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Accordo tra Israele ed Hezbollah, in vigore il cessate il fuoco in Libano

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Una fonte israeliana citata dai media israeliani ha confermato le indiscrezioni sull’entrata in vigore del cessate il fuoco tra l’esercito di Israele e il gruppo armato libanese, aggiungendo che le Forze di difesa israeliane (Idf) rimarranno nella zona cuscinetto del Libano meridionale, minacciando di rispondere in caso di attacco da parte di Hezbollah. Lo riporta il quotidiano israeliano Times of Israel.

Intanto, il portavoce delle Idf, il tenente colonnello Efi Defrin, ha parlato delle operazioni delle Idf in Libano, affermando che l’esercito “agirà in conformità con le direttive della leadership politica”. Interrogato in merito a eventuali limitazioni all’azione militare e alla possibilità di colpire Beirut, ha risposto: “Quando ci si parla di Beirut, ci sono delle limitazioni. Operiamo secondo le direttive della leadership politica. Per eliminare una minaccia, siamo autorizzati a intervenire in qualsiasi area”.

Un funzionario statunitense ha dichiarato al giornalista di Axios Barak Ravid che il premier israeliano Benjamin “Netanyahu ha accettato al 100% di rinnovare il cessate il fuoco in Libano”. “L’ufficio di Netanyahu non ha ancora confermato”, aggiunge il giornalista su X. Il rinnovato cessate il fuoco – formalmente in vigore già da metà aprile -, raggiunto dopo una notte di intensi combattimenti fra l’esercito israeliano e il gruppo armato libanese Hezbollah, è entrato in vigore alle 16 (le 15 in Italia) ed “è stato negoziato dagli Stati Uniti e dal Qatar dopo colloqui con Israele e Iran”, conclude Ravid.

ATTACCHI ISRAELIANI NELLA NOTTE: MORTI E FERITI

Il ministero della Salute libanese ha pubblicato il bilancio aggiornato delle vittime degli attacchi aerei israeliani, avvenuti dalla mezzanotte fino al pomeriggio. I nuovi dati indicano 47 morti e 97 feriti. L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito nello stesso lasso di tempo oltre 150 obiettivi del gruppo armato libanese Hezbollah ed eliminato decine di miliziani nel sud del Libano e nella valle della Beqaa, nell’est del Paese.

MORTI 4 SOLDATI ISRAELIANI, NETANYAHU “HEZBOLLAH PAGHERÀ UN PREZZO ALTO”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato la morte di quattro militari israeliani un un attacco del gruppo armato libanese Hezbollah nel Libano meridionale, affermando che “Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi”. Netanyahu ha aggiunto: “Come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri: Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord”.

AOUN CONDANNA ESCALATION “VANIFICA TENTATIVI CESSATE IL FUOCO”

Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato “la continua escalation israeliana” nel Libano meridionale. “Ciò a cui stiamo assistendo oggi nel sud e nella valle della Bekaa, con l’intensificarsi degli attacchi israeliani e l’ulteriore uccisione e distruzione, costituisce una pericolosa e riprovevole escalation, soprattutto perché ha colpito decine di persone innocenti, tra cui donne e bambini, e vanifica di fatto tutti i tentativi in corso di stabilire un cessate il fuoco”, ha affermato Aoun, come riferisce una nota della presidenza libanese. Gli scontri fra l’esercito israeliano hanno provocato 25 morti in Libano e quattro soldati israeliani caduti.

BEN GVIR “TUTTO IL LIBANO DEVE BRUCIARE”

 “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi dovrebbero versare lacrime. Tutto il Libano deve bruciare”. Così su X il ministro della Sicurezza nazionale israeliano e leader di estrema destra, Itamar Ben Gvir, dopo che l’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di quattro militari in un attacco del gruppo armato libanese Hezbollah. “Con tutto il rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono stati versati invano. Tutto il Libano dovrebbe bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di difesa israeliane, e questo obbligo ha la precedenza su qualsiasi altra considerazione”, ha detto. Ben Gvir ha proseguito: “L’ho detto al primo ministro (Benjamin Netanyahu), anche durante i nostri incontri: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi dovrebbero versare lacrime. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e contenute. Bisogna sconfiggere il terrorismo”.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).