TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato ufficialmente l’avvio di un’operazione di terra mirata nel Libano meridionale. “Le forze della Divisione 91 hanno avviato nei giorni scorsi un’operazione di terra mirata, con l’obiettivo di colpire obiettivi chiave nel Libano meridionale per ampliare la zona di difesa avanzata. Questa operazione rientra nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per gli abitanti del nord”, si legge nella dichiarazione. “Le Idf continueranno ad agire con la forza contro Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”.
Il Libano meridionale ha vissuto una notte particolarmente violenta tra domenica e lunedì, caratterizzata da una serie di raid aerei israeliani e intensi bombardamenti di artiglieria contro numerose città e villaggi. Lo riferiscono i media libanesi. Tre persone, tra cui due paramedici, sono rimaste uccise questa mattina in un attacco israeliano contro un’ambulanza appartenente al Comitato medico islamico (l’associazione dei paramedici di Hezbollah) a Kfar Sir, nel distretto di Nabatiyeh, nel sud del Libano. Secondo gli ultimi dati disponibili domenica sera, i raid israeliani in Libano hanno causato almeno 850 morti e 2.105 feriti dall’inizio della guerra.
ATTACCHI SIMULTANEI SU TEHERAN, SHIRAZ E TABRIZ
L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una vasta ondata di attacchi simultanei contro le infrastrutture terroristiche del regime iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz. Lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane. In precedenza, i media iraniani hanno riportato notizie su esplosioni a Teheran e Shiraz.
IRAN MINACCIA PORTAEREI GERALD FORD
I centri logistici e di servizio che consentono alla portaerei USS Gerald Ford di rimanere operativa sono considerati obiettivi dall’Iran. Lo ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del comando unificato delle forze armate iraniane Khatam al-Anbiya. “La portaerei Gerald Ford nel Mar Rosso rappresenta una minaccia per l’Iran. Di conseguenza, i centri logistici e di servizio del gruppo d’attacco della USS Ford sono considerati obiettivi”, ha affermato Zolfaqari in un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars. Il gruppo d’attacco della portaerei Ford opera attualmente nel Mar Rosso a supporto dell’Operazione Epic Fury, l’operazione congiunta israelo-americana contro l’Iran.
LANCIATI MISSILI DALL’IRAN IN ISRAELE, SIRENE NEL CENTRO
Un lancio di missili balistici dall’Iran ha fatto attivare le sirene d’allarme nel centro di Israele e in parti della Cisgiordania. I detriti della difesa antimissile sono caduti nel centro di Israele, ma non ci sono vittime. Secondo i media israeliani, nell’ultimo attacco sarebbero state usate testate a grappolo che hanno distrutto una casa nel centro di Israele. Si tratta del secondo attacco dall’Iran dopo la mezzanotte.
IDF “DISTRUTTO L’AEREO DI KHAMENEI”
L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto durante la notte, con un attacco mirato, l’aereo della defunta guida suprema iraniana Ali Khamenei nell’aeroporto di Mehrabad, a Teheran. Lo ha annunciato un portavoce delle Forze di difesa israeliane, aggiungendo che “l’aereo veniva utilizzato dal leader del regime terroristico iraniano, da altri alti funzionari e da elementi delle forze armate iraniane per promuovere gli acquisti militari e gestire le relazioni con gli Stati dell’asse (della resistenza, Libano, Iraq, Yemen) attraverso voli nazionali e internazionali”. “La distruzione dell’aereo danneggia la capacità della leadership del regime terroristico iraniano di coordinarsi con gli Stati dell’asse, di rafforzare la propria potenza militare e la capacità del regime di riprendersi”, concludono le Idf.
FORZE ARMATE DEL BAHREIN INTERCETTANO 4 MISSILI E 3 DRONI
Le Forze di difesa del Bahrein (BDF) hanno annunciato di aver intercettato con successo, nel corso della giornata odierna, quattro missili e tre droni diretti verso il territorio nazionale. Le operazioni di difesa aerea sono state condotte con efficacia e senza causare vittime o danni significativi al suolo. I sistemi di intercettazione hanno neutralizzato le minacce in volo, prevenendo qualsiasi impatto su aree popolate o infrastrutture critiche. Le autorità bahreinite hanno ribadito la prontezza delle difese nazionali e la stretta cooperazione con alleati regionali e internazionali per contrastare tali minacce. La popolazione è stata invitata a mantenere la calma, a seguire le indicazioni ufficiali e a non diffondere notizie non verificate.
