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È morto a 84 anni il reverendo Jesse Jackson, icona dei diritti civili

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – E’ morto a 84 anni il reverendo Jesse Jackson, attivista per i diritti civili, ministro battista e due volte candidato alle primarie per la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. In una nota, pubblicata dall’emittente Nbc, i figli hanno ricordato Jackson come “un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”. La causa del decesso non è stata ancora resa nota. La famiglia ha dichiarato che è morto serenamente, circondato dai suoi cari.

Jackson era stato ricoverato in ospedale a novembre e, secondo la sua associazione, la Rainbow Push Coalition, da più di un decennio conviveva con la paralisi sopranucleare progressiva (Psp), una rara malattia neurodegenerativa. Jackson aveva invece rivelato nel 2017 di essere affetto dal morbo di Parkinson.

Molti commentatori hanno visto in Jackson il continuatore dell’attività di Martin Luther King a favore dei diritti civili, in particolare degli afroamericani. Il suo attivismo durò decenni e comprese due corse per la candidatura alla presidenza con i democratici, nel 1984 e nel 1988. Nato a a Greenville, nella Carolina del Sud, il reverendo fu anche inviato speciale in Africa per il presidente Bill Clinton e si distinse per le sue mediazioni nella liberazione di numerosi cittadini statunitensi e altri detenuti all’estero, in Paesi tra cui Siria, Cuba, Iraq e Serbia.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).