HomeEsteroElezioni Midterm, Riotta “L’America è divisa, pesano inflazione e guerra” / Video

Elezioni Midterm, Riotta “L’America è divisa, pesano inflazione e guerra” / Video

di Lucia Rotta

ROMA (ITALPRESS) – Più che elezioni di midterm, quelle americane saranno quasi un referendum sulla figura di Donald Trump. In una intervista all’Italpress, Gianni Riotta, giornalista, editorialista e autore del Podcast “Riottoso”, spiega perché le elezioni del 3 novembre possono rappresentare una svolta nella presidenza di Donald Trump.

“L’America – spiega Riotta – è divisa. Era divisa prima di Trump e sarà divisa dopo Trump. Certamente un presidente che si veste da Gesù nei suoi meme fatti con l’IA non ha contribuito a unire il Paese. Ma ci sono due temi fondamentali in questa campagna elettorale: il primo è l’inflazione, il costo del carburante. Gli americani sono un popolo che viaggia su gomma per lavoro, per divertimento, e quindi quello pesa moltissimo, il diesel. Tanto è vero che Trump ha fatto un patto col presidente russo Putin proprio per avere diesel a prezzi scontati. E poi la guerra in Iran, perché le campagne elettorali del repubblicano Trump, sono sempre state: “Mai più guerre. Mai più guerre come Bush, come Biden. Mai più guerre”. Invece ha fatto la guerra più difficile. È una guerra che è ancora aperta, il cui esito è molto incerto, e quindi la base di Trump è scontenta”.

I sondaggi sembra che siano molto, molto influenzati proprio dalla questione iraniana… Eppure Trump anche adesso, in campagna elettorale, ha detto: “Se Teheran non farà un accordo metteremo fine all’Iran”

“Irremovibile, sì, ma irremovibile alla Trump: un giorno dichiara guerra, il giorno successivo ‘ci fermiamo’. E ‘vorrei incontrare i leader iraniani’. Oppure ‘Possiamo fare la pace, poi vi possiamo distruggere, vi possiamo radere al suolo…’. I due temi a cui facevo riferimento – energia e inflazione e Iran -, sono collegati. E l’apertura sul diesel di Trump a Putin non è piaciuta alla base dei repubblicani, perché la base dei repubblicani è tradizionalmente non filo-cremlino. Quindi, ecco, la guerra in Iran e l’inflazione si mordono la coda insieme”.

-A tutto questo si aggiunge il fatto che Trump sembra non avere una strategia…

“Ha cominciato la guerra per degradare la capacità di costruire un’atomica degli ayatollah di Teheran. Però l’uranio è sempre lì. L’uranio arricchito, o in via di arricchimento, è sempre lì sotto le macerie ed è difficile che Trump mandi le truppe speciali a recuperarlo. L’unico modo per sbarazzarsi degli Houthi, i ribelli filoiraniani che fanno guerra sul Mar Rosso, sarebbe mandare truppe, ma è difficile che Trump le mandi. Tra poco sarà un anno dall’inizio di questa guerra. Anche se riprendessero i bombardamenti, non c’è una soluzione e questo peserà sul prosieguo della presidenza Trump”

-Queste sono state definite da alcuni ricercatori le elezioni di midterm più costose della storia. E allora perché è così importante vincere per entrambe le parti?

“Beh, è importante perché intanto sconfiggi il presidente a due anni dalla presidenza, perché poi nel 2028 ci sarà di nuovo la corsa alla Casa Bianca. Gli americani hanno questa espressione un po’ crudele, “anatra zoppa”. Quando il presidente, nel secondo mandato, non si può ripresentare — perché si può presentare solo due volte — e perde la maggioranza a Camera e Senato, diventa un’anatra zoppa, perché non può più presentare nessuna legge. I democratici adesso dovrebbero vincere alla Camera; al Senato ci sono alcuni Stati che sono decisivi. Ballano Michigan, Texas, Maine, Ohio, Kansas, Alaska, Iowa. Per adesso sono in vantaggio in tutti i democratici. In Kansas, dove è in vantaggio per ora il candidato democratico Hamilton, un pastore protestante, i democratici non vincono dal 1932. Ripeto, i democratici non vincono un seggio al Senato dal 1932, per dire quanto è repubblicano il Kansas. In Texas non lo vincono dai tempi di Lloyd Bentsen, trent’anni fa. Quindi sono in vantaggio in zone rosse, repubblicane. Però, fino a che non vediamo, è inutile mettere il carro davanti ai buoi, tenendo presente che chi decide all’ultimo momento di solito premia Trump e che molti degli elettori di Trump non rispondono ai sondaggi. Vedremo se domani ci saranno sorprese. Per ora alla Camera sono in vantaggio i democratici e al Senato è testa a testa”.

-Beh, però Trump un pochino il carro davanti ai buoi ce l’ha messo, perché ha detto: “Sarò Mister Veto”. Quindi lui ha già un po’ paventato una situazione del genere. Ma che cosa significa poi, nella pratica, essere Mister Veto? Cosa intendeva?

“Mister Veto vuol dire che i democratici, con la loro maggioranza da acquisire ovviamente domani, al Congresso presentano delle leggi e Trump mette il veto. Ovviamente non può mettere il veto a tutte le leggi, perché si paralizzerebbe l’amministrazione degli Stati Uniti. Un Paese ha bisogno di leggi, ha bisogno della finanziaria, ha bisogno di fondi per la scuola, per la sanità, per le pensioni, per la difesa. E quindi, dopo che tu blocchi tutto e paralizzi il Paese, un Trump anatra zoppa preoccupa, perché Trump non ha mai avuto molto rispetto per il vecchio decoro istituzionale. Potrebbe anche davvero fare un po’ di ostruzionismo alla Casa Bianca, però questo poi si ritorcerebbe ancora di più contro il suo partito, il vecchio Partito repubblicano”.

-Una domanda a cui è un po’ difficile rispondere: chi vincerà?

“Alla Camera penso che vinceranno i democratici, perché mi pare che il numero di seggi in cui sono in vantaggio sia abbastanza congruo. Se mi avessero fatto questa domanda sei mesi fa, avrei detto che il Senato era imprendibile per i democratici. Nelle ultime settimane invece il vantaggio si è totalmente accorciato. Vedremo però come andrà. Ci sono anche dei ‘colpi bassi’ dell’ultim’ora: in Michigan, dove corre candidato un islamico, Abdul el-Sayed, c’è stata una guerra civile tra i democratici perché la sua sfidante alle primarie, Haley Stevens, ha tradito il partito dicendo: “Non votate el-Sayed perché è un jihadista, votate per i repubblicani”. Diciamo testa a testa al Senato e in vantaggio i democratici alla Camera”.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).