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Notte di raid su Teheran e il sud del Paese, l’Iran minaccia la chiusura totale di Hormuz

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Prosegue senza sosta, al 23esimo giorno, il conflitto tra Stati Uniti e Israele da un lato e Iran dall’altro. Nella notte, secondo quanto riporta la Tv al Arabiya, tra domenica e lunedì nuove ondate di raid aerei hanno colpito obiettivi militari iraniani, tra cui una base navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) a Beyza, nella provincia di Fars, nel sud del Paese, come riferito da fonti media iraniane. Secondo le stesse fonti, sono stati presi di mira un complesso missilistico a Yazd (centro Iran) e un sito a Khorramabad, capoluogo della provincia di Lorestan, nell’ovest. Esplosioni hanno scosso diverse zone di Teheran, con le difese antiaeree attivate nei settori nord, est e centrale della capitale. Si segnalano boati in aree come Nobonyad (nord), Niavaran e Sorkheh Hesar, con colonne di fumo avvistate nella zona di Kashanak.

Altre deflagrazioni sono state udite a Bandar Abbas (dove una persona è rimasta uccisa in un raid, secondo l’agenzia Mehr) e a Bushehr, nel sud. Il giorno precedente era stato annunciato l’uccisione, in un attacco aereo Usa-israeliano a Shiraz, del comandante IRGC Ebrahim Mortazavi. Sul fronte opposto, missili iraniani sono stati intercettati dai sistemi di difesa israeliani sopra Tel Aviv. Shrapnel di un ordigno ha causato danni in zone centrali di Israele, secondo media locali. Teheran ha inoltre riferito del fallimento di un lancio di un missile ipersonico “Hiperssonico”, precipitato sopra la base di Bidkaneh a Malard, ovest della capitale. Il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha confermato su X il prosieguo delle operazioni per neutralizzare le capacità iraniane di lancio di droni one-way attack: “Le forze americane continuano a distruggere le capacità di droni d’attacco a senso unico del regime iraniano”.

TEHERAN MINACCIA CHIUSURA TOTALE DI HORMUZ

Il Consiglio di Difesa iraniano ha alzato ulteriormente il livello delle minacce nel 23esimo giorno del conflitto con Stati Uniti e Israele, concentrandosi sul delicato dossier dello Stretto di Hormuz. In una serie di dichiarazioni rilanciate da media iraniani e riportate da Al Arabiya, Teheran ha affermato che “l’unico modo per attraversare lo Stretto di Hormuz è il coordinamento con l’Iran”, riservando il transito alle navi non legate ai “nemici” e imponendo un protocollo di sicurezza preventivo con le autorità iraniane. Il Consiglio ha ribadito l’impegno a una “risposta immediata” contro qualsiasi attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, promettendo azioni “devastanti”. In caso di aggressione alle coste nazionali, Teheran minaccia di “interrompere le rotte di navigazione”, “tagliare le linee di comunicazione” e “posare mine navali” nel Golfo. “Il nostro contrattacco a ogni assalto contro impianti energetici sarà immediato e distruttivo”, ha sottolineato il comunicato, in un evidente riferimento alle recenti minacce del presidente Usa Donald Trump, che ha dato un ultimatum di 48 ore per la riapertura completa del passaggio strategico, pena la distruzione di centrali elettriche iraniane.

Il Consiglio di Difesa iraniano ha alzato ulteriormente il livello delle minacce nel 23esimo giorno del conflitto con Stati Uniti e Israele, concentrandosi sul delicato dossier dello Stretto di Hormuz. In una serie di dichiarazioni rilanciate da media iraniani e riportate da Al Arabiya, Teheran ha affermato che “l’unico modo per attraversare lo Stretto di Hormuz è il coordinamento con l’Iran”, riservando il transito alle navi non legate ai “nemici” e imponendo un protocollo di sicurezza preventivo con le autorità iraniane. Il Consiglio ha ribadito l’impegno a una “risposta immediata” contro qualsiasi attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, promettendo azioni “devastanti”. In caso di aggressione alle coste nazionali, Teheran minaccia di “interrompere le rotte di navigazione”, “tagliare le linee di comunicazione” e “posare mine navali” nel Golfo. “Il nostro contrattacco a ogni assalto contro impianti energetici sarà immediato e distruttivo”, ha sottolineato il comunicato, in un evidente riferimento alle recenti minacce del presidente Usa Donald Trump, che ha dato un ultimatum di 48 ore per la riapertura completa del passaggio strategico, pena la distruzione di centrali elettriche iraniane.

