MILANO (ITALPRESS) – I militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Milano hanno dato esecuzione ad un “decreto di controllo giudiziario in via d’urgenza” emesso dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia a carico di una società che gestisce una piattaforma di consegna cibo a domicilio con contestuale nomina di un amministratore giudiziario, in quanto l’amministratore di diritto risulta indagato per caporalato poiché avrebbe impiegato manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. In particolare, corrispondeva ai riders, in stato di bisogno e operanti sul territorio milanese e nazionale (rispettivamente pari a circa 3.000 e 20.000 lavoratori), una retribuzione (in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva) non proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire “una esistenza libera e dignitosa” e palesemente difforme dai Contratti Collettivi Nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale. La stessa società risulta indagata per responsabilità amministrative degli enti poiché l’amministratore avrebbe commesso il delitto di caporalato nell’interesse e a vantaggio della propria azienda, adottando un modello organizzativo palesemente contrario al principio di legalità, inidoneo a prevenire situazioni di sfruttamento lavorativo al fine di trarne profitto economico.
In particolare, gli accertamenti eseguiti dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano hanno fatto emergere che, sebbene i lavoratori escussi risultino svolgere la propria attività con partita IVA autonoma in regime fiscale forfettario, in realtà la società utilizza i riders quali lavoratori dipendenti. Il sistema complessivo risultante ha evidenziato che l’intera organizzazione dell’attività aziendale si basa sulla piattaforma informatica, compresa l’attività dei riders, derivando dalla stessa, non solo la raccolta degli ordini, ma l’esecuzione, il controllo sull’esecuzione, il controllo delle modalità, dei tempi e dei parametri di remunerazione dei riders, nonché la gestione contabile della relazione. In sostanza la stessa gestisce l’accesso al lavoro, l’assegnazione degli ordini, i vincoli operativi, il monitoraggio delle commesse e impone delle conseguenze in caso di comportamenti ritenuti non conformi con penalizzazioni o addirittura espulsioni dal sistema. Pertanto, nella fase esecutiva si sono riscontrati gli indici di etero-organizzazione rilevanti, compatibili con l’applicazione della disciplina del lavoro subordinato. Stante l’inquadramento giuslavoristico di piena subordinazione, la società corrispondeva comunque ai riders in stato di bisogno compensi inferiori ai parametri costituzionali in considerazione sia degli indici statistici ed economici circa le soglie di povertà lavorativa e in misura molto più significativa se raffrontati con i livelli retributivi del Contratto nazionale dei trasporti e logistica.
In particolare, del campione retributivo analizzato risultano sottosoglia di povertà il 73,0% dei ciclofattorini con uno scostamento medio di oltre euro 7.200 annui lordi, mentre rispetto ai CCNL di riferimento sono risultati sottopagati l’86,5% del campione. Tuttavia, nell’ambito della convalida del provvedimento nei confronti di Foodinho (Glovo), il GIP del Tribunale di Milano ha basato la decisione anche sull’innovativo principio secondo cui “quale che sia la qualificazione del rapporto – lavoratore subordinato, collaboratore etero-organizzato o lavoratore autonomo con caratteristiche di para subordinazione.
Le nuove investigazioni rappresentano l’evoluzione delle verifiche avviate e condotte a cura del Gruppo CC Tutela Lavoro di Milano, in coordinamento con la locale Procura della Repubblica che nel 2021 ha permesso di estendere alcune garanzie da lavoro dipendente alla categoria di lavoratori riconosciuta di fatto eterodiretta di tipo parasubordinato nei confronti di circa 60.000 riders delle piattaforme Foodinho, Glovo, Uber Eats Italy, Just Eat Italy, Deliveroo Italy.
Il provvedimento d’urgenza in esecuzione, che dovrà essere successivamente convalidato dal GIP presso il Tribunale di Milano, è finalizzato a garantire, mediante l’opera dell’Amministratore Giudiziario nominato, il rispetto delle norme e delle condizioni lavorative, la regolarizzazione dei lavoratori che al momento dell’avvio del procedimento prestavano la propria attività lavorativa anche al fine di impedire che le violazioni si ripetano e l’adozione di adeguate misure e idonei assetti organizzativi, anche in difformità da quelle proposte dall’imprenditore, al fine di evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sottosoglia di povertà. Nella circostanza, si è proceduto, altresì, alla notifica della “Richiesta di consegna documentazione” emessa da medesima A.G., nei confronti di alcune società che risultano essere in rapporti contrattuali con l’azienda colpita dal provvedimento, in quanto si avvalgono dei medesimi riders per effettuare le consegne di prodotti, al fine di vagliare i relativi modelli organizzativi e verificarne l’idoneità degli stessi ad impedire la commissione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
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