HomePoliticaMeloni “Il Made in Italy rischia di non avere un domani, serve...

Meloni “Il Made in Italy rischia di non avere un domani, serve una svolta culturale”

ROMA (ITALPRESS) – “Se i giovani non entrano nelle botteghe e non imparano il mestiere il Made in Italy rischia di non avere un domani: la politica non può farcela da sola, serve anche una svolta culturale. In Italia la formazione tecnica e professionale è stata troppo a lungo etichettata come una scelta di ripiego, è un’assurdità che ha penalizzato generazioni di ragazzi e privato le nostre imprese di competenze cruciali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Assemblea annuale di Confartigianato Imprese. “Per noi chi sa fare non va trattato come figlio di un Dio minore, ma promosso e incentivato. Per questo – ha aggiunto – abbiamo istituito il Liceo del Made in Italy, che offre ai ragazzi una duplice opportunità: entrare subito nel mondo del lavoro o continuare a studiare in una scuola di eccellenza post diploma”.

“Gli iscritti sono quasi quadruplicati in quattro anni, il tasso di occupazione per chi fa questa scelta supera stabilmente l’80% a un anno dal titolo di studio. Alle aziende diamo inoltre la possibilità di favorire il passaggio al part time dei maestri artigiani vicini alla pensione, azzerando i contributi previdenziali fino a 3.000 euro l’anno a patto di assumere a tempo indeterminato un giovane under 35: in più cercheremo di dare risposte aggiuntive al salario delle giovani generazioni”, ha aggiunto ancora.

“AGGIORNAMENTO LEGGE QUADRO CI PORTA AL PASSO CON I TEMPI“

“Sono convinta che la politica estera sia uno degli strumenti più efficaci per sviluppare al meglio la nostra politica interna: quando siamo credibili e riconosciuti all’estero apriamo delle porte che poi verranno attraversate dal nostro sistema produttivo. Crediamo che dimensione e natura artigiana possano e debbano coesistere perfettamente – ha aggiunto Meloni -. L’aggiornamento dopo quarant’anni della legge quadro sull’artigianato è un provvedimento atteso da tempo, che ha il duplice obiettivo di garantire un quadro normativo al passo con i tempi e rispondere al desiderio di quegli artigiani che vogliono unire l’eccellenza del lavoro manuale al dinamismo che quest’epoca richiede: ci saranno meno adempimenti burocratici da rispettare, più libertà per organizzare produzione, amministrazione e gestione anche in sedi e territori diversi senza perdere la qualifica artigiana, principi chiari per chi detiene l’impresa. Chi lavora deve contare di più di chi ci mette il capitale”. 

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).