WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti hanno sequestrato due petroliere legate al Venezuela. Si tratta della petroliera russa Marinera, che trasportava petrolio venezuelano nell’Atlantico, alla quale in un secondo momento si è aggiunta la petroliera Sophia, che si trovava in acque internazionali nel Mar dei Caraibi.
Dapprima, una petroliera russa, la M/V Bella 1, che trasportava petrolio venezuelano, sottoposto a sanzioni “che valgono in tutto il mondo”. Lo ha dichiarato il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, sul proprio profilo X. Hegseth ha così confermato il sequestro di una petroliera russa nell’Atlantico settentrionale. In precedenza il Comando Usa in Europa (Us European Command) aveva confermato il sequestro della nave per violazioni delle sanzioni statunitensi nei confronti del greggio venezuelano. “Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, hanno annunciato oggi il sequestro della M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni degli Stati Uniti”, si legge in un post su X. Secondo alcune ricostruzioni, la nave era da settimane nel mirino di Washington per violazione dei regimi sanzionatori.
Il tanker, ritenuto privo di una nazionalità effettiva e accusato di battere bandiere di comodo, sarebbe stato utilizzato per il trasporto di petrolio iraniano e venezuelano destinato al mercato nero, a beneficio di soggetti considerati ostili o legati a organizzazioni designate come terroristiche. L’operazione, coordinata dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla legislazione federale, ha visto il dispiegamento di un ampio ventaglio di assetti militari. Oltre a unità navali ed elicotteri impiegati per il tentativo di abbordaggio, Washington ha schierato velivoli da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon, specializzati nella lotta antisommergibile, e aerei da supporto AC-130J, impiegati per la sorveglianza e la protezione dell’area operativa. L’obiettivo era assicurare il controllo della nave e consentire l’imbarco di personale tecnico e di comando per condurla in sicurezza verso un porto designato.
Dal punto di vista giuridico, il caso solleva interrogativi complessi. La Federazione Russa ha infatti disposto la scorta della petroliera con proprie unità militari, inclusa la presenza di un sottomarino, rivendicando la necessità di proteggere una nave che nel frattempo risultava registrata sotto bandiera russa. Secondo fonti diplomatiche, la mossa russa è stata motivata dalla volontà di evitare un sequestro forzato in alto mare e di tutelare i propri interessi, pur senza intenzioni dichiarate di ingaggio diretto con le forze statunitensi. Il diritto marittimo internazionale consente l’intervento contro navi considerate apolidi o coinvolte in attività illecite, ma la presenza di una scorta militare di uno Stato sovrano e il cambio di bandiera in corso di navigazione rendono l’operazione particolarmente delicata, sia sul piano legale sia su quello politico.
SEQUESTRATA ANCHE LA PETROLIERA “SOPHIA” NEI CARAIBI
Le autorità statunitensi hanno poi sequestrato anche la petroliera Sophia, che si trovava in acque internazionali nel Mar dei Caraibi. Lo ha riferito il Comando meridionale degli Stati Uniti in un post su X. Il Dipartimento della Difesa, in coordinamento con il Dipartimento della Sicurezza Interna, ha intercettato una petroliera nelle ore precedenti l’alba. “La nave intercettata, la M/T Sophia, si trovava in acque internazionali ed era impegnata in attività illegali nel Mar dei Caraibi”, precisa il post.
– foto di repertorio IPA Agency –
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