FOGGIA (ITALPRESS) – Maxi operazione antimafia in corso nel Foggiano, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, dalla Procura di Foggia e dalla Direzione...
ROMA (ITALPRESS) – Emergono nuovi, inquietanti dettagli sull’omicidio di Chiara Poggi. “Ho visto il video di Chiara e Alberto” avrebbe detto Andrea Sempio in...
ROMA (ITALPRESS) – Nell’ambito del caso Garlasco, oltre ad Andrea Sempio saranno interrogate anche Paola e Stefania Cappa, e il fratello di Chiara Poggi,...
ROMA (ITALPRESS) – Poco prima dell’alba di questa mattina, un 35enne è morto dopo essere stato travolto da un’auto sul Gra all’uscita Tuscolana. Secondo...
La vicenda degli immigrati arrestati perché ritenuti colpevoli delle devastazioni dello scorso gennaio all’interno del centro di accoglienza “Casa a Colori” sembra non avere fine.
LA scorsa settimana il tribunale del riesame di Venezia ha stabilito che i 5 cittadini del Ghana fossero mandati agli arresti domiciliari indicando la Casa di accoglienza di Razzismo stop come il luogo in cui il gruppo avrebbe dovuto risiedere durante il regime restrittivo.
100 mila euro, ovvero la quota per Venezia 2020. È questo il pomo della discordia che vede contrapposto il Comune di Padova, nel ruolo di ente moroso e la Regione, assieme ai Comuni di Venezia e Treviso e a Confindustria nel ruolo di creditori. Per questo a giorni potrebbe partire, se il contenzioso non trovasse pacifica soluzione, l’iter per il pignoramento.
Una via di fuga migliore e di sicuro l’impossibilità di essere raggiunti. Devono essere stati questi i pensieri che hanno portato ieri notte i ladri sulla A4. Perché è dall’autostrada che la banda composta da otto persone, è entrata in azione. I ladri hanno parcheggiato l’auto per la fuga lungo la corsia di emergenza, lasciandola con il motore acceso, le portiere aperte e le quattro frecce inserite, poi,il gruppo, è sceso verso la rete di recinzione tranciandola.
Così si sono aperti un varco che li ha portati all’interno della sede della Tnt Express di Altavilla vicentina. Obiettivo la cassaforte e il suo contenuto: circa 20 mila euro.
Doveva essere un atto liberatorio, ma si è trasformato in un incubo. La storia arriva dalla provincia padovana dove un 25enne, stanco di ricevere insulti a sfondo sessuale, ha deciso di denunciare i genitori. È accaduto lo corso 15 febbraio giorno in cui il giovane ha varcato i cancelli della stazione dei Carabinieri di un comune della prima cintura urbana di Padova per raccontare quanto stava accadendo nella sua vita.
Un colpo in pieno giorno, a mani nude. Una feroce aggressione avvenuta sotto agli occhi dei clienti del distributore AF Petroli di via Guizza che vista la repentinità del colpo non hanno avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo. È da poco passata l’una quando uno dei gestori e dipendenti della pompa di benzina sta chiudendo il proprio ufficio. L’uomo viene aggredito alle spalle e costretto a rientrare nella stanza. Con sé ha l’incasso della giornata, circa 15 mila euro
È accaduto tutto nel parcheggio davanti al ristorante Wak Sushi di Due Carrare. Pochi istanti concitati il tentativo di rapina che fallisce, uno dei...
Da Prato a Padova per rapine ai danni di connazionali. A finire nei guai 5 cittadini cinesi da tempo al centro dell’attenzione dei Carabinieri della città toscana perché sospettati di compiere rapine nel nord est. Sospetti che ieri sera hanno trovato conferma. Gli uomini dell’arma hanno teso una trappola al gruppo di pendolari del crimine appostandosi all’uscita del casello dell’A1 Calenzano nel fiorentino. Un semplice controllo era in realtà un posto di blocco che ha portato al recupero di parte della refurtiva e al sequestro delle armi, un coltello e un cacciavite, usati solo qualche ora prima per un colpo nel padovano.
Il colosso dei mobili scivola sulle polpette. La svedese Ikea finisce nello scandalo carne equina, tracce dell’alimento infatti sarebbero state trovate su una partita di polpette analizzata nella Repubblica Ceca.
Per questo la divisione italiana del Gruppo ha deciso il blocco precauzionale totale della loro vendita nel nostro paese.
Il comunicato stampa ufficiale è arrivato sta mane poco dopo mezzogiorno.
Se il proverbio recita non c’è 2 senza 3 questa volta il conto è salito a 4. Tanti infatti sono i furti messi a segno in una villa di Noventa Padovana. L’ultimo sabato notte mentre i coniugi proprietari dell’elegante casa al civico 34 di via Pietro Micca erano assenti. Desolante lo scenario che l’ex imprenditore edile 70enne e la moglie al rientro si sono trovati di fronte. I ladri hanno rovistato ovunque senza fermarsi nemmeno davanti ad un muro. Per aprire la cassaforte infatti hanno preso a picconate la parete sul retro del manufatto blindato riuscendo così a espugnarla.
E’ ricoverato all’ospedale di Camposampiero un artigiano di 46 anni che aveva tentato di togliersi la vita dopo essere caduto nella trappola senza fine prodotta dalla crisi economica che ha travolto il paese. Fortunatamente è stato salvato in extremis, fondamentale una telefonata che aveva fatto ad un amico. Quest’ultimo infatti ha compreso che c’era qualcosa di strano e senza perdere tempo ha allertato i famigliari e i carabinieri. Sono stati proprio i famigliari a correre in azienda e trovare l’uomo.
Una quarantina fra furti e rapine, una ventina di alias i nomi di fantasia per coprire la propria identità: sono le caratteristiche della regina dei furti in appartamento arrestata ieri dal personale della squadra volante di Padova. Quello di Gianna Radulovic, 26 anni, senza fissa dimora, è un passato da professionista dello scasso. Finita per la prima volta nei guai da minorenne, quando appena sedicenne venne pizzicata a rubare a Fidenza negli ultimi dieci anni la donna ha collezionato una sfilza interminabile di arresti e denunce.
Le stime sono chiare, il fenomeno dei furti in città è una piaga. Dall’inizio dell’anno il personale della Questura padovana è intervenuto per eseguire 100 sopralluoghi di furto. Una media dunque di due saccheggi al giorno. Si tratta tuttavia di un dato indicativo, incapace di regalare una fotografia chiara del fenomeno. Esiste infatti un sommerso legato a chi decide di non denunciare magari per l’irrisorietà di quanto sottrattogli. Al quadro poi vanno aggiunti gli elementi e gli interventi raccolti dalle altre forze dell’ordine attive nel territorio comunale come Carabinieri e Vigili Urbani.