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Iran, Mojtaba Khamenei ferito ma in buone condizioni. Teheran lancia un potente attacco contro Israele: “Siamo solo all’inizio”

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Mojtaba Khamenei, figlio del leader supremo iraniano Ali Khamenei, indicato come nuova guida suprema iraniana, sarebbe rimasto ferito nel corso delle recenti operazioni belliche, ma le sue condizioni sono buone e non è in pericolo di vita. Lo riporta l’emittente al Arabiya. La notizia, rilanciata in breaking dalla rete, non ha ancora ricevuto conferma ufficiale né da Teheran né da fonti vicine alla Guida Suprema della Repubblica Islamica. Mojtaba Khamenei è da tempo considerato una figura di grande influenza all’interno del sistema di potere iraniano e spesso indicato come possibile successore del padre. L’informazione emerge mentre il conflitto tra Iran e Israele entra nella fase più intensa, con continui lanci di missili, droni e attacchi mirati che hanno già causato vittime anche tra personalità di alto livello. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle modalità dell’incidente, sul tipo di ferita subita né sul luogo in cui sarebbe avvenuto. Le autorità iraniane non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla notizia.

INTENSI SORVOLI DI CACCIA SUI CIELI DI TEHERAN

Media iraniani riferiscono di intensi sorvoli di aerei da combattimento nei cieli di Teheran, accompagnati da raid aerei su diverse aree a ovest e a est della capitale. Secondo fonti locali, si sono udite potenti esplosioni in vari punti della città, in un contesto di escalation continua nel conflitto in corso. Le segnalazioni, diffuse da agenzie e canali iraniani, indicano che i velivoli militari – presumibilmente appartenenti alle forze USA e israeliane – hanno condotto operazioni di bombardamento mirato su zone occidentali e orientali della metropoli, con boati di detonazioni che hanno riecheggiato in diverse parti di Teheran. La situazione resta fluida e altamente tesa, con le difese aeree iraniane in allerta e possibili ulteriori sviluppi nelle prossime ore. Le autorità locali non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale di vittime o danni, mentre proseguono le operazioni militari nel quadro del conflitto regionale.

NELLA NOTTE QUATTRO ONDATE DI ATTACCHI DALL’IRAN VERSO ISRAELE

Dopo la mezzanotte, dall’Iran sono stati lanciati quattro attacchi con missili balistici che hanno fatto attivare le sirene nel nord e nel centro di Israele, oltre che in alcune zone della Cisgiordania settentrionale. I missili sono stati intercettati dai sistemi di difesa e non ci sono state vittime né feriti, secondo i servizi sanitari. Nei giorni scorsi, dall’Iran non erano stati lanciati missili nella notte. Circa la metà dei missili lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra verso Israele sono dotati di testate a grappolo. Lo riporta Ynet citando fonti della sicurezza all’indomani della morte di due operai rimasti uccisi in un cantiere edile a Yehud a causa di un attacco missilistico di questo tipo.

“Questa è una bomba che può causare danni ingenti. Il rispetto delle istruzioni è importante. Non si tratta di centinaia di chilogrammi di esplosivo, ma si diffonde su una gittata di circa 10 chilometri e richiede una maggiore responsabilità da parte dei civili. Uccide. Intercettare i detriti dei missili normali e anche di quelli di grandi dimensioni è letale”, hanno affermato le fonti.

Il premier israeliano Benjamin “Netanyahu non vuole far vedere come le potenti forze armate iraniane stanno punendo Israele per la sua aggressione” e “siamo solo all’inizio”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui gli attacchi iraniani hanno provocato “distruzione totale causata dai nostri missili, leader in preda al panico e difese aeree allo sbando”.

PEZESHKIAN “NON CERCHIAMO CONFLITTI CON PAESI VICINI”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito oggi che l’Iran non cerca conflitti nella regione né con i Paesi vicini, sottolineando la volontà di mantenere relazioni fraterne e collaborative con i vicini del Golfo e del Medio Oriente. In dichiarazioni rilanciate da fonti ufficiali e media regionali, Pezeshkian ha affermato: “Non vogliamo uno scontro nella regione o con i Paesi limitrofi. Siamo fratelli e dobbiamo lavorare insieme per garantire sicurezza e pace”. Ha inoltre chiarito che Teheran non intende provocare tensioni con i vicini, ma si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi aggressione. Parallelamente, il presidente ha definito legittimo il diritto dell’Iran di colpire obiettivi americani nella regione, in quanto basi e installazioni statunitensi vengono considerate fonti di aggressione contro il territorio iraniano. “Non abbiamo attaccato Paesi amici o vicini – ha precisato – ma abbiamo mirato esclusivamente a basi, strutture e installazioni militari americane nella regione, come nostro diritto di autodifesa”.

Pezeshkian ha poi precisato che le operazioni difensive iraniane proseguiranno contro qualsiasi fonte di attacco proveniente dagli Stati Uniti o da Israele, ma ha escluso nuove azioni contro i Paesi vicini a meno che non vengano utilizzate le loro terre o spazi aerei per colpire l’Iran. Le dichiarazioni arrivano in un contesto di escalation regionale, dopo una serie di attacchi e controattacchi che hanno coinvolto basi americane e infrastrutture in vari Paesi del Golfo. Il presidente ha accusato “il nemico” di distorcere le sue parole per seminare divisioni tra i Paesi islamici e i vicini. “Non cerchiamo la guerra con nessuno – ha concluso Pezeshkian – ma difenderemo la nostra terra con ogni mezzo legittimo fino all’ultimo”.

