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Ue, Foti “Ci aspettiamo un confronto sulle dimensioni del prossimo bilancio. Priorità europee siano accompagnate da risorse aggiuntive”

MILANO (ITALPRESS) – “La sfida del prossimo bilancio europeo sarà quella di modernizzare l’Europa senza indebolire le politiche che ne tengono insieme territori, economia e comunità. I prossimi anni saranno quindi anni decisivi”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti durante il suo video intervento all’edizione 2026 della Biennale dell’economia cooperativa, in corso a Milano. “Quale Europa vogliamo costruire dopo il 2026? – chiede il ministro-. Un’Europa certamente più competitiva e più capace di garantire la propria sicurezza, ma anche un’Europa che non lascia indietro territori, cittadini, agricoltori, imprese e soprattutto che eviti di seguire dei dogmi ideologici”. “Ci aspettiamo quindi un confronto europeo serio sulle dimensioni complessive del bilancio e sulle nuove risorse proprie– ha aggiunto Foti-. L’Italia è disponibile a lavorare per raggiungere un accordo, ma l’obiettivo non può essere semplicemente quello di chiudere il negoziato rapidamente”

“Mi permetto di evidenziare qualcosa sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che per l’Italia deve mantenere la dimensione dei 2 mila miliardi pur essendo noi d’accordo sul fatto che servano meno programmi, maggiore flessibilità più semplificazione e una gestione più integrata delle risorse. Come Italia – ha dichiarato Foti – condividiamo l’esigenza di modernizzare il bilancio europeo e di renderlo ovviamente come detto più semplice ed efficace, ma non possiamo pensare di finanziare le nuove sfide sacrificando politiche tradizionali che rappresentano da decenni due pilastri fondamentali dell’Unione Europea”. “Il principio che sosteniamo è semplice: non si può fare di più con meno – ha aggiunto il ministro-. Ridurre i divari tra territori, realizzare infrastrutture, sostenere le imprese, creare occupazione e rafforzare le aree più fragili significa rendere più forte l’intero mercato unico.

“Tutelare la PAC significa sostenere i nostri agricoltori ma anche difendere la sicurezza alimentare europea, le aree rurali e la capacità produttiva dell’Unione. Per questo l’Italia sostiene che le nuove priorità europee devono essere accompagnate da risorse aggiuntive e non finanziate attraverso tagli alle politiche tradizionali”, ha sottolineato.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).