ASTANA (KAZAKISTAN) (ITALPRESS) – Il Kazakistan ha inaugurato una nuova fase della propria vita istituzionale con le prime elezioni del Kurultai, il nuovo Parlamento unicamerale introdotto dalla Costituzione approvata nel referendum dello scorso marzo. I risultati del voto di ieri, diffusi dalla Commissione elettorale centrale, sono al momento preliminari, poiché devono ancora essere completate le procedure di scrutinio e validazione: i risultati definitivi sono attesi entro il 30 agosto.
Nei dati provvisori, Adilet ha ottenuto il 71,17% dei voti, staccando nettamente le altre forze politiche. Come riferisce il quotidiano Astana Times, Auyl ha raccolto il 6,26%, Respublica il 5,56%, Ak Zhol il 5,21% e il Partito socialdemocratico nazionale il 5,11%: cinque partiti hanno quindi superato la soglia del 5% necessaria per entrare nel nuovo Parlamento. Adilet è una nuova formazione politica, fondata nel maggio 2026, che si presenta come forza impegnata nella costruzione di un Kazakistan fondato su giustizia, ordine, responsabilità e sviluppo.
Il partito ha assunto un ruolo centrale nel nuovo panorama politico dopo la decisione di Amanat, la principale forza parlamentare del precedente sistema, di confluire in Adilet nel giugno scorso. Nel 2023, alle ultime elezioni della Majilis (la Camera bassa del Parlamento kazako nel precedente sistema bicamerale), Amanat aveva ottenuto il 53,9% dei voti espressi sulle liste di partito e 40 seggi attraverso il sistema proporzionale, ai quali si erano aggiunti 22 deputati eletti nei collegi uninominali, per un totale di 62 seggi sui 98 della Camera bassa.
Il risultato provvisorio di domenica segnala quindi una crescita significativa del consenso per la principale formazione politica del nuovo Parlamento. Il presidente Kassym-Jomart Tokayev non appartiene formalmente ad Adilet. La Costituzione kazaka stabilisce infatti che il presidente, durante il proprio mandato, non possa essere membro di un partito politico. Adilet sostiene tuttavia il percorso di riforme promosso dalla presidenza.
In occasione della chiusura del precedente Parlamento bicamerale, come riferisce Astana Times, Tokayev aveva definito il nuovo Kurultai un simbolo della nuova fase politica del Paese e aveva sottolineato l’importanza del lavoro dei nuovi deputati nel processo di riforma.
L’affluenza alle urne di ieri si è attestata, secondo i dati preliminari della Commissione elettorale centrale, al 74,19%, con 9.352.151 cittadini che hanno ricevuto la scheda elettorale su 12.605.788 iscritti. La partecipazione è rimasta quindi elevata e sostanzialmente in linea con quella registrata pochi mesi prima nel referendum costituzionale: il 15 marzo aveva votato il 73,12% degli aventi diritto. Proprio il referendum rappresenta la chiave per comprendere il significato delle elezioni di domenica. Il 15 marzo il nuovo testo costituzionale era stato approvato con l’87,15% dei voti, su un’affluenza del 73,12%.
Secondo i dati ufficiali della Commissione elettorale, 7.954.667 cittadini avevano votato a favore della riforma. La nuova Costituzione è entrata in vigore il 1° luglio e ha sostituito il precedente Parlamento bicamerale, formato da Senato e Majilis, con un’unica assemblea di 145 deputati, il Kurultai.
Il voto del 23 agosto rappresenta dunque il passaggio successivo e concreto di un processo iniziato con la consultazione popolare di marzo. Come aveva sottolineato Tokayev, il nuovo Parlamento costituisce una delle principali espressioni della fase di modernizzazione politica avviata nel Paese. Il risultato, ancora provvisorio, consegna al Kazakistan un Parlamento rinnovato nella struttura, con Adilet nettamente in testa e altre quattro forze politiche oltre la soglia di rappresentanza.
Il voto di domenica rappresenta così il primo passaggio elettorale della nuova architettura istituzionale approvata dai cittadini con il referendum di marzo e apre una nuova fase del processo di riforma del Kazakistan.
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