TRUMP “FUTURO NEGATIVO PER LA NATO SE NON AIUTA A HORMUZ”
“Chiedo con insistenza di intervenire e proteggere il proprio territorio, perchè è il loro territorio, è da lì che traggono la loro energia e dovrebbero aiutarci a proteggerlo”. Così il presidente Usa, Donald Trump, che è tornato nuovamente a chiedere con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe “molto negativo” per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati.
Trump ha parlato di “un’impresa di modesta entità” perchè le capacità missilistiche e dei droni iraniani sono state “decimate”. In presidente degli Usa ha affermato di avere contattato “circa sette Paesi”, ma che era tropo presto per dire chi si sarebbe fatto avanti.
ARAGHCHI “DA ISRAELE CRIMINI DI GUERRA”
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha definito “crimine di guerra” e “ecocidio” il bombardamento israeliano di depositi e serbatoi di carburante nella capitale Teheran, avvenuto di recente nel contesto del conflitto in corso. In un post sul suo account X, Araghchi ha scritto: “I bombardamenti di Israele sui depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono ecocidio. I residenti affrontano danni a lungo termine alla salute e al benessere. La contaminazione del suolo e delle acque sotterranee potrebbe avere impatti per generazioni. Israele deve essere punito per i crimini di guerra commessi”. Il ministro ha inoltre ribadito la determinazione dell’Iran a continuare la resistenza, affermando che le forze armate iraniane “combatteranno fino a quando il presidente americano non riconoscerà che la guerra illegittima imposta sia agli americani che agli iraniani è sbagliata e non deve ripetersi”, insistendo sulla necessità di risarcire le vittime. In un’intervista trasmessa domenica dalla rete CBS, Araghchi ha escluso qualsiasi interesse per negoziati con Washington, rispondendo alle dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui Teheran desidererebbe un accordo per porre fine al conflitto. “Siamo stabili e abbastanza forti. Difendiamo solo il nostro popolo”, ha dichiarato, aggiungendo: “Non vediamo motivo di parlare con gli americani, dato che lo abbiamo fatto quando hanno deciso di attaccarci, e questo si è ripetuto per la seconda volta. Non abbiamo una buona storia nei rapporti con loro”.
Ha inoltre smentito che l’Iran abbia mai chiesto un cessate il fuoco o negoziati: “Non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco, né tantomeno negoziati. Siamo pronti a difenderci per tutto il tempo necessario“. Le dichiarazioni si inseriscono nell’escalation del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, con ripetuti attacchi aerei israeliani e americani su infrastrutture energetiche iraniane, inclusi depositi di carburante, che hanno provocato incendi e rischi ambientali. Le autorità iraniane denunciano violazioni del diritto internazionale umanitario e ambientale, mentre fonti occidentali e organizzazioni come Amnesty International invitano tutte le parti a astenersi da attacchi su infrastrutture civili critiche. Non risultano al momento dettagli ufficiali su vittime o entità dei danni a Teheran da questo specifico episodio.
FUJAIRAH, INCENDIO NELLA ZONA INDUSTRIE PETROLIFERE DOPO ATTACCO CON DRONE
Le autorità dell’Emirato di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, hanno comunicato che è scoppiato un incendio nella zona della Fujairah Oil Industry Zone (FOIZ), nota come area delle industrie petrolifere, a causa di un attacco condotto con un drone. Secondo quanto riferito dal Media Office del governo di Fujairah, non si registrano al momento vittime o feriti. Le squadre del Dipartimento della Difesa Civile sono intervenute immediatamente sul posto e stanno operando per contenere e spegnere le fiamme. L’incidente si inserisce nel contesto di crescenti tensioni regionali, con ripetuti attacchi aerei e con droni contro infrastrutture energetiche negli Emirati Arabi Uniti, spesso attribuiti a fonti iraniane o a gruppi affiliati. In casi simili precedenti, i danni sono stati causati da frammenti di droni intercettati dalle difese aeree emiratine, che hanno provocato incendi limitati ma con impatti su operazioni portuali e di stoccaggio petrolifero. Le autorità hanno invitato la popolazione a non diffondere notizie non verificate e a seguire solo le comunicazioni ufficiali. Operazioni di carico petrolifero nel porto di Fujairah potrebbero subire sospensioni parziali o ritardi in via precauzionale, come avvenuto in episodi analoghi recenti. Ulteriori aggiornamenti sono attesi man mano che procedono le operazioni di spegnimento.
– foto IPA Agency –
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