ROMA (ITALPRESS) – “Sul Mercosur abbiamo lavorato perché l’accordo non fosse quello di un anno fa, che era privo, a nostro avviso, dei requisiti fondamentali. Per me la reciprocità resta un elemento importantissimo. Annunceremo anche una serie di misure a livello nazionale che adotteremo insieme ai nostri Carabinieri del Cufa, insieme all’ispettorato del controllo qualità e repressione frodi, insieme a tutta la cabina di regia perché in Italia non entrino merci che non corrispondano ai requisiti necessari per garantire il sistema”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione della 117^ Fieragricola International Agricoltural Technologies Show. “Dal punto di vista del Mercosur però ci siamo assunti una responsabilità importante: quella di modificarlo e di rendere più competitive le nostre aziende garantendo una PAC (Politica Agricola Comune) che mettesse più risorse. Dimostreremo, numeri alla mano, che il nostro sistema viene intaccato in maniera molto marginale sui settori che invece impattano di più, quello delle carni rosse, noi siamo deficitari per il 53%, già importiamo dal Sudamerica carni, quindi non cambia da questo punto di vista, se non a vantaggio delle imprese che oggi importano, con un rafforzamento del sistema Italia”, ha aggiunto.
Per il ministro Lollobrigida sono “legittime le proteste, quelle che vengono svolte in maniera democratica e non violenta, legittime le posizioni che assumeranno i parlamenti, ma noi siamo convinti che il Mercosur, complessivamente, sia un buon affare per il sistema Europa e per una nazione esportatrice come l’Italia. Continueremo a lavorare per avere regole che garantiscano la competitività del nostro settore primario. Mi sembra oggettivo che l’Italia sul settore primario, sul settore agricolo, con questo governo, abbia fatto più di ogni altro governo in precedenza, non solo per risorse finanziarie (superando ampiamente i 15 miliardi, nessun altro governo era stato nemmeno vicino a questi livelli di stanziamento) e dall’altra parte, anche oltre le vicende di natura finanziaria, rimettendo al centro l’agricoltura come custode del territorio – ha concluso -, non agricoltore contro l’ambiente, ma agricoltore primo protettore dell’ambiente”.
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