BERGAMO (ITALPRESS) – Poco prima della mezzanotte di ieri a Covo, nel Bergamasco, in un piazzale solitamente luogo di incontro e preghiera, Sikh, due...
FIRENZE (ITALPRESS) – Nell’omicidio avvenuto a Massa nella notte tra sabato e domenica scorsa, in cui ha perso la vita un 47enne, dalle immagini delle...
TARANTO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa...
TORINO (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Torino ha svolto, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, un’attività investigativa a tutela del made in...
ROMA (ITALPRESS) – Agenti della Polizia Nazionale spagnola, in un’operazione congiunta con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e con la Squadra...
La Regione Veneto ha avviato la procedura per la sospensione dal servizio del proprio dipendente Enzo Casarin, uno dei funzionari coinvolti nell'inchiesta Mose. Casarin, ex braccio destro dell'assessore Chisso, aveva patteggiato un anno 8 mesi. La Giunta veneta ha reso noto che l'Avvocatura regionale ha ricevuto due giorni fa la documentazione relativa alla sentenza di applicazione della pena su richiesta per Casarin. Fascicolo che è poi stato trasmesso all'ufficio del personale, dando corso alla procedura per la sospensione dal servizio.
Una cinquantina di profughi, appartenenti a varie etnie africane, ospitati nelle strutture del Centro di solidarietà (Ceis) di Vittorio Veneto, hanno dato vita questa mattina ad una manifestazione durata un paio d'ore, culminata con l'occupazione della strada statale "Alemagna" L'iniziativa di protesta, hanno spiegato, sarebbe stata determinata dalle cattive condizioni di permanenza negli alloggi, pare anche per il malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento, e per l'attesa eccessiva di uno sblocco della loro posizione che dura, per alcuni di essi, ormai da oltre otto mesi.
Sventato il sequestro di un ragazzino di 13 anni, nipote di un noto imprenditore che commercia nel settore delle birre, residente a Thiene in provincia di Vicenza. Gli uomini del Ros dei Carabinieri hanno stretto un cordone di protezione attorno alla famiglia che era inconsapevole di quanto stava per accadere. I rapitori stavano attendendo madre e figlio 13 all'uscita di casa. Volevano simulare una rapina per portare via il bimbo e chiedere un riscatto di alcuni milioni di euro. All'esterno dell'abitazione però erano nascosti i militari che, con un azione fulminea, hanno bloccato i rapitori. L'operazione degli investigatori era stata coordinata e avviata da settimane. Tre gli arrestati.
Momenti terribili stamane ad Arzignano (Vicenza) per una donna di 83 anni vittima di un tentativo di furto in casa, poi subito trasformatosi in una violenta rapina ad opera di due uomini, mascherati con passamontagna. L'anziana, che vive con un figlio in un appartamento di via dei Mille - una casa al cui piano inferiore abita un altro suo figlio - è stata legata e minacciata dai due banditi, che alla fine hanno asportato preziosi in oro e denaro contante. I familiari si trovavano al lavoro, quando l'anziana ha sentito dei rumori arrivare dal piano di sotto. E' andata così a controllare ed ha sorpreso i due malviventi intenti a rubare. I due banditi, che parlavano una lingua straniera, l'hanno sopraffatta e legata
Medico siciliano ma da anni residente e operativo a Padova, Ignazio Scaravillo, non da più notizie di se dal 6 gennaio. Il professionista, noto chirurgo ortopedico, specializzato nelle patologie della mano, era andato in Libia con la moglie per prestare servizio in un ospedale libico. Sono stati i colleghi a lanciare l’allarme. Anche i suoi messaggi sul profilo facebook si fermano ai primi di gennaio e nessuno lo avrebbe più sentito. La vicenda è seguita con la massima attenzione e riservatezza dalla Farnesina. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona con finalità di terrorismo
ANSA) - VENEZIA, 9 GEN - Il Ghetto ebraico di Venezia e quello di Padova, l'aeroporto internazionale 'Marco Polo' ed il porto commerciale della città lagunare sono tra il centinaio di siti sensibili del Veneto sottoposti ad un'intensificazione dei controlli di polizia, dopo l'allarme terrorismo dovuto agli attentati di Parigi. Una vigilanza discreta ma continua, sulla quale le Questure non forniscono numeri o dati specifici, ma che si può notare anche dalla maggior presenza di uomini e mezzi della polizia, dei carabinieri e dalla Guardia di finanza.
