HomeCronacaOggi lo sciopero generale, manifestazioni e cortei in tutta Italia. Momenti di...

Oggi lo sciopero generale, manifestazioni e cortei in tutta Italia. Momenti di tensione a Torino e Napoli / Foto e Video

ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per oggi lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. L’agitazione è stata proclamata contro il carovita, i salari bassi, i prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità e le bollette fuori controllo, la guerra e le politiche di riarmo. Tornano in piazza anche gli studenti, nelle principali città d’Italia.

A MILANO I DUE CORTEI CONFLUISCONO A PIAZZALE LORETO

E’ partito, ingrossandosi ancora di più, il corteo di lavoratori, studenti e insegnanti che si è radunato davanti alla Stazione Centrale, nel giorno dello sciopero generale indetto da USB. Durante il tragitto, il filone si è ricongiunto con il corteo studentesco partito da Piazza Leonardo Da Vinci. Ai 7 mila del primo corteo si sono ora aggiunti circa altri 5 mila partecipanti del secondo. Giù le armi su i salari” è lo slogan che si ripete dal furgone in testa al doppio corteo, mentre alcuni esercizi abbassano le saracinesche in via Andrea Costa.

MOMENTI DI TENSIONE A TORINO

È partito da piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede del Municipio, il corteo organizzato a Torino per lo sciopero generale indetto dalla sigla Unione Sindacale di Base. In capo al serpentone campeggia uno striscione che recita “Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo”. L’ingresso di Palazzo Civico è chiuso e protetto dal cordone delle forze di polizia. Fra le bandiere presenti ci sono quelle del Pci, di Potere al Popolo e dei Cobas, oltre a quelle della Palestina. Lo spezzone studentesco partito dall’ateneo di Palazzo Nuovo ha imboccato via Po per raggiungere la manifestazione principale, ed è qui che si è registrato qualche momento di tensione con il cordone di polizia all’altezza di via Rossini, ma i manifestanti sono comunque riusciti a passare e raggiungere la piazza occupata dai lavoratori. Proprio nella piazza davanti al Comune, dove si sono riunite centinaia di persone, gli agricoltori hanno versato a terra due bidoni di letame “contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche“. Tanti i giovani presenti che sorreggono cartelli che dicono “No al carovita”.

“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.

Il corteo per lo sciopero generale organizzato a Torino si è diviso in due tronconi. Quello principale e autorizzato, guidato dalla sigla sindacale Usb, è partito dalla piazza di fronte al Comune e, dopo aver attraversato la piazza del mercato di Porta Palazzo, ha imboccato corso Giulio Cesare per dirigersi come previsto verso la periferia nord della città, per raggiungere piazza Derna. Uno spezzone guidato dagli antagonisti del centro sociale Askatasuna invece ha deciso di separarsi quasi subito e poco fa ha raggiunto la stazione di Porta Susa, che però è presidiata dalle forze dell’ordine. Anche in questo caso lo striscione in testa al corteo recita “Contro guerra e caro vita blocchiamo l’Italia”.

“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.

USB GENOVA “OGGI BLOCCHIAMO TUTTO”

“Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo per un corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra e sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, a Singapore o Taiwan”. Lo ha spiegato José Nivoi, referente Usb dei portuali di Genova, a margine dei blocchi scattati questa mattina ai principali varchi dello scalo. Nel capoluogo ligure è previsto un concentramento degli studenti alla stazione Principe, poi l’appuntamento al Terminal Traghetti per il corteo programmato al momento nel primo pomeriggio verso il centro città. “Noi siamo stanchi delle politiche che abbiamo visto negli ultimi 30 anni, non negli ultimi anni di governo Meloni – ha aggiunto Nivoi -. Meloni ha aggravato la situazione perché sta andando verso un aumento della repressione, invece di pensare ai salari dei lavoratori, al caro benzina, al fatto che non ci sono case in Italia per chi è sotto la soglia di povertà, e parliamo di 5,4 milioni di lavoratori. E poi non vogliamo più stare nel sistema di guerra. Oggi partecipano a questo sciopero 115 porti a livello mondiale, di cinque continenti diversi con 16 lingue diverse, perché le condizioni di vita che stiamo vivendo in Italia le vivono in tutto il mondo. Ci siamo stancati e stiamo cercando di dare una risposta per cambiare questa politica, non è più possibile che non siamo ascoltati”.

La precettazione “non ci interessa”, Salvini “non ha capito che si va fino in fondo adesso. Che faccia il suo lavoro o che si dimetta”. Lo ha detto José Nivoi, referente Usb dei portuali genovesi, a margine dei blocchi scattati questa mattina nell’ambito dello sciopero generale. “Non funziona così, bisogna che intanto si occupi dei trasporti e non della propaganda politica coi militari a Milano – ha aggiunto -. Non c’è un treno in orario. Lavoro in porto e non c’è niente in orario, è un disagio continuo. Oltretutto la riforma portuale andrà a regalare in futuro il 25% del Pil italiano ai privati”.

