di cittadini che non riescono ad effettuare alcuna operazione finanziaria agli sportelli". A mandare in tilt il sistema sarebbe stato un problema informatico sulla cui natura però non è arrivata alcuna spiegazione da parte dei diretti interessati che a pomeriggio inoltrato non avevano ancora diffuso alcun comunicato stampa in merito all’intera faccenda. Secondo alcune fonti il blocco si sarebbe protratto fino alle prime ore del pomeriggio poi la situazione sarebbe lentamente tornata alla normalità.

Omicidio Piove di Sacco: 2 arresti

Poco meno di un anno fa il corpo del marocchino 27enne Mhammed Choufaoui, era stato trovato in avanzato stato di decomposizione da un connazionale entrato nel casolare di via Rusteghella a Piove di Sacco in cerca di un riparo. A causare la morte del giovane i numerosi colpi ricevuti alla testa e inferti con un corpo contundente. 11 mesi di indagini hanno portato i Carabinieri del nucleo investigativo di Padova a scoprire l’arma del delitto, una sedia e a trovare nell’uomo con cui il 27enne aveva diviso il riparo di fortuna l’assassino. In manette sono finiti Mohamedd Boudarte, marocchino 45enne, conosciuto con il soprannome di Rabat e ritenuto dagli investigatori il responsabile dell’omicidio e Adil Mijama 30enne reo di aver fornito un alibi al connazionale e per questo accusato di favoreggiamento. Ad incastrarli i tabulati telefonici che hanno fornito agli investigatori una realtà diversa rispetto a quella raccontata dai due marocchini. Un alibi falso, ma curato nei minimi dettagli tanto da essere stato, in un primo momento, ritenuto veritiero dagli investigatori. Le celle agganciate dal telefono cellulare dei due ha però smontato quella falsa verità.