HomeSalute e BenessereEmergenza, IA e innovazione: a Roma un confronto tra principali realtà 118

Emergenza, IA e innovazione: a Roma un confronto tra principali realtà 118

ROMA (ITALPRESS) – Innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e collaborazione tra i diversi sistemi dell’emergenza-urgenza sono stati al centro dell’incontro dedicato al tema “Intelligenza condivisa nel soccorso”, promosso da ARES 118 Lazio con il coinvolgimento della Fondazione Emergenza Urgenza (FEU). L’iniziativa ha riunito alcune delle principali realtà dell’emergenza-urgenza italiana: ARES 118 Lazio, SEUS 118 Sicilia, Azienda Zero Piemonte, AREU Lombardia e AREUS Sardegna, con la partecipazione della Fondazione Emergenza Urgenza. Presenti inoltre rappresentanti delle società scientifiche e delle associazioni del settore, tra cui SIIET e SISMAX, a testimonianza dell’ampiezza del confronto, che ha coinvolto istituzioni, sistemi sanitari, professionisti e comunità scientifica. Ad aprire i lavori è stato il Presidente della SEUS 118 Sicilia, Riccardo Gabriele Castro, che nel suo intervento ha sottolineato il valore del confronto tra realtà territoriali differenti e la necessità di proseguire il percorso di collaborazione avviato con la Carta di Catania. Al confronto hanno preso parte il Direttore Generale di ARES 118, Narciso Mostarda, il Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte, Massimo D’Angelo, il Maurizio Menarini per la Fondazione Emergenza Urgenza, il Direttore Generale di AREU Lombardia, Massimo Lombardo, e il Direttore Generale di AREUS Sardegna, Angelo Maria Serusi. “Quando parliamo di emergenza sanitaria – ha dichiarato il Presidente Castro – non parliamo semplicemente di organizzazioni, tecnologie o modelli operativi.

Parliamo di persone e della necessità di garantire, nel momento della difficoltà, una risposta tempestiva, coordinata, competente e appropriata”. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale e alle sue possibili applicazioni nella gestione dei dati, dei flussi e delle risorse, oltre che nel supporto ai professionisti chiamati quotidianamente a operare nei sistemi dell’emergenza. “La vera sfida non è semplicemente introdurre una nuova tecnologia – ha sottolineato Castro – ma comprendere come utilizzarla per rendere ancora più efficace il nostro lavoro, migliorare la capacità di risposta e mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più avanzati”. Da qui il significato del concetto di “intelligenza condivisa nel soccorso”, che supera la sola dimensione tecnologica e comprende esperienza, competenze e capacità professionali. “L’intelligenza artificiale può diventare realmente utile quando si mette al servizio dell’intelligenza collettiva – ha spiegato il Presidente della SEUS -. Non per sostituirla, ma per rafforzarla. L’intelligenza, nel nostro settore, è anche l’esperienza maturata sul campo, la capacità di una centrale operativa di interpretare una situazione, la competenza di un medico, di un infermiere, di un autista-soccorritore e la professionalità di tutti coloro che ogni giorno garantiscono il funzionamento della rete dell’emergenza”.

Il confronto ha consentito di mettere in relazione modelli organizzativi e territoriali differenti, senza la ricerca di un modello unico, ma con l’obiettivo di condividere esperienze, conoscenze e possibili percorsi comuni. “Non siamo qui per stabilire quale esperienza sia migliore delle altre – ha affermato Castro -. Siamo qui per capire che cosa ciascuna realtà può mettere a disposizione delle altre. Abbiamo modelli organizzativi diversi e caratteristiche territoriali differenti, ma abbiamo una responsabilità comune: garantire ai cittadini un sistema dell’emergenza capace di rispondere nel modo più efficace possibile ai loro bisogni”. L’incontro si inserisce nel percorso di collaborazione avviato con la Carta di Catania, con l’obiettivo di rafforzare il confronto tra sistemi, professionisti e comunità scientifica. “La vera innovazione non è soltanto quella che produce qualcosa di nuovo – ha concluso Castro -. È anche quella che riesce a trasformare una buona esperienza in patrimonio comune. Proseguire questo percorso e rafforzare la condivisione significa costruire insieme principi, obiettivi e metodo per l’emergenza del futuro”.

– foto ufficio stampa Regione Lazio –

(ITALPRESS).