HomePoliticaDialogo, incontro e diplomazia in “Il coraggio della pace” by Remind

Dialogo, incontro e diplomazia in “Il coraggio della pace” by Remind

ROMA (ITALPRESS) – Promuovere il dialogo e la cooperazione tra i popoli per costruire un futuro di stabilità, sicurezza e sviluppo condiviso. E’ questo l’obiettivo di “Il Coraggio della Pace” by Remind che, giunto alla sua quarta edizione, si svolge proprio in occasione della Giornata Internazionale della Pace e che visto la presenza, tra gli altri, di Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso e Direttore Generale Asl Roma 1, Renato Loiero Consigliere del Presidente del Consiglio, Gen. Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa; Lamberto Giannini, Prefetto di Roma.

“Sono 4 anni che parliamo di pace declinata in tutte le sue accezioni, le modalità della pace sono diverse, ma c’è il sentimento comune di fare il bene e di dare sicurezza alle persone. Spesso viene raccontata la violenza mentre quotidianamente ci sono buone esperienze e bisogna avere il dovere di raccontarle. E’ importante che ciascuno di noi possa scegliere di avere il coraggio della pace”. Ha affermato Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e presidente Remind.

Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo, in un videomessaggio ha detto ricordato come “la pace richiede coraggio perché serve coraggio per riflettere, per affrontare le ragioni dell’altro e per provare a trovare una soluzione. La pace non è solo assenza di guerra, è impegno concreto, e’ saper costruire insieme. Disarmare non significa solo intervenire sugli arsenali ma anche sulle parole, sulle contrapposizioni, significa mettere al centro la persona. Viviamo tempi complessi, le guerre ai confini del nostro continente stanno ridefinendo gli equilibri internazionali e interrogano le nostre democrazie. L’Ue ha un’importante responsabilità perché nasce da una scelta di pace, dalla decisione di popoli che, dopo la devastazione della guerra, ebbero il coraggio di mettersi intorno ad un tavolo e costruire un futuro diverso. Abbiamo bisogno di un’Europa forte e coesa, dobbiamo continuare a credere in ciò che unisce perché ciò che ci unisce deve essere più forte di ciò che ci divide”, ha aggiunto.

Il Gen. Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha ricordato che il termine pace nelle forze armate ricorre ogni giorno attraverso le operazioni di supporto alla pace. “La pace bisogna costruirla con fatica e sacrificio, con la reale volontà di cambiare un ambiente di conflitto in un ambiente stabile. Amore, giustizia, libertà e verità, i quattro pilastri della pace, li aveva indicati nella sua enciclica una persona che aveva indossato l’uniforme: Angelo Roncalli. Chi aveva visto la guerra da vicino ha scritto le pagine più alte su quella che noi oggi definiamo pace. Quelle pagine sono ancora attuali, anzi, lo sono oggi più di ieri perché pace e stabilità non si ereditano, si difendono giorno dopo giorno con scelte difficili e talvolta impopolari – ha osservato -. Per lungo tempo abbiamo confuso la pace con semplice assenza di conflitti, ma la pace non è silenzio è un ordine che va ricercato con attività e impegno e poggia su sicurezza dei cittadini, stabilità delle istituzioni e credibilità dello Stato. Il coraggio della pace non è il coraggio di chi non teme la guerra,  ma è il coraggio di chi sa cosa sia e che si prepara ogni giorno per scongiurarla. La pace non si eredita, dobbiamo costruirla tutto insieme e dobbiamo essere in grado di proteggerla e difenderla”.

Giuseppe Quintavalle, Presidente Fiaso e Direttore Generale Asl Roma 1, ha osservato che “la sanità può intervenire sulla pace perché cura  e pace hanno una radice comune: mettere la persona al centro. Il SSN italiano gode di ottima salute, e’ universale e gratuito e questi concetti, insieme a quello della pace, sono importanti perché si tratta di un tema che interpella tutti noi, abbiamo bisogno di pace. La pace si costruisce con il dialogo che mette insieme prospettive diverse che nascono da un confronto autentico. Sono tempi particolari dove ogni progresso ha senso solo se rimane al servizio della persona; siamo sanità pubblica quindi innoviamo, siamo efficienti, ma non perdiamo umanità e garantiamo equità”.

Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, in un videomessaggio ha ricordato che anche “il turismo è sinonimo di pace, uno strumento potentissimo perché è sinonimo di accoglienza, costruisce ponti tra culture, popoli e religioni”.

Il prefetto di Roma, Lamberti Giannini, ha posto l’accento su un altro pericolo per la pace e la sicurezza: la disinformazione che “va combattuta con la verità perché da un senso di sicurezza ai cittadini. Ci sono vari tipi di disinformazione, quella che aggredisce i mercati ma anche per quello che riguarda la realtà cittadina propalare delle notizie false oppure, come spesso è accaduto, far sì che vengano riprese per i social delle immagini o dei disordini creati apposta per poter essere ripresi per le visualizzazioni. Questo è qualcosa che a mio avviso va combattuto con molta fermezza. A questa nostra pace abbiamo anche chi quotidianamente attenta con una sorta di guerra ibrida che è quella della disinformazione – ha ribadito – che crea paura e su cui si può speculare. La vera sicurezza si ha solo operando per la verità, per la giustizia e con solidarietà, le forze dell’ordine devono restituire la verità ai cittadini così molte paure possono essere ridimensionate”.

Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, in un videomessaggio ha parlato anche delle ricadute economiche dei conflitti e ha sottolineato che “il coraggio della pace dal punto di vista economico significa fare delle scelte impegnative per i cittadini e per le imprese. Assistiamo a diversi conflitti e questo sta comportando delle ricadute negative per il sistema Paese, tutto questo lo stiamo affrontando con interventi che vanno nella direzione di aiutare cittadini e imprese e lo facciamo con l’auspicio che siano limitati. Il coraggio della pace significa lavorare tutti nella direzione di fare in modo che i conflitti volgano all’epilogo”.

Orazio Schillaci, ministro della Salute, in un messaggio ha ricordato che “la pace non riguarda solo le relazioni tra gli Stati, è una condizione essenziale della vita delle persone e il diritto alla salute occupa un posto centrale. I conflitti distruggono strutture sanitarie, interrompono l’accesso alle cure e lasciano ferite. La salute è uno strumento di pace e prendersi cura delle persone significa costruire fiducia e rafforzare legami. Garantire a ogni persona il diritto alla cura significa affermare ogni giorno il principio della dignità umana che trova il suo riconoscimento solo in una società  di pace “, ha concluso.

-Foto xb1/Italpress-
(ITALPRESS).