ROMA (ITALPRESS) – Un servizio esclusivo del Tg1 in onda questa sera, rivela le immagini del sabotaggio che ha avuto ripercussioni sull’oleodotto che da...
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue costantemente la difficile situazione creata dalla frana in Molise che ha interrotto l’Autostrada A14,...
VARESE (ITALPRESS) – Verso le 13.30 di oggi i Carabinieri della Compagnia di Gallarate hanno fermato in Varano Borghi (VA) Elia Del Grande, allontanatosi...
VIBO VALENTIA (ITALPRESS) – Dalle prime ore di questa mattina, a Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo, investigatori della...
CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Si è rimessa in movimento la frana di Petacciato, in provincia di Campobasso. Interdetto in via precauzionale il traffico sull’autostrada A14...
Utilizzava l’auto dell’istituto scolastico per cui lavorava per scopi che nulla avevano a che fare con il lavoro. Sono queste le accuse per cui una dirigente scolastica di un istituto superiore di Mestre è stata riconosciuta colpevole e condannata a due anni e 8 mesi. La donna, secondo quanto ricostruito dalla procura veneziana, si sarebbe macchiata di peculato dal 2007 al 2009, periodo in cui diresse l’istituto della terraferma.
Brava con i bambini, ma anche nel far sparire gli oggetti, soprattutto quelli preziosi. Colpo grosso di una baby sitter di Udine che lavorava per una famiglia di Campoformido. La donna che ha 47 anni e già un precedente per furto, giorno dopo giorno ha prelevato l'argenteria che si trovava nel salotto di casa e alcuni oggetti in oro.
Nell'arco di sei mesi dalla casa sono spariti oggetti per un valore complessivo di centomila euro.
La Digos della Questura di Venezia ha individuato e denunciato all'autorità giudiziaria due giovani tifosi per la deflagrazione di alcuni grossi petardi durante la partita di calcio Venezia-Reggiana disputata allo stadio 'Penzo' lo scorso 3 novembre. Le esplosioni delle 'bombe carta' avevano creato paura e indotto diversi genitori ad allontanarsi dallo stadio con i loro bambini.
Ancora una rapina a mano armata a Padova: sono quattro in totale nelle ultime ore. L’ultima in ordine di tempo nel pomeriggio all’Arcella: un uomo con il volto coperto da un passamontagna è entrato in un «Compro oro» di via De Menabuoi e ha minacciato una dipendente con una pistola. Si è fatto consegnare circa 5 mila euro in contanti e alcuni monili in oro ed è scappato.
Sul posto si è subito portata una volante della polizia: gli agenti hanno avviato le indagini per catturare il malvivente.
Un sistema semplice quanto ingegnoso. Era quello che si era inventato il titolare 57enne di una scuola guida di Oriago nel veneziano. Un metodo dal sicuro successo tanto da diventare un modello diffuso e utilizzato anche da altre autoscuole del territorio. Il tutto per far passare l’esame teorico ai più somari. Quando infatti la data dell’esame teorico si avvicinava e il titolare dell’autoscuola si accorgeva che il candidato mai e poi avrebbe passato l’esame decideva di sostituirlo
La Cgil del Veneto analizza i dati Istat e lancia l’allarme femminicidio nella nostra regione. I dati non sono freschi, risalgono al 2006, e quindi sono precedenti anche all’ondata critica di casi che ha investito recentemente la nazione, ma già appaiono in tutta la loro gravità. In Veneto il 34,3% di donne ha subito almeno una violenza nella propria vita contro il 32% della media Italiana.
Potrebbe presto far rientro nella sua città natale il professor David Cariolaro. Le speranze per il docente universitario sono legate all’intervento di un’equipe di medici dell’ospedale civile di Padova pronta a volare in Cina per raggiungere il docente universitario. Sta mane il governatore del Veneto Luca Zaia ha firmato tutte le carte necessarie per permettere burocraticamente all’equipe di raggiungere l’ospedale ad un centinaio di chilometri da Shanghai dove da circa due mesi il 40enne si trova ricoverato a seguito di un brutto incidente che lo ha fatto cadere in uno stato di coma.
Attimi di tensione sta mane per i dipendenti di un istituto di credito del padovano, in cui hanno fatto irruzione due banditi armati di pistola. I due rapinatori sono entrati in azione nella filiale Carige di via Diaz Perarolo di Vigonza. I due uomini, che per proteggere la loro identità indossavano maschere di plastica, hanno minacciato uno dei cassieri. Pochi gli istanti per afferrare il denaro, il cui bottino è ancora in fase di quantificazione, e rovistare nella cassaforte della banca, e i due rapinatori sono fuggiti senza lasciare traccia.
Si è presentato con la pistola alla mano e ha minacciato il titolare della pompa di benzina facendosi consegnare i contanti che l’uomo aveva con sé. Rapina a mano armata sta mane a Piove di Sacco nell’area di servizio H6, che si trova lungo la strada dei Pescatori, al confine fra i comuni di Piove di Sacco e Codevigo nella provincia padovana. Alla vittima non è restato che consegnare i soldi, circa 8 mila euro, al suo aggressore. L’azione è durata solo qualche minuto, poi ricevuto ci che voleva il rapinatore è fuggito a bordo di un’utilitaria dileguandosi.
La dinamica è al vaglio della polizia municipale lagunare, ma i veicoli coinvolti sono gli stessi : una gondola e un vaporetto del trasporto pubblico. È un film già visto quello andato in onda nel week end sul Canal Grande anche se il finale questa volta è fortunatamente diverso. Cambiano le regole per il traffico acqueo, ma il risultato non cambia: una gondola è stata centrata da un vaporetto. L'incidente è accaduto nella zona del ponte di Rialto dove, proprio tre mesi fa,in un incidente analogo aveva perso la vita un turista tedesco. In questo caso i passeggeri della gondola, ormeggiata erano già scesi e nessuno dunque s è fatto male.
Un nuovo nome si aggiunge alla drammatica lista nera dei suicidi per la crisi economica. Un nuovo dramma è avvenuto nel padovano dove un giovane imprenditore di 40 anni si è tolto la vita. La vittima è il proprietario della Cheap Viaggi di Chiesanuova, Massimo Calore. Il giovane è stato trovato impiccato nel garage della sua abitazione. Accanto al corpo sono state trovate delle lettere, lasciate per spiegare i motivi dell’estremo gesto. A quanto pare i problemi sarebbero tutti riconducibili a questioni di carattere economico
Le somiglianze sono davvero molte. Lo scippo avvenuto ieri in via San Biagio ricorda da vicino l’ultimo colpo attribuito al presunto “rapinatore seriale”che però da una settimana si trova nel carcere Due Palazzi di Padova. La via è la stessa così come identica è la modalità: ieri sera poco dopo le 20 qualcuno ha aspettato che la vittima prelevasse allo sportello bancomat delle poste poi l’ha aggredita rubandole 600 euro. Era andata allo stesso modo il 5 novembre scorso quando un pensionato 72enne era stato aggredito sulla porta di casa, proprio in via San Biagio