VENEZIA (ITALPRESS) – “Investire nel cinema significa investire nella cultura, ma anche nel lavoro, nelle imprese, nelle competenze e nella promozione dei nostri territori. La sfida che ci poniamo oggi, in questo tavolo inedito tra le Regioni, è capire come costruire un sistema nazionale che non sia la somma di tante politiche separate, ma una visione condivisa in cui ogni territorio porta il proprio contributo senza perdersi. Il Veneto ha una storia da raccontare su questo, fatta di numeri concreti e di opere che hanno girato il mondo. È da qui che vogliamo partire”, ha dichiarato Valeria Mantovan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura.
Si è tenuto questa mattina, nello Spazio della Regione del Veneto all’Hotel Excelsior del Lido, il panel “Fare sistema per il cinema. Il contributo delle Regioni”. Per la prima volta alla Mostra del Cinema gli assessori alla cultura di diverse Regioni italiane si sono riuniti attorno allo stesso tavolo, per ragionare sul ruolo delle istituzioni territoriali nel settore cinematografico e audiovisivo. All’incontro ha partecipato anche l‘On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che ha illustrato le prospettive della nuova riforma nazionale sul cinema, attesa in approvazione. Mantovan ha portato al tavolo i risultati del modello veneto.
Dal 2023 la Regione ha pubblicato quattro bandi a valere sul FESR con uno stanziamento complessivo di 18.7 milioni di euro nel settore cinematografico e audiovisivo, finanziando 75 progetti: 45 tra lungometraggi, serialità televisiva e animazione, e 30 tra documentari, cortometraggi e produzioni XR.
I 37 progetti già conclusi mostrano una ricaduta economica diretta: a fronte di 4,4 milioni di euro di contributi regionali liquidati, sono state registrate spese sul territorio per 12,5 milioni di euro, distribuite tra maestranze (4,6 milioni), professionisti (2,5 milioni), noleggi (3,8 milioni), locazioni (200.000 euro) e ricettività alberghiera (1,4 milioni). Tra le opere realizzate con il contributo regionale: La vita accanto di Marco Tullio Giordana (Vicenza), Le città di pianura di Francesco Sossai (Venezia, Belluno, Padova, Treviso), Primavera di Damiano Michieletto (Venezia), Duse di Pietro Marcello (Venezia e Asolo), le serie Stucky (Treviso) e Costanza (Verona, Vicenza, Padova).
Sul fronte internazionale, grazie alla Veneto Film Commission il territorio ha ospitato The Dog Stars di Ridley Scott (500 professionisti coinvolti), Star Wars – Kitbash e The Beauty. La Veneto Film Commission completa questo sistema su più livelli: promozione internazionale (Cannes, Berlinale, Focus London, EUFCN), assistenza diretta alle produzioni, Fondo Location Scouting da 50.000 euro (con l’80% reinvestito nel tessuto locale), Fondo Sviluppo Opere Audiovisive da 100.000 euro per le imprese venete, database di oltre 2.300 professionisti e centinaia di location.
Sul fronte della formazione, nel 2025 sono stati assegnati circa 1,5 milioni di euro a progetti formativi nel settore, tra cui il progetto europeo Erasmus+ Green Skills for Cinema and Audiovisual Producers e le collaborazioni con il polo di San Servolo e il Centro Sperimentale di Cinematografia.
“Quel che manca al cinema italiano non è il talento: manca un sistema. Le Regioni investono, la Veneto Film Commission investe, il Ministero investe, ma spesso in modo parallelo. Questo tavolo è un tentativo serio di cambiare le cose: sedersi insieme, con il Parlamento, per capire come le risorse possano produrre più valore. La riforma che si avvicina è un’occasione: facciamo in modo che le Regioni non siano esecutori di indirizzi nazionali, ma co-protagoniste di una politica cinematografica che conosce il territorio perché ci vive ogni giorno”, ha concluso l’assessore Mantovan.
-Foto Regione Veneto-
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