ROMA (ITALPRESS) – “Il licenziamento collettivo annunciato a Marghera dall’azienda InvestCloud, è una vicenda che colpisce e che interroga istituzioni, imprese, rappresentanze sindacali. Il lato umano della vicenda è ciò che più ci assilla: trentasette persone vedono interrompersi dall’oggi al domani il proprio rapporto di lavoro e, insieme alle loro famiglie, cadono nella precarietà esistenziale. A loro va la nostra solidarietà e il nostro sostegno, insieme alla richiesta alle istituzioni che ogni percorso di tutela venga attivato per difendere i loro diritti e il loro reddito”. E’ quanto sottolinea la leader della Cisl Daniela Fumarola, in un intervento su Il Sole 24 Ore. “Mentre i casi di cronaca raccontano il rischio della sostituzione del lavoro umano, il sistema produttivo continua in larga parte a non utilizzare le potenzialità dell’innovazione perché mancano lavoratori preparati a gestirla. La domanda da porsi, allora, non è se fermare l’intelligenza artificiale: sarebbe totalmente illusorio. Il punto è un altro: governare insieme la trasformazione. Il caso di Marghera dimostra cosa accade quando questi processi sono gestiti in modo unilaterale. In queste condizioni l’Ia rischia effettivamente di essere fattore di marginalizzazione”, spiega Fumarola.
“Tali situazioni vanno affrontate con il confronto e la contrattazione, cercando tutte le soluzioni possibili per impedire che la transizione tecnologica diventi una scorciatoia per licenziare. Nel nostro Paese occorre un’intesa che coinvolga istituzioni, imprese e rappresentanze del lavoro. L’Italia ha bisogno di un programma nazionale che sostenga l’adozione delle Ia soprattutto nelle piccole e medie imprese. Ma con una condizione chiara: per ogni euro speso in tecnologia deve esserne investito almeno uno in formazione. L’Ia, infatti, funziona al meglio quando amplifica le competenze delle persone e non certamente quando si propone di sostituirle”, ribadisce la leader Cisl. “La seconda leva è la partecipazione. Servono strumenti di governance condivisa: organismi bilaterali tra imprese e rappresentanze dei lavoratori che valutino preventivamente l’impatto delle nuove tecnologie, definiscano i fabbisogni professionali, programmino la formazione e condividano i benefici dell’incremento della produttività. Infine -conclude -, è indispensabile dotarci di politiche attive capaci di accompagnare concretamente le transizioni occupazionali, Solo così l’intelligenza artificiale potrà diventare uno strumento di progresso, capace di rafforzare il valore del lavoro e la coesione della nostra società”.
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