PASDARAN “COLPIREMO CENTRALI ELETTRICHE SE COLPIRETE LE NOSTRE”

I pasdaran iraniani hanno avvertito che Teheran reagirà colpendo le infrastrutture elettriche se gli Stati Uniti attaccheranno la rete elettrica iraniana. In una dichiarazione rilasciata oggi, i pasdaran hanno affermato che qualsiasi attacco al sistema elettrico iraniano provocherà una rappresaglia contro le centrali elettriche in Israele e nei Paesi della regione che riforniscono di elettricità le basi statunitensi. “Se colpite l’elettricità, noi colpiremo l’elettricità”, si legge nella dichiarazione. “Voi avete colpito i nostri ospedali, noi non abbiamo fatto lo stesso. Voi avete colpito i nostri centri di soccorso, noi non abbiamo fatto lo stesso. Voi avete colpito le nostre scuole, noi non abbiamo fatto lo stesso. Ma se colpite l’elettricità, noi colpiremo l’elettricità”, conclude la dichiarazione. Sabato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

KATAIB HEZBOLLAH PROLUNGA SOSPENSIONE ATTACCHI SULL’AMBASCIATA USA A BAGHDAD

Le Kataib Hezbollah, la principale milizia sciita irachena filoiraniana, ha annunciato oggi il prolungamento per ulteriori cinque giorni della sospensione degli attacchi contro l’ambasciata statunitense a Baghdad. La decisione fa seguito a tre raid aerei subiti nella notte tra domenica e lunedì da posizioni del gruppo nella zona di Jorf al-Sakhr, area di sua principale presenza e dove insistono anche sue brigate integrate nelle forze del Hashd al-Shaabi (Mobilitazione Popolare). Un portavoce delle Kataib ha confermato alla tv al Arabiya che i colpi di ieri sera erano diretti specificamente contro il gruppo. La milizia ha però smentito qualsiasi coinvolgimento in un attacco con drone che ha colpito la sede dei servizi di intelligence iracheni a Baghdad.

Nel comunicato odierno le Kataib Hezbollah hanno precisato che prolungheranno la “tregua” di cinque giorni inizialmente annunciata giovedì scorso, ma hanno lanciato un avvertimento: “Tratteremo con le violazioni del nemico e informeremo il mediatore sul meccanismo di risposta a tali violazioni, incluse quelle avvenute nella periferia sud di Beirut”. Il cessate il fuoco temporaneo era stato deciso con precise condizioni: stop israeliano allo sfollamento e ai bombardamenti sulla Dahiyeh (periferia sud di Beirut), impegno a non colpire zone residenziali a Baghdad e nelle altre province irachene, ritiro degli elementi della Cia dalle loro postazioni operative e confinamento all’interno del compound dell’ambasciata. La milizia aveva avvertito sin dall’inizio che in caso di mancato rispetto degli impegni il “risposta sarà diretta e concentrata, con un aumento dell’intensità degli attacchi” al termine del periodo di sospensione. La mossa arriva in un contesto di forte escalation regionale, con le milizie irachene alleate di Teheran che hanno intensificato le operazioni contro obiettivi statunitensi in rappresaglia alle azioni militari Usa-Israele in corso.

ARABIA SAUDITA, INTERCETTATI MISSILI BALISTICI SU RIAD

La Difesa saudita ha annunciato oggi l’intercettazione di missili balistici diretti verso la regione di Riad e di diversi droni nella Provincia Orientale, nel contesto della guerra in corso tra Stati Uniti-Israele e Iran, entrata nel suo ventiquattresimo giorno. Secondo il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa di Riad, il generale di brigata Turki al-Malki, due missili balistici sono stati lanciati verso la capitale: uno è stato intercettato con successo dalle difese aeree, mentre il secondo è caduto in un’area disabitata senza causare danni o vittime. Nella Provincia Orientale, ricca di installazioni petrolifere e infrastrutture critiche, è stata intercettata e distrutta una ulteriore dron (UAV), dopo che nei giorni precedenti ne erano stati neutralizzati numerosi altri (fino a 15 o più in alcune notti recenti, secondo fonti ufficiali).

Sempre nella notte tra domenica e lunedì, una dron è stata abbattuta anche nella regione di confine settentrionale. Parallelamente, le autorità di Abu Dhabi hanno riferito di aver gestito le conseguenze di un’intercettazione riuscita di un missile balistico: frammenti caduti nella zona di Al-Shawamikh hanno provocato ferite lievi a un cittadino indiano, senza gravi danni materiali. Questi attacchi arrivano in rappresaglia alle migliaia di raid aerei condotti da Israele e Stati Uniti su territorio iraniano a partire dal 28 febbraio, quando ha avuto inizio l’offensiva congiunta che ha portato all’eliminazione del leader supremo iraniano Ali Khamenei e di numerosi alti comandanti militari e politici. Le operazioni hanno colpito siti missilistici, piattaforme di lancio, basi e navi iraniane.

Teheran ha risposto lanciando centinaia di missili e droni contro Israele e, in misura crescente, verso le basi statunitensi nella regione e contro paesi del Golfo, accusati di ospitare forze americane. La maggior parte di questi vettori è stata però neutralizzata dalle difese aeree saudite, emiratine e di altri stati del Golfo, limitando i danni a zone non popolate o a frammenti di intercettazione. La escalation continua a minacciare la stabilità regionale, con particolare rischio per le infrastrutture energetiche e la navigazione nello Stretto di Hormuz.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).