Rapina in un ufficio postale a Verona. Un bandito armato di pistola ha minacciato i presenti e si è fatto consegnare 500 euro dalla cassa. Per proteggersi la fuga, il rapinatore, ha usato un cliente come scudo. Sono stati momenti concitati e di grande paura. Il cliente è stato trascinato per alcuni metri e poi lasciato andare. Lo sconosciuto si è dileguato a piedi. Sul posto è intervenuta la Polizia che ha avviato le indagini.
A Verona la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 8.000 artifici pirotecnici, per un peso di quasi 9 chilogrammi, privi dell’“etichettatura” di sicurezza richiesta dalle disposizioni del Ministero dell’Interno nello specifico settore. Parte del materiale pirotecnico, inoltre, era pronto per essere commercializzato separatamente dalle confezioni originarie. L’operazione si è svolta nell’ambito dell’intensificazione dei controlli, svolti nel periodo delle festività, per contrastare il commercio di prodotti illegali e insicuri
Alle 4 dell’altra notte un boato ha svegliato i residenti di via Bajardi a Mortise, nella città di Padova. Sconosciuti hanno fatto saltare lo sportello bancomat che si trova a ridosso del noto centro commerciale. La struttura, appartenente ad una filiale dalla Cassa di Risparmio del Veneto, è letteralmente esplosa, con gravi danni strutturali. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine che hanno avviato le ricerche ed eseguito i rilievi. Il colpo, però, non ha funzionato. I banditi hanno abbandonato il denaro sul posto. Probabilmente sono stati costretti ad una fuga veloce, le banconote sono state trovate dalla polizia sotto le macerie. Le indagini sono in corso.
I carabinieri di Padova hanno arrestato tre cittadini albanesi responsabili di numerosi furti in abitazione del padovano. L’intervento è stato eseguito con la collaborazione dei colleghi di Abano ed Este. Per giorni i militari hanno seguito i movimenti di un auto sospetta che si aggirava per Montegrotto. All’interno vi erano quattro uomini vestiti di nero e con i guanti. Senza dubbio erano dediti a furti nelle case. Sono stati tenuti sotto controllo e nel rodigini, i carabinieri, li hanno fermati simulando un controllo stradale. Dall’auto è stato recuperato vario materiale per aprire i serramenti , quindi, sono stati denunciati per possesso ingiustificato di arnesi da scasso. Sequestrata anche l’auto, in quanto, il conducente era senza patente. I tre, di nazionalità albanse, sono stati tenuti sotto controllo ancora. E’ emerso che facevano anche 10-15 intrusioni a notte.
I due lotti del vaccino antinfluenzale Fluad bloccati dall'Aifa comprendono ''circa 500.000 dosi''. Lo precisa l'azienda produttrice Novartis. ''Finora - afferma l'azienda - non è stata stabilita alcuna relazione causale con la somministrazione del vaccino. I lotti di prodotto impattati, per un totale di circa 500.000 dosi, sono stati distribuiti soltanto in Italia dopo aver superato tutti i controlli di sicurezza e qualità, inclusi quelli previsti obbligatoriamente dalle autorità regolatorie''. Successive verifiche di conformità dei due lotti di vaccino, prosegue Novartis, ''hanno confermato la rispondenza a tutti gli standard produttivi e qualitativi, senza rilevarne alcuna contaminazione''.