A ROMA MIGLIAIA DI MANIFESTANTI IN PIAZZA, CORTEO AL MIT

Sono già in migliaia i manifestanti in Piazza dei Cinquecento nei pressi della stazione Termini di Roma. Alla testa del corteo, organizzato dal sindacato di base USB, uno striscione con su scritto “Noi produciamo la ricchezza, voi ladri di futuro”, e un flash mob per ricordare la popolazione di Gaza. Uniti alla manifestazione contro il carovita, guerra e riarmo, anche gli studenti.

Il corteo promosso dal sindacato di base USB è arrivato nel piazzale di Porta Pia dove è presente la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alla testa del corteo anche due trattori e gli agricoltori che urlano “Vergogna. Affacciati Salvini, mettici la faccia se ce l’hai. Gli agricoltori sono qui perché falliscono tutti i giorni”. Presenti anche esponenti del Movimento per il diritto ad abitare: “Questo Ministero non ha fatto nulla per le politiche abitative. La pacchia è finita, in tutta Europa le piazze si riempiono. Questo governo se ne deve andare”. Fischi e cori contro il vicepremier, Matteo Salvini, che al momento proprio nella sede del Mit sta tenendo una conferenza stampa. Diverse le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa, ma al momento non ci sono tensioni e disordini.

MIGLIALIA DI PERSONE ATTESE ALLA MANIFESTAZIONE DI BOLOGNA, ALLERTA POSSIBILI SCONTRI

Giornata di manifestazioni a Bologna, dove è tutto pronto per lo sciopero generale indetto da USB contro il carovita per il quale sono attese in città migliaia di persone pronte a protestare contro “L’impennata dei prezzi, a partire da quelli dei carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori che ormai non recuperano più neanche l’inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo”, come spiega l’Unione Sindacale di Base. Alla mobilitazione hanno aderito anche studenti, collettivi e associazioni. Il corteo di Usb ha come punto di ritrovo Piazza Maggiore e si snoderà fino a piazza Lucio Dalla, sotto la tettoia Nervi. Previsti appuntamenti diversi per il mondo studentesco schierato tra Via Matteotti, all’altezza del Teatro Testoni, non lontano dal ponte della stazione, porta San Donato e Via Zamboni, in piena zona universitaria. Nonostante gli appelli a manifestare pacificamente lanciati dalle scorse ore dall’Unione sindacale di Base, resta alta l’allerta per possibili scontri, come quelli che hanno interessato la città il 17 e il 24 ottobre scorsi.

A NAPOLI IL CORTEO INVADE LA CARREGGIATA, TRAFFICO IN TILT

I manifestanti che partecipano al corteo per lo sciopero generale a Napoli hanno abbandonato il percorso inizialmente predisposto e si sono diretti verso la stazione centrale. A sbarrargli la strada un cordone di forze dell’ordine, schierate con caschi, manganelli e scudi. Dalla testa del corteo i manifestanti scandiscono lo slogan “Blocchiamo tutto” e intonano il coro “Poliziotti, fateci passare”.

Una decina di manifestanti hanno avuto accesso alla stazione centrale senza che sia stata intralciata la viabilità. Cala la tensione. Il corteo vira verso il percorso prestabilito.

Il corteo di manifestanti ha anche invaso la carreggiata occupata dalle auto in via delle Repubbliche Marinare, poco prima dell’ingresso dell’autostrada. Traffico in tilt.

A FIRENZE OLTRE 3.000 PARTECIPANTI AL CORTEO

Sono oltre tremila i partecipanti al corteo convocato da Usb ed altre sigle sindacali partito poco dopo le ore 10 di oggi da piazza Bambine e Bambini di Beslan in pieno centro a Firenze. Tantissimi i giovani che fanno parte dei manifestanti che si è snodato al momento per i viali centrali del capoluogo di regione toscano ed al momento è fermo in piazza San Marco a Firenze. A vigilare sui partecipanti al corteo le forze dell’ordine ed in particolar modo la Polizia e uomini della Digos che controllano tutto a distanza anche con l’ausilio di un mezzo blindato fermo in via Cavour, evitando deviazioni dal percorso concordato, e soprattutto che i manifestanti si avvicino alla zona monumentale di Firenze e ai palazzi istituzionali principali. Urlati cori contro il governo, con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il ministro Valditara fra i piu’ nel mirino, contro il carovita ed il riarmo. Esposti striscioni di tanti licei occupati nei giorni scorsi a Firenze, accesi anche alcuni fumogeni e sventolate in particolar modo bandiere della Palestina. “Siamo tutti antifascisti” il coro maggiormente cantato dai manifestanti. In testa al corteo presente lo striscione “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto” .

“Il carovita non è un tema, ma la condizione che viviamo tutti quando dobbiamo fare la spesa, la benzina, quando dobbiamo pagare le tasse, il mutuo, l’affitto o i libri per i nostri figli-ha dichiarato Dario Furnari di Usb Firenze- E’ una condizione che viene da scelte politiche, dall’inflazione, dalla speculazione finanziaria, dalla guerra”. Furnari ricorda che “oggi tutto il lavoro soffre salari bassi, soffre la condizione del carovita. Tenere aperta un’attività è complesso, oggi arrivare alla seconda terza settimana del mese è complesso perché i salari non non bastano, anche nel pubblico impiego”.

