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Quattro ondate di missili balistici dall’Iran contro Israele, sei feriti. Ancora raid su Emirati e Arabia Saudita

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Quattro ondate di lanci di missili balistici dall’Iran hanno provocato sei feriti, cinque nella città araba Kafr Qasim, in Israele, e una in Cisgiordania nelle ultime due ore. Lo scrivono i media israeliani citando i servizi sanitari. I missili hanno fatto attivare le sirene d’allarme in tutto il centro di Israele, compresa Gerusalemme. Almeno uno dei missili lanciati era dotato di testa a grappolo che ha provocato danni a un’abitazione in un insediamento in Cisgiordania. Prima dei lanci di missili dall’Iran, per tutta la notte il gruppo armato libanese Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord di Israele e missili verso il centro costringendo la popolazione a rifugiarsi in luoghi sicuri. Una bambina di 11 anni ha avuto un arresto cardiaco e si trova in gravi condizioni a causa dei continui allarmi.

MEDIA ISRAELE “UCCISO COMANDANTE MARINA PASDARAN”

I media israeliani riferiscono che nella notte è stato ucciso a Bandar Abbas il comandante della Marina dei pasdaran iraniani, Ali Reza Tangsiri. L’ufficiale dei pasdaran è responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Al momento non vi sono commenti ufficiali né da parte dell’esercito israeliano né da Teheran

UCCISO UN MILITARE ISRAELIANO IN SCONTRO CON MILIZIANI HEZBOLLAH

Un soldato delle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato ucciso durante uno scontro a fuoco con miliziani del gruppo armato libanese Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l’esercito. Il soldato ucciso, il sergente maggiore Ori Greenberg, 21 anni, faceva parte dell’unità di ricognizione della Brigata Golani. È il terzo soldato delle Idf a perdere la vita nella nuova offensiva di terra israeliana contro Hezbollah nel sud del Libano. Secondo una prima indagine delle Idf sull’incidente, intorno alle 2 del mattino, i soldati della Brigata Golani hanno individuato diversi miliziani di Hezbollah nella loro area operativa nel sud del Libano. Le truppe hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con i miliziani di Hezbollah, durante il quale Greenberg è rimasto ucciso e un altro soldato è rimasto leggermente ferito. L’esercito afferma che i soldati della Brigata Golani sono riusciti a uccidere diversi miliziani di Hezbollah durante lo scontro e stanno continuando le perlustrazioni nella zona alla ricerca dei restanti miliziani.

DRONI INTERCETTATI DALLE DIFESE DEGLI EMIRATI

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno affrontando in queste ore nuovi attacchi con missili e droni lanciati dall’Iran. Lo ha annunciato la stessa Ministero della Difesa emiratino in un comunicato ufficiale, precisando che i sistemi di difesa stanno intercettando le minacce in arrivo e che i rumori uditi dalla popolazione sono il risultato delle operazioni di abbattimento condotte dalle batterie antimissile e dai caccia.

Si tratta dell’ennesimo episodio di quella che Abu Dhabi definisce “l’aggressione iraniana sfacciata”, iniziata lo scorso 28 febbraio. Secondo i dati cumulativi aggiornati dal Ministero, dall’inizio degli attacchi l’Iran ha lanciato verso il territorio emiratino 357 missili balistici, 15 missili da crociera e oltre 1.815 droni, la stragrande maggioranza dei quali è stata intercettata. Nelle ultime ore le difese emiratine hanno riferito di aver gestito specificamente 9 droni iraniani. Gli attacchi hanno finora provocato vittime: tre militari caduti in servizio e sei civili (di nazionalità pakistana, nepalese, bangladese e palestinese), oltre a circa 166 feriti di varie nazionalità. La situazione resta in evoluzione e le forze armate emiratine mantengono il massimo stato di allerta.

ARABIA SAUDITA, ANCORA IN AZIONE LA DIFESA AEREA NELL’EST

Le difese aeree saudite hanno continuato a distruggere droni iraniani ostili, abbattendone 21 nelle ultime ore mentre erano diretti verso la Provincia Orientale. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa saudita, che ha parlato di una nuova ondata di “aggressioni iraniane” contro il Regno. Riyadh ha rinnovato i suoi avvertimenti a Teheran, sottolineando che il proseguimento di questo approccio “non porterà all’Iran alcun guadagno, ma gli costerà un alto prezzo politico ed economico e ne aumenterà ulteriormente l’isolamento”. Nelle ultime 24 ore le forze saudite hanno inoltre intercettato e distrutto un missile balistico lanciato verso la stessa Provincia Orientale, insieme a circa 24 droni in diverse ondate.

Secondo fonti ufficiali citate da Al Arabiya, il ministro degli Esteri saudita principe Faisal bin Farhan ha ribadito che gli attacchi iraniani devono cessare immediatamente. La monarchia – ha aggiunto – si riserva il diritto di difendersi e di rispondere all’aggressione attraverso misure politiche e altre iniziative necessarie. Gli attacchi iraniani contro l’Arabia Saudita (e altri Paesi del Golfo) sono in corso dalla fine di febbraio 2026, nell’ambito del più ampio conflitto regionale. Le difese saudite, guidate dal portavoce del Ministero della Difesa generale di brigata Turki al-Maliki, hanno annunciato quasi quotidianamente l’intercettazione di decine di droni e missili balistici, la maggior parte dei quali diretti proprio contro la Provincia Orientale, zona ricca di infrastrutture energetiche

PARTITO AZERO CHIEDE DEMOCRAZIA A TEHERAN

Un partito iraniano di opposizione di matrice azera ha condannato gli attacchi lanciati da Teheran contro i Paesi del Golfo Arabo nel corso del conflitto in atto con Stati Uniti e Israele da circa quattro settimane, esprimendo al contempo la speranza di vedere un vero governo democratico nella capitale iraniana. Simin Sabri, ex segretaria generale e attuale portavoce del Partito Democratico Azero Iraniano, ha dichiarato in un’intervista ad Al Arabiya.net che il partito “condanna qualsiasi forma di aggressione militare, uso della forza o ostentazione di violenza da parte di qualsiasi Stato contro un altro”. “Queste azioni e violazioni – ha aggiunto – riflettono l’incapacità dell’Iran di confrontarsi direttamente con le grandi potenze come Stati Uniti e Israele, spingendolo a colpire i Paesi vicini o interessi indiretti, con il rischio di aggravare ulteriormente il conflitto”.

Sabri ha sottolineato che “tutte le guerre si risolvono alla fine attraverso i negoziati, quindi prima si imbocca questa strada, meglio è”. Secondo la portavoce, il conflitto attuale è mosso principalmente da motivazioni economiche e non deriva dall’ostilità verso il governo iraniano o dalle sue posizioni anti-americane e anti-israeliane degli ultimi decenni. “Le nazioni che affrontano crisi economiche – ha osservato – ricorrono spesso alla guerra con vari pretesti per soffocare i problemi interni attraverso uno scontro con l’esterno”. Il Partito Democratico Azero Iraniano, formazione di opposizione, ha ribadito il proprio auspicio per l’instaurazione di un autentico sistema democratico a Teheran.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).