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Iran, il presidente Pezeshkian ordina di perseguire i negoziati con gli Stati Uniti

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dato istruzioni al ministro degli Esteri Abbas Araqchi di perseguire negoziati “equi e bilanciati” con gli Stati Uniti, a condizione che si crei un ambiente appropriato, libero da minacce e da aspettative irragionevoli. In un post pubblicato oggi su X, Pezeshkian ha dichiarato: “Ho incaricato il nostro ministro degli Esteri, a condizione che esista un ambiente adatto, privo di minacce e di pretese irragionevoli, di perseguire negoziati equi e bilanciati, guidati dai principi di dignità, saggezza e interesse nazionale”. Il presidente ha precisato che questa decisione è stata presa “alla luce delle richieste di governi amici nella regione di rispondere alla proposta del presidente statunitense per avviare negoziati”.

Si tratta della prima indicazione chiara da parte di Teheran di una possibile partecipazione a colloqui, che potrebbero essere organizzati sotto la mediazione turca a Istanbul venerdì prossimo. Alcune agenzie iraniane ufficiali avevano diffuso ieri la notizia di un ordine di Pezeshkian ad Araqchi per avviare i negoziati con gli Stati Uniti, ma il dispaccio è stato successivamente ritirato senza spiegazioni.

Nel frattempo, il ministero degli Esteri russo ha definito oggi le proposte americane a Teheran come “ultimatum finali”. Funzionari iraniani e americani hanno confermato ieri che i colloqui sul nucleare riprenderanno venerdì in Turchia. Il presidente Donald Trump ha avvertito che “cose brutte” potrebbero accadere se non si raggiungerà un accordo, menzionando l’invio di grandi navi da guerra americane verso l’Iran. L’incontro dovrebbe vedere il coinvolgimento dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e del ministro degli Esteri iraniano Araqchi a Istanbul, con l’obiettivo di rilanciare la diplomazia sul programma nucleare iraniano e scongiurare il rischio di una nuova guerra regionale. Secondo l’agenzia Reuters, parteciperanno anche rappresentanti di paesi come Arabia Saudita ed Egitto. La mossa arriva in un contesto di crescenti tensioni tra i due paesi, aggravate dal dispiegamento militare statunitense nel Golfo, a seguito di quanto Washington definisce “repressione violenta delle proteste antigovernative” del mese scorso in Iran, le più gravi dall’epoca della rivoluzione del 1979. Trump ha chiesto a Teheran concessioni significative sul programma nucleare, oltre a limitazioni sul programma missilistico balistico.

SHAMKHANI “ESCLUSO IL TRASFERIMENTO DELL’URANIO ARRICCHITO ALL’ESTERO”

L’Iran non ha intenzione di trasferire le sue scorte di uranio arricchito all’estero. Lo ha dichiarato Ali Shamkhani, alto funzionario del Consiglio supremo di Difesa nazionale e consigliere politico della guida suprema, Ali Khamenei, in un’intervista all’emittente libanese Al-Mayadeen, Shamkhani. “Non c’è motivo di spostare il materiale immagazzinato fuori dall’Iran”, ha detto in risposta alle proposte avanzate all’Iran nell’ambito dei negoziati sul nucleare, suggerendo la Russia come opzione a tal fine. Shamkhani ha ribadito che il programma nucleare iraniano è “pacifico e rientra nelle capacità locali”, aggiungendo che “l’arricchimento al 60% può essere ridotto al 20% se sono preoccupati, ma devono offrire qualcosa in cambio”. Riguardo ai colloqui con gli Stati Uniti, Shamkhani ha affermato che l’Iran “ha ripetutamente confermato e dimostrato la sua disponibilità a negoziati concreti esclusivamente con gli Stati Uniti, e non con nessun altro”.

Il funzionario iraniano non ha risparmiato critiche al l ruolo dell’Europa, che ha “praticamente dimostrato di non poter fare nulla, dopo il ritiro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall’accordo sul nucleare nel 2018, e anche durante i negoziati prima della guerra dello scorso giugno”. Riguardo alle condizioni dei colloqui, Shamkhani ha affermato che questi dovrebbero svolgersi “lontano da atmosfere di minaccia e strumenti di coercizione” e che entrambe le parti dovrebbero “sedersi al tavolo delle trattative da pari a pari, avviare negoziati bilaterali basati sul raggiungimento di una comprensione reciproca ed evitare richieste illogiche e irragionevoli”. Secondo indiscrezioni pubblicate dalla testa Axios, venerdì si incontreranno a Istanbul l’inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, per riavviare i colloqui sul nucleare ripresi ad aprile 2025 e interrati a giugno con la guerra dei 12 giorni.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).