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Media Usa “Trump verso il no all’ultima proposta negoziale di Teheran”. I Paesi del Golfo convocano una riunione d’emergenza

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump ha lasciato intendere che difficilmente accetterà l’ultima proposta iraniana per porre fine alla guerra, dopo che Teheran ha proposto un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, rimandando però le questioni relative al programma nucleare a negoziati successivi. Lo fa sapere la “CNN”, spiegando che il presidente degli Stati Uniti ha espresso il suo punto di vista durante un incontro con alti funzionari della sicurezza nazionale, in cui si è discusso appunto della situazione iraniana. Una delle fonti ha sottolineato che Trump “difficilmente accetterà il piano trasmesso agli Stati Uniti nei giorni scorsi”.

“Si tratta di delicate discussioni diplomatiche e gli Stati Uniti non negozieranno attraverso la stampa – ha detto la portavoce della Casa Bianca Olivia Wales alla CNN -. Come ha affermato il Presidente, gli Stati Uniti hanno il coltello dalla parte del manico e raggiungeranno un accordo solo se questo metterà al primo posto il popolo americano, impedendo all’Iran di dotarsi di armi nucleari”.

IRAN “USA NON IN GRADO DI DETTARE PROPRIA POLITICA”

L’Iran ha affermato che gli Stati Uniti non sono più nella posizione di “dettare” la propria politica ad altre nazioni, mentre Washington valuta una nuova proposta di Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaei-Nik, citato dalla televisione di Stato. “Gli Stati Uniti non sono più in grado di imporre la loro politica alle nazioni indipendenti”, ha detto Talaei-Nik, aggiungendo che Washington deve “accettare di abbandonare le sue richieste illegali e irragionevoli”. La dichiarazione arriva mentre l’amministrazione americana sta esaminando una proposta avanzata da Teheran che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio del rinvio dei colloqui sul programma nucleare iraniano a una fase successiva.

CONVOCATA RIUNIONE D’EMERGENZA A JEDDAH DEI PAESI DEL GOLFO

É stata convocata per oggi a Jeddah una riunione consultiva straordinaria dei leader del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Lo ha riferito il corrispondente di Al Arabiya, precisando che la summit di emergenza si svolge nella città saudita che si affaccia sul Mar Rosso. Al momento non sono stati ancora diffusi dettagli ufficiali sull’agenda della riunione né l’elenco completo dei partecipanti.

Fonti diplomatiche indicano tuttavia che i vertici del Golfo stanno discutendo gli ultimi sviluppi regionali, in particolare la situazione in Iran, le tensioni nel Golfo e gli sforzi per stabilizzare la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz. La convocazione di una riunione consultiva straordinaria a Jeddah riflette la crescente preoccupazione dei Paesi del Golfo per le ripercussioni degli scontri tra Iran, Israele e Stati Uniti sulla stabilità della regione.

ARABIA SAUDITA, SICUREZZA HORMUZ RESPONSABILITÀ COLLETTIVA

L’Arabia Saudita ha ribadito che la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz rappresenta una priorità collettiva internazionale, sottolineando la necessità di proteggere le rotte vitali per il trasporto di energia, cibo e medicinali. In un intervento davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU questa mattina, l’ambasciatore saudita presso le Nazioni Unite, Abdulaziz al-Wasel, ha dichiarato che il mondo sta assistendo a un “conflitto senza precedenti” intorno allo Stretto di Hormuz, arteria strategica non solo per i Paesi del Golfo ma per l’intera economia globale. “Qualsiasi minaccia alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz influisce direttamente sulla stabilità dei mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento mondiali e sulla sicurezza economica internazionale”, ha affermato al-Wasel.

Il diplomatico saudita ha rinnovato l’appello al Consiglio di Sicurezza affinché condanni esplicitamente gli attacchi iraniani subiti dall’Arabia Saudita dall’inizio della crisi fino all’accordo di cessate-il-fuoco. Ha inoltre chiesto di ribadire il rispetto della sovranità degli Stati, il divieto dell’uso della forza o della minaccia di farvi ricorso, e il principio di buon vicinato. Al-Wasel ha espresso rammarico per il mancato passaggio di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione nello Stretto di Hormuz, sottolineando che ogni minaccia alla libertà di navigazione costituisce un pericolo per la pace e la sicurezza internazionali.

La delegazione saudita ha rinnovato la ferma condanna di ogni azione o minaccia iraniana volta a ostacolare la navigazione internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz o a mettere in pericolo la sicurezza marittima nel Bab el-Mandeb, chiedendo che il passaggio rimanga aperto e sicuro in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

ARAGHCHI APPREZZA IL RUOLO DI MOSCA SU CRISI GOLFO

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha espresso apprezzamento per il sostegno della Russia agli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti. Dopo l’incontro di ieri con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, Araghchi ha accolto positivamente il ritorno di Mosca alle iniziative diplomatiche per raggiungere un cessate-il-fuoco duraturo. In un post pubblicato oggi sul suo account X, il capo della diplomazia iraniana ha sottolineato la solidità delle relazioni bilaterali e ha affermato che gli ultimi eventi hanno dimostrato la profondità della partnership strategica tra Teheran e Mosca. A suscitare particolare attenzione tra analisti e osservatori è stata però la presenza di un “ospite inatteso” al vertice: secondo fonti russe e iraniane, al colloquio avrebbe partecipato anche il generale Igor Kostyukov, capo dell’intelligence militare russa (GRU).

L’analista iraniano Hamid Reza Azizi, fellow presso il German Institute for International and Security Affairs (SWP) di Berlino, ha ipotizzato al giornale al Arabiya che il meeting non si sia limitato alla discussione sul possibile accordo per porre fine alle ostilità o sul dossier nucleare, ma potrebbe aver incluso anche uno scambio di informazioni sensibili. In particolare, si sarebbe parlato di movimenti e piani delle forze americane nella regione, nonché della possibilità di una nuova escalation del conflitto. Nelle scorse ore il Consiglio di Sicurezza russo aveva diffuso un comunicato in cui metteva in guardia sul rischio che Stati Uniti e Israele possano sfruttare la tregua attuale per riorganizzarsi e prepararsi a una nuova fase di ostilità contro l’Iran.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).