ROMA (ITALPRESS) – Con il 90% dei voti scrutinati, resta invariato il quadro politico emerso dalle elezioni del 27 ottobre in Israele: il blocco del premier Benjamin Netanyahu si attesta a 53 seggi, quello dell’opposizione guidata da Gadi Eisenkot a 48, mentre i partiti arabi ne conquistano complessivamente 19.
Secondo i risultati parziali, il Likud di Netanyahu si conferma primo partito con 26 seggi, seguito da Yashar di Eisenkot con 21. La Lista Araba Unita e Together ottengono 12 seggi ciascuno, i Democratici 8, mentre United Torah Judaism, Yisrael Beiteinu, Shas, Otzma Yehudit e Ra’am si attestano tutti a 7 seggi.
L’alleanza tra Sionismo Religioso e Zehut conquista 6 seggi. Prosegue intanto lo scrutinio delle cosiddette doppie buste, utilizzate per alcune categorie di elettori. Finora ne sono state conteggiate 29.253 su oltre 400mila.
In questo segmento di voto il Likud è in testa con il 18,5%, seguito da Together (15,6%), Yashar (14,8%), Sionismo Religioso (13,4%), Otzma Yehudit (9,4%), Yisrael Beiteinu (6,3%), Democratici (5,2%), Riservisti (4,4%) e Amcha Israel (3,24%). Shas raccoglie il 3,1%, United Torah Judaism il 2,9%, mentre la Lista Araba Unita e Ra’am si fermano entrambe allo 0,9%.
La Commissione elettorale centrale israeliana prevede che lo scrutinio possa concludersi nel corso del pomeriggio.
SOSPETTI SU INTERFERENZE STRANIERE NELLE ELEZIONI, CHIESTA INDAGINE
Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dell’agenzia di intelligence Shin Bet, David Zini, di indagare su presunte interferenze straniere nelle elezioni di martedì 27 ottobre. “Sono stati portati alla mia attenzione gravi sospetti di indebite influenze sul voto, esercitate attraverso finanziamenti forniti da entità straniere che agiscono contro gli interessi israeliani“, ha scritto Sohlberg, precisando di non poter confermare la fondatezza delle accuse, ma sottolineando la necessità di approfondirle. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sui sospetti né sui Paesi che sarebbero coinvolti. “Vi chiedo di fare tutto quanto in vostro potere per indagare, utilizzando le prerogative dello Shin Bet per raccogliere prove che confermino o smentiscano questi sospetti”, ha aggiunto Sohlberg, evidenziando che solo un’indagine approfondita potrà garantire la fiducia dei cittadini nel processo elettorale e l’integrità delle procedure democratiche. Il presidente della Commissione ha chiesto di ricevere gli eventuali risultati delle indagini entro una settimana.
PRESUNTE INTERFERENZE NEL VOTO, SMOTRICH CHIEDE INDAGINE SUI LEADER ARABI
Il presidente del partito israeliano Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich, interviene sui sospetti di interferenze straniere nelle elezioni israeliane, chiedendo all’agenzia di intelligence Shin Bet di indagare sui leader dei partiti arabi. “Il sospetto di una manipolazione elettorale attraverso finanziamenti islamisti stranieri è un banco di prova per lo Stato di Israele. I leader dei partiti arabi devono essere indagati oggi stesso dallo Shin Bet. Lo Stato di Israele non sarà venduto all’Islam radicale con i soldi del terrorismo”, ha dichiarato Smotrich. Lo Shin Bet ha avviato un’indagine su presunte interferenze di uno Stato straniero nelle elezioni. Il capo dell’agenzia di sicurezza interna, David Zini, e il presidente della Commissione elettorale centrale, Noam Sohlberg, hanno avuto un colloquio ieri sera, durante il quale Zini avrebbe trasmesso al giudice “informazioni di intelligence solide” che indicherebbero un’interferenza elettorale da parte di uno Stato nemico. Secondo i sospetti, si tratterebbe del Qatar, riportano i media israeliani. Dopo aver denunciato un presunto “furto elettorale” da parte del settore arabo, il Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu, avrebbe consegnato a Sohlberg registrazioni dirette nelle quali alcuni esponenti della comunità araba ammetterebbero di aver comprato voti attraverso buoni carburante e denaro contante. I sospetti di interferenze non si baserebbero soltanto sul materiale fornito dal partito di Netanyahu, ma anche su elementi raccolti autonomamente dallo Shin Bet.
LEADER BALAD “ACCUSE DI INTERFERENZE VOTO SONO UNA CALUNNIA RAZZISTA”
Il presidente del partito arabo israeliano Balad, Sami Abu Shehadeh, è intervenuto sui sospetti di interferenze elettorali da parte di uno Stato straniero, accusando l’attuale maggioranza del premier Benjamin Netanyahu di voler sovvertire i risultati del voto. “In qualsiasi Paese civile, chi perde le elezioni si assume le proprie responsabilità e se ne va. In Israele, invece, chi perde costruisce una calunnia razzista e chiede alle forze di sicurezza di intervenire con la forza per ribaltare i risultati elettorali”, ha dichiarato Abu Shehadeh. “Una persona accusata di corruzione, frode e abuso di fiducia non smette di istigare contro il 20% dei cittadini dello Stato”, ovvero gli arabo-israeliani, ha aggiunto, in un riferimento al premier Benjamin Netanyahu
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