LAVORATORI E STUDENTI IN PIAZZA A PALERMO CONTRO GUERRA E CAROVITA

Dalle rivendicazioni sui salari al diritto alla casa, passando per il no al riarmo e la richiesta di maggiori investimenti in sanità e istruzione. Lavoratori e studenti insieme a Palermo per lo sciopero generale indetto dall’Usb, che nella mattinata di oggi ha portato in piazza le diverse anime del mondo del lavoro e della scuola. Il corteo, con circa 2 mila persone al seguito, partito da piazza Politeama alle 9, ha attraversato il Teatro Massimo, via Cavour e piazza XIII Vittime, per concludersi al porto di Palermo. Sui cartelli esposti dai manifestanti gli slogan “Né bombe, né carovita con questo sistema dobbiamo farla finita” e “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto”.
Al centro della mobilitazione il peso del costo della vita, le retribuzioni e la contrarietà alle politiche di riarmo. “Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo Paese continua a investire in armamenti”, ha dichiarato Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo. “Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari, in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%”. Una scelta che, secondo il sindacalista, finisce per scaricare sui cittadini le conseguenze della corsa agli armamenti, sottraendo risorse e prospettive soprattutto a chi lavora e studia. Del Prete ha definito la manifestazione “un grande sciopero sociale”, sottolineando la partecipazione di lavoratori pubblici e privati, studenti, disoccupati e inoccupati. “Abbiamo chiamato lo sciopero della rabbia, della rabbia di chi, pur contribuendo alla ricchezza di questo Paese, non vede rientrare quelle ricchezze”, ha aggiunto, contestando la distribuzione delle risorse e chiedendo che il costo della crisi ricada “su coloro che l’hanno creata”.

Le rivendicazioni sindacali si intrecciano con le condizioni del lavoro a Palermo, dove, secondo Marco Militello della Federazione del Sociale Usb, in alcuni comparti si continua a lavorare per pochi euro all’ora. “Siamo lavoratori, lavoratrici, sfruttati all’interno dei locali del turismo, all’interno dei B&B”, ha affermato, richiamando le difficoltà di chi opera nei settori meno tutelati. Nel suo intervento anche il tema dell’emergenza abitativa, dei salari e delle condizioni degli studenti: “Quello che noi vogliamo è pace, quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati. Vogliamo case, perché la casa è un diritto inalienabile per tutti e per tutte”. Per Militello, la questione retributiva resta strettamente legata all’aumento dei prezzi. “Abbiamo visto effettivamente negli ultimi anni come vi è un aumento del 27% del livello salariale; in realtà però c’è stata una perdita del 10% del potere d’acquisto”, ha sostenuto, chiedendo salari capaci di tenere il passo con il carovita e criticando le risposte delle istituzioni, giudicate insufficienti rispetto ai problemi quotidiani.
In piazza anche gli studenti, con le rivendicazioni sul diritto allo studio e sull’accesso agli alloggi universitari. Andrea Catania, di Cambiare Rotta, ha ricordato la mobilitazione avviata all’inizio dell’anno accademico per i posti letto non assegnati agli studenti fuori sede e internazionali, con l’installazione di tende di protesta. “La guerra non la paghiamo”, ha ribadito, denunciando i tagli ai servizi e le difficoltà legate al costo dei materiali didattici, al sovraffollamento delle aule e alle condizioni delle mense. Catania ha inoltre contestato le priorità delle istituzioni regionali e universitarie, richiamando lo stanziamento previsto dalla Regione Siciliana per il diritto allo studio nel 2028, indicato in zero euro. “Gli accordi con la Leonardo vanno avanti, e il riarmo continua a essere la priorità dei nostri governi”, ha concluso. Una mobilitazione che a Palermo ha riunito vertenze sociali e lavorative, mettendo al centro il rapporto tra costo della vita, diritti e spesa pubblica. Dal lavoro povero all’emergenza abitativa, fino alle richieste degli universitari, il corteo ha dato voce a un fronte eterogeneo, accomunato dalla richiesta di un cambio di direzione sulle politiche economiche e sociali.

IERI IL VERTICE AL VIMINALE, PREVISTO DISPOSITIVO PER ISOLARE I VIOLENTI

Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto ieri al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. Nel corso dell’incontro è stata condivisa un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana. In particolare, sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Le forze dell’ordine, insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma.

Anche grazie a un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle forze di polizia, sarà messa in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze.

Durante la riunione Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno di tutti gli operatori delle forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse.

– foto copertina IPA Agency –

– foto gallery: xm9/Italpress, xn3/Italpress, xd6/Italpress, xb1/Italpress, xb8/Italpress, xa8/Italpress, xu9/Italpress, xt1/Italpress –

(ITALPRESS).