di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Una serata che è stata non solo celebrazione e memoria ma anche riflessione sul presente e come migliorarlo. Al Cipriani di Manhattan sulla 42nd Street, la National Italian American Foundation ha riunito esponenti di primo piano della comunità italoamericana e italiana per il suo annuale New York Gala, un evento ormai simbolo del legame tra le due sponde dell’Atlantico. Protagonisti della serata sono stati imprenditori, accademici, artisti e figure istituzionali premiati per il loro contributo alla società americana e alla valorizzazione delle radici italiane.
Tra gli honorees, l’ex senatore Alfonse D’Amato ha offerto uno dei momenti più significativi della serata. Nel suo intervento ha ricordato un’epoca in cui, al Congresso, repubblicani e democratici collaboravano per l’interesse dei cittadini. Ha citato la sua esperienza al fianco del senatore Daniel Patrick Moynihan, sottolineando come allora fosse possibile lavorare insieme per New York, mentre oggi – ha osservato – la politica appare sempre più segnata da divisioni e contrapposizioni. Un messaggio che ha dato profondità a una serata non solo celebrativa, ma anche carica di significato politico e civile.
Tra gli altri premiati della serata figurano James Pitaro, chairman di ESPN, riconosciuto per il suo impatto nel mondo dello sport e dell’intrattenimento; Frank Ruocco, per il suo ruolo nel settore dell’hospitality; Tom Cox, premiato per i risultati nel mondo imprenditoriale; la scrittrice Linda Stasi, voce autorevole della letteratura contemporanea; e il rettore della Link Campus University Carlo Alberto Giusti, insignito del riconoscimento per l’amicizia accademica.
A condurre la serata, il carisma di Joe Piscopo, mentre la performance di Christopher Macchio ha aggiunto un tocco musicale a un evento già ricco di significato, con numerosi ospiti istituzionali. Tra gli sponsor della serata, spiccava la Regione Lombardia che sarà celebrata il prossimo ottobre nel gala nazionale della NIAF a Washington.
“La NIAF è da sempre il migliore amico dell’Italia negli Stati Uniti perché riunisce una tradizione di presenza americana di altissimo livello in tantissimi settori, dall’economia alla cultura. Esprime una solidarietà viva, come abbiamo visto anche in occasione delle donazioni raccolte per il ciclone Harry che ha colpito il Sud Italia ed è il modo attraverso cui il rapporto italo-americano continua a rinnovarsi ed essere rilevante nella storia di questo grande Paese”, ha affermato Marco Peronaci, ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti.
La Niaf “è un’organizzazione che serve a creare ponti fra la comunità italiana storica degli Stati Uniti i nuovi italiani che arrivano. La comunità italo-americana ha dato un contributo anche al ruolo dell’Italia alle Nazioni Unite”, ha sottolineato Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia all’Onu. Un ponte, quello tra Italia e Usa, che coinvolge anche il mondo dello sport: “La Niaf ha molte persone coinvolte negli investimenti sportivi in Italia, sia nel calcio che nel baseball che nella pallacanestro. Hanno veramente a cuore i ponti che si costruiscono tramite gli individui tra Italia e Stati Uniti”, ha spiegato Mico Delianova Licastro, delegato CONI negli Stati Uniti.
Per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, “Niaf è riuscita in questi anni a rafforzare il legame fra i nostri paesi, anche in momenti nei quali non era scontato. È fondamentale il rapporto fra le diplomazie nazionali, ma quello tra i popoli crea quei legami che poi diventano indissolubili”. La cultura ha un ruolo decisivo nel rafforzre questi legami. “Gli italo-americani sono nel nostro cuore, sono i nostri trade d’union con questo Paese e dunque è molto importante anche muoverci in questa direzione. Nelle prossime settimane renderemo omaggio al grande Caruso, in collaborazione con la Carnegie Hall”, ha affermato Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.
“Questa festa rappresenta il sentimento di una famiglia che si riunisce ogni anno a New York. Per noi è molto importante creare questi legami, questi ponti fra l’Italia e gli Stati Uniti. I legami non sono a livello governativo, ma sono tra le persone. Quello è il vero ponte, la potenza di questa relazione fra l’Italia e Stati Uniti. I governi vanno e vengono, ma la nostra comunità rimane”, ha detto John Calvelli, Chairman di NIAF, mentre Robert Allegrini, presidente e Ceo dell’associazione, ha sottolineato l’importanza del Gala di New York nell’ambito delle “celebrazioni dei 250 anni degli Stati Uniti, con tutti i contributi degli italiani e degli italo-americani a questa storia”.
– Foto xo9/Italpress –
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