WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La situazione tra Stati Uniti e Iran è “in evoluzione” perché Washington ha inviato una “grande armata” in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista ad Axios, aggiungendo che secondo lui Teheran vuole davvero fare un accordo. “Abbiamo una grande armata vicino all’Iran. Più grande del Venezuela”, ha detto Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la diplomazia resta un’opzione. “Vogliono fare un accordo. Lo so. Hanno chiamato in numerose occasioni. Vogliono parlare”, ha aggiunto riferendosi agli iraniani.
Nelle settimane scorse, Trump ha minacciato più volte di colpire l’Iran per l’uccisione di migliaia di manifestanti da parte del regime durante le manifestazioni. I funzionari della Casa Bianca dicono che un attacco è ancora sul tavolo, anche se le proteste sono state in gran parte soppresse. “Fonti a conoscenza della situazione dicono che Trump non ha preso una decisione definitiva. Probabilmente terrà più consultazioni questa settimana e gli verranno presentate ulteriori opzioni militari”, scrive Axios.
Intanto, in Medio Oriente sono stati schierati velivoli F-15 ed F-35 e navi militari, compresa la portaerei USS Abraham Lincoln, giunta ieri nell’aerea di responsabilità del Comando centrale Usa (Centcom). Un alto funzionario degli Stati Uniti ha detto in un briefing con i giornalisti diverse ore dopo che Trump ha parlato con Axios che la Casa Bianca “è aperta agli affari” quando si tratta di negoziati con l’Iran. “Se vogliono contattarci e sanno quali sono i termini, allora avremo la conversazione”, ha detto il funzionario degli Stati Uniti. Il funzionario ha aggiunto che le condizioni statunitensi per un accordo sono state trasmesse all’Iran molte volte nell’ultimo anno.
ONG HRANA “ALMENO 6.126 MORTI DA INIZIO PROTESTE”
Sono almeno 6.126 le persone uccise nel corso delle proteste scoppiate in Iran il 28 dicembre soccorso contro la svalutazione della moneta locale, il rial, e contro il regime. Lo rende noto l’agenzia degli attivisti per i diritti umani (Hrana) nel bollettino aggiornato a ieri, trentesimo giorno di proteste. La cifra comprende anche 86 minori e 49 civili che non stavano manifestando. Inoltre, sono stati uccisi 214 membri delle forze di sicurezza o persone affiliate al regime. L’organizzazione rivela che altre 17.091 morti sono al vaglio. Per quanto riguarda gli arresti, è stata confermata la detenzione di 41.880 persone. Inoltre, Hrana riporta di 245 casi di confessioni forzate e 11.009 persone con ferite gravi. Il trentesimo giorno delle proteste, le diffuse interruzioni e chiusure di Internet sono rimaste uno dei principali strumenti del governo per limitare il flusso di informazioni e ridurre la capacità dei manifestanti di organizzarsi. NetBlocks ha riferito che lo spegnimento di Internet è entrato nel suo diciottesimo giorno, aggiunge Hrana. A causa della difficoltà di comunicazione, il numero delle vittime potrebbe essere diverso da quello indicato da Hrana.
– foto IPA Agency –
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