LIBANO, ATTACCHI A BEIRUT SUD CONTRO DEPOSITI ARMI HEZBOLLAH

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver completato gli attacchi contro i depositi di armi di Hezbollah nel sobborgo meridionale di Dahiyeh a Beirut. L’esercito ha anche annunciato oggi di aver colpito ieri un quartier generale di Hezbollah nella regione di Tiro, nel Libano meridionale.

STRETTO HORMUZ, UKMTO “NAVE COLPITA DA PROIETTILE, EQUIPAGGIO EVACUATO”

Una nave è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio a bordo. Lo riferisce l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, aggiungendo che la nave ha richiesto assistenza e l’equipaggio è stato evacuato. L’incidente è avvenuto a circa 11 miglia nautiche a nord dell’Oman.

IRAQ, 8 DRONI COLPISCONO POSTAZIONI PARTITO CURDO A SULAYMANIYAH

Almeno otto droni hanno colpito nella notte posizioni del partito d’opposizione curdo-iraniano Komala nella provincia di Sulaymaniyah, nell’Iraqi Kurdistan. Lo riferisce l’emittente al Jazeera. L’attacco ha provocato almeno un morto e diversi feriti, secondo le prime conferme diffuse da testimoni, portavoce del partito e media locali. I raid, condotti con ondate multiple di droni, hanno interessato principalmente basi e campi di Komala nelle zone montuose intorno a Dukan (incluso il campo di Sûrdas e l’area di Zargwezala/Zirgwez), considerate roccaforti della resistenza armata curda contro il regime di Teheran. Tra le vittime confermate figura un peshmerga del partito, identificato in alcuni rapporti come Ismail Rahimi (Ako), originario di Saqqez.

L’azione si inserisce nel contesto delle crescenti rappresaglie iraniane contro i gruppi curdi di opposizione ospitati in territorio iracheno. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha più volte rivendicato operazioni analoghe, accusando Komala, PDKI, PAK e altre formazioni di condurre attività “separatiste e terroristiche” all’interno dell’Iran con il supporto logistico del Kurdistan iracheno. Nelle ultime settimane la regione autonoma del Kurdistan ha subito centinaia di attacchi con droni e missilida parte iraniana e di milizie alleate, con danni a infrastrutture civili, basi militari statunitensi e sedi di partiti curdi-iraniani. Le autorità curde hanno definito gli strike “atti terroristici indiscriminati”, mentre l’Alleanza delle forze politiche curde iraniane in esilio ha accusato Teheran di voler esportare instabilità e seminare terrore oltre confine. Video amatoriali circolati sui social mostrano esplosioni, incendi e tentativi di difesa antiaerea nella periferia di Sulaymaniyah, con sirene antiaeree che hanno risuonato in diverse città della provincia. Non è ancora chiaro se tutti i droni siano stati intercettati o se alcuni abbiano raggiunto gli obiettivi con impatti diretti. L’episodio rischia di aggravare ulteriormente le tensioni regionali, con il governo regionale del Kurdistan (KRG) sempre più schiacciato tra le pressioni iraniane per smantellare le basi dei gruppi anti-Teheran e l’impossibilità politica di cedere a tali richieste senza perdere credibilità interna.

UDITE FORTI ESPLOSIONI SUI CIELI DI DUBAI E DOHA

Un forte boato frutto di una esplosione é stato udito nei cieli di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, mentre analoghe detonazioni sono state segnalate anche sopra la capitale qatariota Doha in Qatar. Secondo le prime informazioni diffuse dalla Tv al Arabiya, il rumore percepito a Dubai sarebbe associato a un’esplosione in quota, senza che al momento siano stati forniti dettagli su possibili cause, quali intercettazioni aeree, test militari o eventi ostili. Contemporaneamente, residenti e testimoni a Doha hanno riportato rumori di esplosioni multiple nei cieli della città, in un contesto di crescenti tensioni regionali che coinvolgono più paesi del Golfo. Non risultano al momento comunicazioni ufficiali da parte delle autorità emiratine o qatariote su eventuali danni, vittime o natura degli eventi. Le difese aeree dei due Paesi sono in stato di allerta, mentre proseguono le verifiche per chiarire l’origine dei boati. La situazione resta in evoluzione e sotto stretto monitoraggio, in un quadro di instabilità che interessa l’intera area del Golfo Persico.

QATAR, INVITO A RIMANERE IN CASA PER MINACCIA ALLA SICUREZZA

Il Ministero dell’Interno del Qatar ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini e residenti affinché rimangano nelle proprie abitazioni a causa di un elevato livello di minaccia alla sicurezzasul territorio nazionale. Lo riporta la tv al Arabiya. Il comunicato ufficiale, diffuso attraverso i canali governativi, invita la popolazione a rispettare scrupolosamente le istruzioni di sicurezza emanate dalle autorità in questo momento di particolare tensione. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sulle cause che hanno determinato l’innalzamento del livello di allerta né su eventuali minacce concrete in atto. Le forze di sicurezza qatariote hanno comunque assicurato che sono state attivate tutte le misure necessarie per garantire la protezione della popolazione.

ERDOGAN “STOP A GUERRA PRIMA CHE TRAVOLGA IL MEDIO ORIENTE”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto la fine della guerra in Medio Oriente “prima che peggiori e travolga completamente la regione” e ha esortato a “dare una possibilità alla diplomazia”. Durante un intervento davanti al suo gruppo parlamentare, Erdogan ha aggiunto che la Turchia “continuando pazientemente i nostri sforzi per riportare le parti al tavolo dei negoziati”. “Siamo tutti consapevoli che se questa guerra insensata, anarchica e illegale continua, le perdite umane e materiali peggioreranno e il costo per l’economia globale non farà che aumentare”, ha aggiunto. Infine, Erdogan ha affermato che “come popoli della regione, non dobbiamo permettere che un conflitto di cui siamo già vittime ci infligga ulteriori sofferenze”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).