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L’Iran attacca in Qatar, missili e incendi su impianti GNL. Trump avvisa Teheran “Se accadrà di nuovo, distruggeremo South Pars”

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – La società statale QatarEnergy ha annunciato che diversi impianti per il gas naturale liquefatto (GNL) nella città industriale di Ras Laffan sono stati colpiti da attacchi missilistici nelle prime ore di giovedì, causando incendi di notevoli dimensioni e ulteriori danni gravi. In un comunicato ufficiale, QatarEnergy ha precisato che “diverse strutture per il GNL sono state oggetto di attacchi missilistici, provocando incendi consistenti e ulteriori danni estesi”. L’azienda ha aggiunto che le squadre di emergenza sono state immediatamente dispiegate per contenere i danni e che non si registrano feriti o vittime a seguito degli attacchi. L’incidente segue di poche ore un precedente attacco missilistico iraniano avvenuto mercoledì 18 marzo sulla stessa area di Ras Laffan, che aveva già provocato danni gravi a un impianto di conversione gas-liquidi (Pearl GTL) e incendi parzialmente sotto controllo.

Il ministero dell’Interno qatariota ha confermato che tutti i focolai incendiari nella zona sono stati domati e che non vi sono stati feriti. QatarEnergy ha sottolineato che il personale è al sicuro e che tutte le persone presenti sono state contate. Gli attacchi, attribuiti a Teheran in rappresaglia agli strike Usa-israeliani, avvengono nel contesto dell’escalation regionale e colpiscono uno dei principali hub mondiali per l’esportazione di GNL, dove QatarEnergy gestisce circa un quinto della capacità globale prima della sospensione della produzione per ragioni di sicurezza. Le quotazioni del gas e del petrolio hanno registrato rialzi immediati sui mercati internazionali in reazione alla notizia.

TRUMP “GRAVI CONSEGUENZE SE L’IRAN ATTACCHERA’ DI NUOVO IL QATAR”

“Israele, spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente, ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell’intero impianto è stata colpita. Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, né aveva idea che sarebbe accaduto. L’Iran non era a conoscenza di questo, né di alcun altro fatto rilevante relativo all’attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell’impianto di gas naturale liquefatto del Qatar. Israele non effettuerà ulteriori attacchi contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l’Iran non decida imprudentemente di attaccare un paese innocente, in questo caso il Qatar. In tal caso, gli Stati Uniti d’America, con o senza l’aiuto o il consenso di Israele, faranno esplodere l’intero giacimento con una potenza e una forza che l’Iran non ha mai visto prima”. Lo scrive sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell’Iran, ma se il deposito di GNL del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo”, ha aggiunto Trump.

IL PARLAMENTO IRANIANO STUDIA LEGGE PER PEDAGGI NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ

L’agenzia Isna ha riferito che il Parlamento della Repubblica Islamica sta esaminando un progetto di legge che introdurrebbe l’obbligo di pagamento di pedaggi o “tariffe di transito” per tutte le navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti parlamentari citate da Isna, la proposta – presentata da un gruppo di deputati conservatori e affiliati alle Guardie Rivoluzionarie – mira a “recuperare i costi di sicurezza e manutenzione” del passaggio marittimo strategico, definendolo “un canale naturale iraniano” soggetto a sovranità nazionale. Il testo in discussione prevede tariffe differenziate in base al tonnellaggio, al tipo di carico e alla nazionalità della bandiera, con esenzioni possibili solo per navi iraniane o di Paesi “amici”. L’iniziativa legislativa, se approvata, rappresenterebbe un’escalation economica senza precedenti: finora l’Iran ha applicato solo controlli di sicurezza e ispezioni sporadiche, ma mai tariffe sistematiche.

UCCISO RAPPRESENTANTE STATO MAGGIORE FORZE ARMATE PRESSO I BASIJ

I media iraniani riportano la notizia dell’assassinio di Afshin Naghshbandi, descritto come rappresentante dello Stato maggiore generale delle forze armate iraniane presso l’organizzazione paramilitare Basij, parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Secondo fonti giornalistiche iraniane citate da Al Arabiya, Naghshbandi sarebbe stato eliminato in un’operazione mirata. Naghshbandi ricopriva un ruolo di collegamento tra lo Stato maggiore delle forze armate e il vasto apparato del Basij, milizia di massa che conta milioni di affiliati e svolge funzioni di sicurezza interna, supporto alle operazioni militari e repressione delle proteste. La sua eliminazione, se confermata, rappresenterebbe un duro colpo alla catena di comando del Basij in un momento di massima tensione interna ed esterna per la Repubblica Islamica.

SEI ATTACCHI MISSILISTICI DALL’IRAN IN ISRAELE DOPO MEZZANOTTE 

Dopo la mezzanotte, l’Iran ha lanciato su Israele sei attacchi con missili balistici che hanno fatto scattare le sirene d’allerta per andare nei rifugi nel nord del Paese. I servizi sanitari non hanno riscontrato vittime, ma sono state trattate delle persone ferite mentre si recavano nei rifugi. Nella serata di ieri, i missili con testata a grappolo lanciati dall’Iran hanno provocato la morte di un lavoratore straniero nel centro di Israele e di quattro donne palestinesi vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).