di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sala piena, pubblico attento e partecipe, e la sensazione di assistere non solo alla proiezione di un film, ma alla restituzione di una memoria cancellata. Al Film Forum di Manhattan, uno dei templi del cinema indipendente newyorkese, lunedì la premiere americana del documentario Elvira Notari: Beyond Silence ha registrato il tutto esaurito per una figura rimasta troppo a lungo ai margini della storia del cinema. Il film, diretto da Valerio Ciriaci e prodotto da Antonella Di Nocera, riporta al centro della scena Elvira Notari, pioniera del cinema italiano, prima regista donna nel nostro Paese, autrice di oltre 60 film tra gli anni Dieci e Venti del Novecento. Una produzione vastissima, di cui oggi sopravvivono solo frammenti, tre lungometraggi e pochi documentari, ma sufficienti a restituire un linguaggio visivo sorprendentemente moderno, capace di anticipare il neorealismo di decenni.
È proprio questa tensione tra assenza e riscoperta il cuore del documentario: non una semplice biografia, ma un lavoro che interroga il modo in cui la storia seleziona, dimentica e, talvolta, restituisce. Elvira Coda, nata a Salerno nel 1875, si trasferì a Napoli, dove assunse il cognome Notari dopo il matrimonio con Nicola Notari nel 1902. Fu progressivamente cancellata prima dalla censura fascista, che mal sopportava il realismo crudo delle sue opere, e poi da una storiografia ufficiale che ne ha ignorato a lungo il contributo. Dopo la proiezione, la sala gremita è rimasta per un lungo Q&A, segno di un coinvolgimento andato ben oltre la curiosità cinematografica. A dialogare con il pubblico, moderati dallo storico direttore artistico Bruce Goldstein, sono stati il regista Ciriaci, la produttrice Di Nocera e la studiosa Giuliana Bruno, docente ad Harvard e autrice del volume fondamentale Streetwalking on a Ruined Map: Cultural Theory and the City Films of Elvira Notari, da cui prende avvio il percorso di riscoperta che ha ispirato anche il documentario.
Bruno, insieme ad altri storici del cinema, ha riportato alla luce, a partire dagli anni Settanta, una filmografia che rischiava di scomparire definitivamente. La serata al Film Forum ha così assunto il valore di un evento simbolico: riportare Elvira Notari a New York, una città che lei non visitò mai ma che già negli anni Venti accoglieva i suoi film nelle Little Italies, davanti a comunità di immigrati che riconoscevano in quelle immagini la propria vita, le proprie contraddizioni e la propria nostalgia. Il successo della Dora Film, la casa di produzione della famiglia Notari, fu tale da portare all’apertura di una sede a New York, sulla Seventh Avenue, dove venivano prodotti film destinati specificamente al pubblico degli emigrati italiani, documentari capaci di evocare feste e riti dei paesi lasciati alle spalle.
In questo senso, la premiere americana non è stata soltanto una tappa distributiva, ma un ritorno, quasi un cerchio che si chiude tra passato e presente, tra Napoli e New York, tra memoria e oblio. Ai margini della proiezione, le testimonianze all’Italpress del regista Valerio Ciriaci, della produttrice Antonella Di Nocera e della storica del cinema Giuliana Bruno, che, insieme a clip del film, permettono di entrare nel cuore di un progetto che è insieme cinema, ricerca e atto politico: restituire visibilità a chi è stato escluso dal racconto ufficiale. Dopo l’anteprima newyorkese, il documentario proseguirà il suo tour negli Stati Uniti con proiezioni in università, istituzioni culturali e festival, da Cleveland e Rochester fino a Pittsburgh, Los Angeles e San Diego. Il viaggio toccherà anche città come Indianapolis, St. Louis e Detroit, portando la storia di Elvira Notari da una costa all’altra del Paese.
– foto xo9/Italpress –
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