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In Emilia-Romagna nel 2026 finanziati 37 progetti contro le mafie e la devianza giovanile

BOLOGNA (ITALPRESS) – Dal contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia, al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, fino alla prevenzione della devianza giovanile, del bullismo, dell’odio online e della violenza digitale. E poi attività di educazione alla responsabilità civica, alla memoria civile, alla trasparenza amministrativa e alla partecipazione democratica. Sono queste, in sintesi, le iniziative dei 37 progetti finanziati quest’anno da viale Aldo Moro, attraverso appositi ‘Accordi di Programma sulla legalità e prevenzione del crimine organizzato in Emilia-Romagna 2026’, che vedono oltre 2 milioni di euro di investimenti, di cui 1,2 milioni messi in campo dalla Regione nell’ambito delle politiche per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile (Legge regionale 18/2016,”Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”). Sette le iniziative che riguardano il riuso sociale a favore delle comunità locali di beni immobili confiscati alla criminalità.

Nel loro insieme, i 37 progetti delineano una strategia regionale che mette in rete enti locali, scuole e Università, Terzo settore, associazioni e comunità locali con attività che spaziano da percorsi educativi e laboratoriali nelle scuole e nei festival, agli incontri pubblici e testimonianze, alle attività di ricerca e formazione, agli interventi di educativa di strada, fino alla rigenerazione di beni confiscati, esperienze di cittadinanza attiva e strumenti di comunicazione multimediale.

Accanto a questi filoni, diverse iniziative intervengono sulle vulnerabilità sociali più esposte: disagio abitativo, marginalità, dipendenze, usura, sfruttamento lavorativo, violenza di genere e forme di illegalità ambientale, economica e sociale. Il tutto con l’obiettivo di rafforzare la coesione sociale, la partecipazione delle cittadine e dei cittadini e il ruolo degli enti locali come presidi di prossimità, per costruire territori più consapevoli, responsabili e inclusivi.

“La legalità è una infrastruttura sociale. Con questi progetti– affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni- sosteniamo un’idea che non lascia soli i territori davanti a infiltrazioni, violenza e nuove forme di devianza. Investire in questa direzione significa rafforzare la coesione, la sicurezza e la libertà delle nostre comunità. Gli enti locali sono il primo presidio di prossimità dello Stato e come Regione continuiamo a metterli nelle condizioni di agire”.

“Così finanziamo un’azione capillare che tiene insieme prevenzione e responsabilità. Dalle scuole all’educativa di strada, dal contrasto all’odio online e alla violenza di genere, alla lotta all’usura e allo sfruttamento, fino alla valorizzazione dei beni confiscati: è una strategia che mette al centro i giovani, le competenze, la partecipazione e la trasparenza amministrativa. La cultura della legalità per noi non è uno slogan, è pratica quotidiana che costruisce cittadinanza e inclusione”. “Non c’è legalità senza giustizia sociale e non c’è inclusione senza legalità– concludono de Pascale e Mazzoni-. Contrastare le mafie significa anche restituire alla comunità ciò che la criminalità ha sottratto, destinando i beni confiscati a finalità sociali e trasformandoli in opportunità per i territori e per le persone più fragili. Per questo legalità, contrasto alle disuguaglianze e inclusione devono procedere insieme: comunità più coese e con maggiori opportunità sono anche comunità più forti e più libere”.

– Foto Regione Emilia-Romagna –

(ITALPRESS).