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Con l’intelligenza artificiale a rischio un posto di lavoro su quattro

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale rappresenta a tutti gli effetti una rivoluzione che avrà effetti dirompenti sull’economia, sull’ambiente e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Una sfida che, se gestita correttamente e attraverso regole condivise, per l’Europa può diventare una importante opportunità di crescita. Lo afferma Consumers’ Forum – ente indipendente di cui fanno parte associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria – che proprio sul tema la prossima settimana incontrerà a Bruxelles l’eurodeputato Brando Benifei, relatore dell’Ai Act europeo.

A livello globale dal 2023 ad oggi sarebbero circa 425mila i posti di lavoro persi per cause direttamente o indirettamente riconducibili all’AI, di cui 142mila solo in Europa (fonte: ailayoffs.live). Il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’IA, con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%): in sostanza 1 lavoratore su 4 rischia nei prossimi anni di perdere il proprio posto perché sostituito dall’intelligenza artificiale – spiega Consumers’ Forum – Un rischio che interessa soprattutto quelle professioni che includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: assistenza amministrativa, customer care e call center, impiegati di banche e poste, cassieri, traduttori, solo per fare alcuni esempi.

E non è certo un caso se nel 2025 in Italia, secondo uno studio del Politecnico di Milano, il numero di annunci di lavoro che richiedono competenze legate all’AI è cresciuto del 93%, un incremento che va di pari passo all’evolversi del mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale che ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del +50% rispetto al 2024.

Un cambiamento che impatta anche sulla vita quotidiana dei cittadini: un terzo degli italiani già usa l’AI per indirizzare i propri acquisti online, per un valore potenziale pari a circa 22 miliardi di euro annui considerato il mercato 2026 dell’e-commerce (beni e servizi) nel nostro Paese.

In prospettiva i dati sono destinati a crescere in modo esponenziale: si stima che in Europa entro i prossimi 10 anni il valore delle transazioni online che potranno essere guidate da assistenti intelligenti raggiungerà quota 310 miliardi di euro.

Numeri quelli sull’intelligenza artificiale che hanno un impatto inevitabile sul fronte dell’ambiente e della sostenibilità: l’International Energy Agency prevede che il consumo globale di elettricità dei data center raddoppierà entro il 2030, arrivando a 945 terawattora dai 415 del 2024, con un consumo pari al 3% dell’intera elettricità mondiale, coinvolgendo acqua, suolo e risorse naturali. Già oggi i data center IA generano tra il 2,5 e il 3,7% delle emissioni globali di gas serra – evidenzia Consumers’ Forum.

“Eppure la risposta a questi problemi arriva proprio dall’intelligenza artificiale: l’AI permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità a livello occupazionale. Può inoltre offrire soluzioni per limitare l’impatto sull’ambiente, ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. Ed è proprio per questo che, anche su sollecitazione delle associazioni dei consumatori, chiederemo all’Ue di accelerare sull’algoretica, affinché l’AI sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla. Un tema su cui l’Europa deve agire in fretta e con coraggio nell’ interesse di tutti i consumatori, e in tal senso condividiamo pienamente la posizione di Tim, azienda socia di Consumers’ Forum, che attraverso l’Ad Pietro Labriola ha espressamente rivendicato la necessità di una sovranità digitale da parte dell’Europa, considerato che i dati sono la risorsa strategica della nuova economia e la loro gestione non può essere affidata a strutture extra-Ue” – concludono il presidente e la vicepresidente di Consumers’ Forum, Furio Truzzi e Patrizia Modesti.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).