ROMA (ITALPRESS) – E’ salito a 289 il bilancio provvisorio delle vittime della vasta frana che ha colpito il Nepal. Lo riferisce il sito India Today citando la polizia nepalese. Secondo l’Ente per il turismo del Nepal, tra i dispersi sarebbero 644 i turisti stranieri che al momento mancano ancora all’appello, compresi due italiani. L’elenco dell’Ente viene redatto in base ai dati trasmessi dalle agenzie di viaggio. La Farnesina sta conducendo delle verifiche per appurare il dato sui connazionali.
AUTORITA’ NEPALESI, “ANCHE DUE ITALIANI TRA I DISPERSI”
Le autorità nepalesi hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti nella vasta frana che ha colpito un’area al confine tra Nepal e Tibet, in cui figurano due italiani. L’Unità di Crisi della Farnesina sta effettuando verifiche con le autorità locali, tramite il Consolato Generale d’Italia a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma. Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell’area. Su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali.
INGV, SEGNALE SISMICO REGISTRATO NON È STATO GENERATO DA UN TERREMOTO
In relazione alle notizie sull’evento avvenuto ieri al confine tra il Nepal e la Cina, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia precisa che il segnale sismico inizialmente classificato come terremoto è stato successivamente ricondotto al collasso di un enorme blocco di ghiaccio e roccia, staccatosi da un ghiacciaio e precipitato per oltre un chilometro, che ha in seguito generato una frana. Da una prima ricostruzione, i detriti hanno temporaneamente ostruito il fiume Lhende Khola e il successivo cedimento della diga naturale ha liberato una imponente colata di acqua, fango e detriti che ha colpito gli insediamenti a valle. Il fenomeno ha prodotto un segnale sismico classificato dall’United States Geological Survey (USGS) come terremoto di magnitudo 4.4. Le successive analisi hanno permesso di attribuire il segnale sismico al collasso del ghiacciaio e alla conseguente colata di detriti che ha liberato un’energia paragonabile a un terremoto di magnitudo 5.2. Le cause scatenanti dell’evento sono ancora in fase di studio.
– foto IPA Agency –
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