WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un uomo in possesso di tre armi da fuoco è stato arrestato dal Secret Service nei pressi della Casa Bianca, a Washington, dopo aver minacciato di uccidere il presidente americano Donald Trump. L’episodio risale alla tarda serata di giovedì 5 novembre, ma la notizia è stata resa nota oggi.
Il sospettato, identificato come Ronny Yordrix Guanipa Chrinos, cittadino venezuelano di 26 anni, è stato fermato mentre si trovava a bordo di un pick-up parcheggiato lungo Constitution Avenue, a pochi isolati dal complesso presidenziale. Secondo quanto riferito dal Dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), l’uomo avrebbe dichiarato agli agenti di aver sentito delle voci nella propria testa che gli avrebbero ordinato di raggiungere Washington per uccidere il presidente.
L’intervento è scattato intorno alle 23.42, quando un agente del Secret Service, impegnato in un pattugliamento, ha notato un pick-up Ford F-150 blu parcheggiato in circostanze sospette. Avvicinatosi al veicolo per verificare le condizioni dell’occupante, l’agente gli ha chiesto se fosse in possesso di armi. L’uomo avrebbe risposto affermativamente con un cenno del capo e mimando il gesto di una pistola con le dita.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’affidavit depositato presso il tribunale di Washington, il sospettato avrebbe successivamente comunicato agli investigatori, attraverso un’applicazione di traduzione, di avere un’arma all’interno di una borsa marrone. La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di recuperare tre armi da fuoco: un fucile in stile AR-15, una pistola mitragliatrice MAC-10 e una pistola Glock 43X. Gli agenti hanno inoltre trovato decine di munizioni. Dagli accertamenti è emerso che il pick-up risultava rubato. L’uomo è stato quindi arrestato e trasferito in custodia federale.
Chrinos deve rispondere di numerose contestazioni, tra cui trasporto illecito di armi da fuoco, possesso di armi e munizioni non registrate, porto di pistola senza licenza, possesso di armi pericolose, utilizzo non autorizzato di un veicolo e ricettazione. Dopo la prima comparizione in tribunale, avvenuta venerdì 6 novembre, è rimasto detenuto senza possibilità di cauzione. Il DHS ha identificato il sospettato come un cittadino venezuelano entrato illegalmente negli Stati Uniti attraverso il Texas nel marzo 2024, dopo essere stato intercettato dalla Border Patrol e successivamente rilasciato. L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha disposto un provvedimento di trattenimento nei suoi confronti.
Il direttore del Secret Service, Sean Curran, ha sottolineato la preparazione degli agenti nell’affrontare situazioni potenzialmente pericolose, evidenziando al tempo stesso la crescente preoccupazione per la presenza di individui armati nelle vicinanze del complesso presidenziale. Anche il segretario alla Sicurezza interna, Markwayne Mullin, ha elogiato l’intervento delle forze dell’ordine, sostenendo che l’arresto abbia impedito al sospettato di provocare conseguenze potenzialmente gravi.
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