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Onu, Nusseibeh conquista la scena: la prima donna Segretario Generale è più vicina?

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Potrebbe essere Lana Nusseibeh, 48 anni, diplomatica degli Emirati Arabi Uniti con radici palestinesi, la prima donna a guidare le Nazioni Unite negli ottant’anni di storia dell’organizzazione. Entrata nella corsa soltanto la settimana scorsa, quando la selezione del successore di António Guterres sembrava ormai bloccata dai veti incrociati delle grandi potenze, Nusseibeh ha conquistato la scena martedì al Palazzo di Vetro, affrontando per tre ore le domande degli Stati membri e della società civile, prima di presentarsi ai giornalisti. Una prova che ha messo in evidenza le qualità per cui è conosciuta nei corridoi dell’ONU: preparazione, padronanza dei dossier, capacità di ascolto e soprattutto quella naturalezza nel rispondere anche alle domande più difficili che non sempre appartiene ai grandi protagonisti della diplomazia internazionale.

Alla vigilia di un possibile nuovo straw poll del Consiglio di Sicurezza, atteso già venerdì, Nusseibeh appare come una delle candidature più promettenti per superare lo stallo. Nessuna incoronazione, naturalmente: serviranno almeno nove voti favorevoli e soprattutto l’assenza di veti dei cinque membri permanenti. Nell’ultimo scrutinio la costaricana Rebeca Grynspan era arrivata prima, ma senza riuscire a ottenere il consenso necessario. Nusseibeh, già ambasciatrice degli Emirati all’ONU dal 2013 al 2024 e due volte presidente del Consiglio di Sicurezza, conosce perfettamente l’organizzazione che vorrebbe guidare. Nata ad Abu Dhabi, è figlia di Zaki Nusseibeh, originario di Gerusalemme e per decenni stretto collaboratore della leadership emiratina. Ha studiato a Cambridge e approfondito anche la storia di Israele e della diaspora ebraica. La sua candidatura gode dell’appoggio dei sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e ha ricevuto sostegno anche dalla Palestina. Il suo profilo potrebbe risultare interessante per capitali con priorità molto diverse.

“Sarò una persona disposta a correre rischi politici per la pace, anche quando il fallimento sembrerà l’esito più probabile“, ha promesso durante l’audizione. Il suo programma parte da una convinzione: l’ONU non può più permettersi di fare tutto, soprattutto mentre diminuiscono i finanziamenti internazionali. Occorre concentrarsi sulla prevenzione dei conflitti, sulla mediazione e su risultati concreti. “Il Segretario Generale non ha un esercito e non ha un voto – ha ricordato ai giornalisti – La sua forza è la fiducia”. Ha parlato anche di intelligenza artificiale, che potrebbe diventare uno strumento di uguaglianza oppure aggravare le divisioni, e della necessità di spiegare alle nuove generazioni perché l’ONU sia ancora indispensabile.

Il problema più delicato resta il Sudan. Gli Emirati sono accusati di aver sostenuto militarmente le Rapid Support Forces, responsabili di gravi atrocità nella guerra civile. Abu Dhabi respinge le accuse, ma organizzazioni per i diritti umani contestano la candidatura di Nusseibeh proprio per il ruolo avuto nel difendere la posizione del suo governo. Il Guardian ha pubblicato un duro commento contrario alla sua nomina, mentre Reuters ha raccolto le critiche di attivisti e osservatori internazionali. Interrogata sulla questione, Nusseibeh non ha eluso il problema: “Il Sudan sarà la cartina di tornasole del successo del prossimo Segretario Generale”. Ha chiesto la cessazione delle ostilità e un processo politico capace di rispondere alle aspirazioni democratiche dei sudanesi. Ha inoltre ricordato di essersi messa in aspettativa dal governo emiratino per dedicarsi alla candidatura.

Nel successivo incontro con la stampa, Italpress le ha chiesto se essere donna rappresenterebbe un valore aggiunto per un’organizzazione mai guidata da una donna. “Non mi candido perché sono una donna, ma credo che il prossimo Segretario Generale debba essere una donna. È arrivato il momento”, ha risposto. “Spero sia d’ispirazione alle donne e alle ragazze, ma anche agli uomini e ai ragazzi”.

Madre di due figli, Nusseibeh ha richiamato il principio di uguaglianza e dignità sancito dalla Carta dell’ONU. Alla seconda domanda di Italpress, su quale Segretario Generale del passato l’avesse maggiormente ispirata nell’esercizio dei poteri dell’incarico, ha offerto una risposta particolarmente articolata. Ha ricordato U Thant, protagonista della diplomazia silenziosa durante la crisi dei missili di Cuba, Boutros Boutros-Ghali e Kofi Annan, per la loro chiarezza morale, e Dag Hammarskjöld, morto mentre era impegnato in una missione di pace. “Credo sia arrivato il momento di un diplomatico silenzioso, di un Segretario Generale con chiarezza morale”, ha spiegato, aggiungendo che il prossimo leader dovrà essere pronto anche al sacrificio personale. Una risposta che, più di uno slogan elettorale, ha restituito l’immagine di una candidata con un’idea precisa del ruolo che vorrebbe ricoprire.

Resta da capire se le grandi potenze col diritto di veto saranno disposte ad affidarle il Palazzo di Vetro. La prossima votazione informale potrebbe dare una prima risposta. Se Nusseibeh riuscisse a superare l’ostacolo dei veti, l’ONU potrebbe trovarsi molto vicino a una svolta storica.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).